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Blog che parlano di Google Android

Book Assistant 0.1

Premessa. Questo articolo non intende affrontare i problemi etici e morali legati all’utilizzo di LLM (Large Language Model), come vengono chiamati i sistemi di (presunta) intelligenza artificiale e altri strumenti legati a questi sistemi. Volenti o nolenti, questi strumenti sono già stati adottati da molte persone fisiche e aziende e sarà sempre più necessario saperli usare nel proprio lavoro.

Avevo già scritto qualche commento tempo fa riguardo alla corsa all’adozione di questi strumenti da alcuni dei maggiori motori di ricerca. Qui intendo solo raccontare la mia personale esperienza nello sviluppo di un’app che utilizza un sistema di questo tipo per effettuare elaborazioni che altrimenti sarebbero estremamente complesse da realizzare. Anche per questo motivo, ho utilizzato questo sistema anche come assistente allo sviluppo dato che era la mia prima esperienza in questo tipo di sviluppo software.

Linus Torvalds nel 2014

Il 25 agosto 1991, Linus Torvalds (foto ©Krd) annunciò con un messaggio sul newsgroup comp.os.minix il progetto di un nuovo sistema operativo che in realtà si distaccava notevolmente da Minix. Scontento della licenza di Minix, Torvalds adottò una licenza del progetto GNU, la GPL, che gli sembrava abbastanza libera. Dopo poche settimane venne rilasciato il primo kernel Linux. La disponibilità di vari componenti rilasciati dal progetto GNU e il contributo di parecchie persone che si unirono al progetto aiutarono a diffonderlo. A trent’anni di distanza, Linux viene usato praticamente da tutti in un modo o nell’altro, anche se solo una piccola minoranza se ne rende conto.

Pagina web di Google dedicata a Brillo

Al Google I/O è arrivato l’atteso annuncio del progetto Brillo, il sistema operativo per l’Internet delle Cose. Google ha annunciato anche Weave, un protocollo che servirà come linguaggio standard per i vari apparecchi per comunicare tra loro. Questo progetto è derivato da Android ma in una versione spogliata di varie componenti per poter funzionare con requisiti minimi mantenendo comunque il supporto a servizi indispensabili come Wi-Fi e Bluetooth.

La Corte Suprema degli USA ha chiesto all’amministrazione Obama un’opinione riguardo al caso di Oracle contro Google nella causa che da anni vede i due colossi in causa per l’uso del linguaggio Java in Android. La lite è cominciata nel 2010 dopo che Oracle ha acquistato Sun, l’azienda che aveva sviluppato Java, e ha ritenuto che Google infrangesse il copyright e alcuni brevetti riguardanti Java. Non si tratta di uno dei tanti scontri tra aziende riguardanti brevetti software bensì di un caso particolare in cui la decisione finale può avere una notevole influenza sul futuro dello sviluppo del software.