Biologia

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Frutti di caffè arabica

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Communications” riporta i risultati di un nuovo sequenziamento del DNA del caffè arabica (Coffea arabica) che ha permesso di individuare varie aberrazioni e diversità genetiche. Un team di ricercatori dell’Università di Udine e dell’Istituto di Genomica applicata (Iga) della città friulana hanno usato le più avanzate tecniche genetiche per ottenere dettagli superiori a quelli delle analisi condotte negli anni scorsi. C’è uno scopo commerciale perché questo studio genetico è stato condotto in collaborazione con Illycaffè e Lavazza ma è importante conoscere in profondità il DNA del caffè arabica anche per fronteggiare i pericoli derivanti da malattie e cambiamenti climatici.

Patescibacteria della specie Southlakia epibionticum (in porpora) sulla superficie di batteri più grandi (in arancione) (Immagine cortesia Yaxi Wang, Wai Pang Chan and Scott Braswell/University of Washington)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Cell” riporta i risultati dell’uso di manipolazione genetica per studiare il comportamento di alcuni batteri appartenenti a un grande gruppo chiamato Patescibacteria. Un team di ricercatori è riuscito a manipolare il DNA di batteri appartenenti al phylum Saccharibacteria, che fa parte di quel grande gruppo, considerato materia oscura microbica per le difficoltà che i biologi hanno avuto a studiarlo. Si tratta di batteri scoperti non molti anni fa che ora sono considerati interessanti per le loro caratteristiche metaboliche, che ad esempio possono includere enzimi utili in applicazioni biotecnologiche.

La struttura dei vari gruppi di archei derivante da questo studio con gli eucarioti come parte di questo dominio tassonomico

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” riporta i risultati di uno studio genetico sugli archei Asgard che espande la diversità genetica di questo gruppo di microrganismi e conclude che l’ordine tassonomico Hodarchaeales è quello maggiormente legato agli eucarioti, gli organismi che costituiscono tutte le forme di vita multicellulari sulla Terra. Un team di ricercatori ha condotto un’analisi genetica di archei Asgard da campioni raccolti in 11 luoghi in varie parti del mondo in una ricerca genomica che ha usato lo stato dell’arte delle tecniche di analisi. La conclusione è che gli eucarioti costituiscono un gruppo all’interno degli archei Asgard, dai quali potrebbero essersi evoluti direttamente.

Un archeo Asgard della specie proposta Lokiarchaeum ossiferum

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” riporta uno studio sugli archei che appartengono al superphylum proposto chiamato Asgard e in particolare sulle loro caratteristiche che li rendono un possibile anello mancante evolutivo con gli eucarioti. Un team di ricercatori formato dalla collaborazione dei gruppi di lavoro di Christa Schleper dell’Università austriaca di Vienna e di Martin Pilhofer del Politecnico federale di Zurigo ha avuto successo nella coltivazione di una specie appartenente a questo gruppo di microrganismi per poterli studiare in laboratorio. Ciò ha permesso di condurre esami approfonditi delle loro strutture cellulari come l’esteso citoscheletro.

Thiomargarita magnifica (Foto cortesia Jean-Marie Volland)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” riporta l’identificazione di un batterio che può raggiungere i due centimetri di lunghezza, dimensioni che sono alcune migliaia di volte maggiori di quelle della maggior parte dei batteri. Un team di ricercatori l’ha chiamato Thiomargarita magnifica dopo averlo scoperto nell’arcipelago della Guadalupa nelle Piccole Antille. Ci sono voluti anni per capire la sua natura perché le dimensioni gigantesche per un batterio e alcune caratteristiche inusuali per questo tipo di organismo avevano fatto pensare inizialmente che si trattasse di un organismo multicellulare, forse un fungo.