Arthur C. Clarke nacque 100 anni fa

Arthur C. Clarke nel 2005 (Foto Amy Marash)
Arthur C. Clarke nel 2005 (Foto Amy Marash)

Arthur Charles Clarke nacque il 16 dicembre 1917 a Minehead, nel Somerset, in Inghilterra.

Arthur C. Clarke cominciò a interessarsi di argomenti scientifici e a leggere riviste di fantascienza fin da quando era molto giovane. Inizialmente però costituirono solo degli hobby perciò cominciò a lavorare come revisore dei conti governativo. Nel 1941 cominciò a servire nella RAF come specialista di radar fino al 1946. Dopo la Seconda Guerra Mondiale prese una laurea in matematica e fisica al King’s College dell’Università di Londra.

Dopo aver pubblicato vari racconti in fanzine nel corso di vari anni, nel 19466 Arthur C. Clarke pubblicò il suo primo racconto in una rivista professionale, “Fatta la legge” (“Loophole”) su “Astounding Science Fiction”. Per alcuni anni fece lo scrittore part-time mentre faceva anche altri lavori. In campo tecnologico, rese popolare il concetto di satellite geostazionario, anche in relazione allo sviluppo del volo spaziale, con una serie di articoli e saggi scritti nel corso di parecchi anni.

Nel 1948 Arthur C. Clarke pubblicò la prima versione di “Against the Fall of Night”, un romanzo breve successivamente ampliato e ripubblicato come romanzo nel 1953. L’autore lo ristrutturò trasformandolo nel romanzo “La città e le stelle” (“The City and the Stars”), pubblicato nel 1956. Nel frattempo pubblicò anche altri romanzi da “Le sabbie di Marte” (“The Sands of Mars”) del 1951 a “Polvere di Luna” (“A Fall of Moondust”) del 1961. A quel punto decise di diventare scrittore a tempo pieno.

Arthur C. Clarke scrisse una continuazione del racconto lungo “Guardian Angel” del 1946, che di conseguenza divenne la prima parte del romanzo “Le guide del tramonto” (“Childhood’s End”) del 1953.

Nel 1956 Arthur C. Clarke si trasferì nell’odierna Sri Lanka, dove si dedicò anche all’esplorazione subacquea. In varie occasioni, scoprì reperti archeologici di varie epoche. Dovette cessare quel tipo di attività quando venne colpito dalla poliomielite, che minò la sua mobilità e lo costrinse a ricorrere all’uso di una sedia a rotelle per il resto della sua vita. Arthur C. Clarke continuò invece la sua attività di scrittore, sia di fantascienza che si articoli e saggi scientifici.

Il racconto “La sentinella” (“The Sentinel”) del 1948 venne scelto dal regista Stanley Kubrick come base per il suo film “2001: Odissea nello spazio” (“2001: A Space Odyssey”). Clarke sviluppò assieme a lui la sceneggiatura e successivamente ne pubblicò un adattamento come romanzo. Anni dopo, scrisse il seguito “2010: Odissea due” (“2010: Odyssey Two”), pubblicato nel 1982 e successivamente adattato nel film “2010 – L’anno del contatto” (“2010”, conosciuto anche come “2010: The Year We Make Contact”).

Negli anni ’70, Arthur C. Clarke pubblicò due tra i suoi romanzi più famosi e premiati, “Incontro con Rama” (“Rendezvous with Rama”) del 1973 e “Le fontane del Paradiso” (“The Fountains of Paradise”) del 1979 ma anche altri come “Terra Imperiale” (“Imperial Earth”) del 1975. Tuttavia, in quel periodo cominciò anche a presentare varie serie di documentari che si occupavano di fenomeni inspiegati. Clarke si era interessato al paranormale ma l’indagine scientifica su di essi l’aveva portato a un forte scetticismo.

Verso la fine degli anni ’80, con il progressivo declino della sua salute, Arthur C. Clarke cominciò ad affidarsi ad altri scrittori per sviluppare le sue idee pur rimanendo accreditato come autore. In particolare, collaborò con Gentry Lee a partire dal romanzo “Culla” (“Cradle”) del 1988 ma soprattutto per i seguiti del ciclo di Rama: “Rama II” del 1989, “Il giardino di Rama” (“The Garden of Rama”) del 1991 e “Il segreto di Rama” (“Rama Revealed”) del 1993.

Altre collaborazioni furono quella con Gregory Benford per scrivere “Oltre il buio della notte” (“Beyond the Fall of Night”) del 1990 e quella con Stephen Baxter per “La luce del passato” (“The Light of Other Days”) del 2000 e la trilogia dell’Odissea nel tempo.

Arthur C. Clarke aveva cominciato a sviluppare un ultimo romanzo ma la sua salute non gli permise di continuare e il progetto venne completato da Frederik Pohl nel romanzo “L’ultimo teorema” (“The Last Theorem”) del 2008. Arthur C. Clarke nel 2005 (Foto Amy Marash)

Arthur C. Clarke fu sposato per un breve periodo ma fu l’unico legame ufficiale. Nell’ambiente i suoi colleghi conoscevano la sua omosessualità ma all’epoca era un argomento di cui non si parlava.

Gli ultimi romanzi firmati da Arthur C. Clarke tendono a riprodurre elementi già sviluppati nei decenni precedenti ma per molto tempo riuscì a scrivere grandi opere che rimangono tra le migliori produzioni nel campo della fantascienza. È stato celebre per la sua precisione scientifica e le sue opere tendono a contenere una visione ottimistica degli sviluppi tecnologici e scientifici. Allo stesso tempo, spesso contengono concetti di trascendenza. Il forte sviluppo di quei temi l’ha reso uno dei grandi maestri della fantascienza.



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