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Alluvione a Brisbane nel 2013 (Foto ShepsSnaps)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Computers & Geosciences” descrive una ricerca sulle possibilità di combinare intelligenza artificiale, Twitter e quella che viene chiamata in gergo “citizen science” per realizzare sistemi di preallarme per le comunità a rischio di alluvioni. Un team di ricercatori dell’Università britannica di Dundee guidati da Roger Wang ha cercato di creare soluzioni che possano permettere di rilevare il più rapidamente possibile i primi segni di pericolo per attivare le contromisure.

Schermata del sito web "Backyard Worlds: Planet 9"

La nuova iniziativa “Backyard Worlds: Planet 9” di NASA e varie istituzioni americane assieme alla piattaforma Zooniverse è stata annunciata per permettere a chiunque sia connesso a Internet di partecipare alla ricerca del nono pianeta del sistema solare. Potete collegarvi al sito web del progetto, esaminare immagini catturare dal telescopio spaziale WISE e segnalare eventuali oggetti in movimento.

Alla Watson Developer Conference tenuta a San Francisco, IBM ha annunciato Project Intu, una nuova piattaforma progettata per rendere accessibile il sistema di cognitive computing Watson da qualsiasi dispositivo. Lanciata per ora in una versione sperimentale, offre agli sviluppatori che hanno un account Bluemix di avere accesso a Watson Intu Gateway e di creare applicazioni che utilizzino Watson usando gli SDK forniti come software libero attraverso Watson Developer Cloud, Intu Gateway e GitHub.

Mappa delle aree che hanno sofferto gli attacchi del 21/10/2016 (Immagine cortesia Downdetector.com)

A qualche giorno di distanza dall’attacco incredibilmente massiccio subito in due fasi da Dyn, fornitore di servizi Internet tra cui la gestione dei DNS, continuano ad arrivare informazioni, stime sui dispositivi coinvolti e teorie sui potenziali colpevoli. Siti di altissimo profilo come i social network Twitter e Reddit, celebri servizi online come e-Bay, Netflix e Spotify e altri siti sono stati colpiti più o meno duramente. Il coinvolgimento di molti dispositivi per l’Internet delle Cose mostra come la loro sicurezza sia troppo spesso inesistente.