Stelle

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La nuova immagine dei ilastri della Creazione a confronto con quella del 1995 (Foto NASA/ESA/Hubble Heritage Team (STScI/AURA)/J. Hester, P. Scowen (Arizona State U.))

Nel 1995, il telescopio spaziale Hubble permise di ottenere un’immagine di colonne di gas interstellare e polveri nella Nebulosa Aquila. Queste strutture vennero soprannominate i “Pilastri della Creazione” e l’immagine divenne una delle più iconiche non solo tra quelle di Hubble ma tra le fotografie spaziali in generale. Ora gli astronomi sono tornati in quella regione per scattare una nuova fotografia che, grazie agli strumenti aggiornati, è in alta definizione per cui fornisce dettagli mai visti prima alla luce visibile e agli infrarossi.

Immagine combinata delle osservazioni del Sole da parte dei satelliti della NASA NuStar e Solar Dynamics Observatory (SDO) (Immagine NASA/JPL-Caltech/GSFC)

Il telescopio spaziale NuSTAR (Nuclear Spectroscopic Telescope Array) della NASA, lanciato nel giugno 2012, è stato costruito per studiare oggetti come i buchi neri e per questo motivo la sua sensibilità si concentra sui raggi X ad alta energia. Per una volta però è stato utilizzato in maniera totalmente diversa da quella prevista per osservare il Sole in un modo nuovo.

L’idea di usare NuSTAR per studiare il Sole venne a David Smith, un fisico specializzato nello studio della nostra stella e membro del team NuSTAR, già sette anni fa, durante la fase di costruzione di questo telescopio spaziale. Fiona Harrison, la principale scienziata del progetto, inizialmente pensò che fosse un’idea pazza ma Smith la convinse che aveva senso. Lo scopo della proposta era quello di cercare di osservare i fiochi lampi di raggi X che il Sole emette secondo le predizioni dei teorici.

Immagine del sistema di HL Tauri catturata dal telescopio ALMA (Immagine ALMA (ESO/NAOJ/NRAO))

Nel settembre 2014 il telescopio ALMA (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array) dell’ESO ha cominciato la Campagna delle linee base lunghe, cioè con le antenne separate dalla lunghezza massima finora raggiunta, che è di 15 chilometri. In questa modalità più potente di prima, ALMA ha osservato con risultati straordinari HL Tauri, una giovane stella a circa 450 anni luce dalla Terra. Essa è circondata da un disco di polvere che si sta pian piano condensando in certe aree per formare pianeti.

L'ammasso di galassie Abell 2744, chiamato anche Ammasso di Pandora. La luce delle stelle è stata colorata di blu (Immagine NASA/ESA/IAC/HFF Team, STScI)

Il gigantesco ammasso di galassie Abell 2744, chiamato anche Ammasso di Pandora, era già stato studiato in passato, anche per i suoi interessanti effetti come lente gravitazionale. Le varie osservazioni effettuate usando il telescopio spaziale Hubble hanno permesso di vedere la “luce fantasma” di galassie morte dopo che vari ammassi si sono scontrati tra di loro.

Immagine della galassia M82 con al centro, anche ingrandita, la pulsar M82 X-2 (Immagine NASA/JPL-Caltech/SAO/NOAO)

Il telescopio spaziale NuSTAR (Nuclear Spectroscopic Telescope Array) della NASA ha permesso di scoprire una pulsar di una luminosità mai vista prima. In un articolo pubblicato sulla rivista “Nature”, il team internazionale guidato da Matteo Bachetti, che oggi lavora all’Osservatorio Astronomico di Cagliari dell’INAF e all’epoca all’Institut de Recherche en Astrophysique et Planétologie di Tolosa, in Francia, illustra la ricerca che ha portato alla scoperta di questa pulsar che emette un’energia dieci milioni di volte quella del Sole.