Biologia

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Cristalli della grotta di Naica

A un meeting dell’American Association for the Advancement of Science (AAAS) la direttrice dell’Astrobiology Institute della NASA Penelope Boston ha annunciato la scoperta di microrganismi nella grotta di Naica in Messico, conosciuta anche come grotta dei Cristalli per gli enormi cristalli di gesso dentro i quali sono stati trovati i batteri. Potrebbe trattarsi di batteri estremofili unici che si sono adattati alle condizioni esistenti nella grotta.

Piante di quinoa

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive il sequenziamento del DNA della pianta di quinoa (Chenopodium quinoa). Un team di ricercatori guidati dalla King Abdullah University of Science and Technology (KAUST) in Arabia Saudita ha compiuto la mappatura genetica di questa pianta molto considerata per i suoi elevati contenuti nutrizionali. Le conoscenze ottenute sono già sfruttate dai coltivatori per migliorarne le varietà e potrebbero permettere di ampliarne la coltivazione.

Un articolo pubblicato sulla rivista “Proceedings of the National Academy of Sciences” descrive la creazione di un organismo semi-sintetico. Un team dello Scripps Research Institute (TSRI) di La Jolla, in California, guidato da Floyd Romesberg ha creato un batterio della famiglia Escherichia coli con un genoma modificato che contiene due nucleotidi artificiali oltre ai quattro esistenti nel DNA.

Caffè arabica tostato (Foto cortesia Joe Proudman / UC Davis)

Nei giorni scorsi alla 25^ Plant and Animal Genome Conference tenuta a San Diego sono stati presentati i dettagli del sequenziamento del DNA del caffè arabica, specie Coffea arabica. Tra le specie di caffè è quella dominante nella produzione della bevanda costituendo circa il 70%. Un team di ricercatori della University of California, Davis (UC Davis) ha compiuto il primo sequenziamento pubblico allo scopo di contribuire al miglioramento della qualità e allo sviluppo di varietà adattabili ai cambiamenti climatici.

Immagine della simulazione dei cambiamenti che seguirono l'impatto dell'asteroide (Immagine cortesia Potsdam Institute für Climate Impact Research (Pik))

Un articolo pubblicato sulla rivista “Geophysical Research Letters” descrive una ricerca sulle conseguenze climatiche dell’impatto causato dal grande asteroide che colpì la Terra circa 66 milioni di anni fa. Un team di ricercatori del Potsdam Institute for Climate Impact Research (PIK) ha creato modelli informatici per simulare quegli eventi concludendo che la dispersione nell’atmosfera di goccioline di acido solforico potrebbe aver oscurato i cieli del pianeta con conseguente raffreddamento della superficie.