Ominini

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Scheletro di Homo floresiensis

Un articolo pubblicato sulla rivista “Communications Earth & Environment” riporta uno studio che offre una possibile spiegazione per l’estinzione della specie Homo floresiensis, gli ominini i cui resti fossili sono stati scoperti sull’isola indonesiana di Flores. Un team di ricercatori ha trovato quelle che ritengono prove che circa 61.000 anni fa iniziò un cambiamento climatico che portò a millenni di siccità. La popolazione di Homo floresiensis e l’elefante pigmeo che abitava Flores a quell’epoca vennero colpiti da quella siccità, che potrebbe averne determinato l’estinzione.

Il frammento d'osso Star 1

Un articolo pubblicato sulla rivista “Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS)” riporta i risultati dell’analisi di un frammento di osso dal quale è stato possibile ricavare abbastanza DNA da attribuirlo a un Neanderthal. Un team di ricercatori guidato da Emily Pigott dell’Università di Vienna, in Austria, ha esaminato questo frammento osseo scoperto nel sito archeologico di Starosele, in Crimea. Si tratta di quello tra i 150 frammenti di ossa che ha fornito i risultati migliori. Datato tra 45.340 e 45.910 anni fa, questo frammento catalogato come Star 1 ha rivelato una parentela tra un Neanderthal che visse in Crimea e altri cinque ominini che vissero in tre siti nella regione dei Monti Altaj, in Siberia, a circa 3.000 chilometri di distanza.

Viste della riproduzione della forma originale del cranio Yunxian 2

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” riporta i risultati di uno studio del cranio fossile catalogato come Yunxian 2 che lo attribuisce alla specie Homo longi. Un team di ricercatori ha esaminato una riproduzione di questo cranio effettuata dopo avergli fatto una TAC, un’operazione necessaria per cercare di riportarla alla forma originale dato che il fossile è fortemente schiacciato.

Il risultato è stato confrontato con altri 100 esemplari di ominini rilevando una combinazione di tratti, alcuni vicini a quelli di Homo erectus e altri ben più simili a quelli di Homo sapiens e alla specie chiamata Homo longi. Alla fine, i ricercatori hanno concluso che questo cranio appartiene a un Homo longi primitivo.

Il Cranio di Harbin (Immagine cortesia Fu et al. (2025))

Due articoli, uno pubblicato sulla rivista “Cell” e uno sulla rivista “Science”, descrivono due esami condotti sul cosiddetto Cranio di Harbin, un fossile scoperto in Manciuria, nella Cina nord-orientale, datato almeno 146.000 anni. Un team di ricercatori guidato dalla paleogenetista Qiaomei Fu dell’Istituto di Paleontologia dei Vertebrati e Paleoantropologia di Pechino e Qiang Ji dell’Università di Hebei ha recuperato frammenti di DNA mitocondriale dal tartaro dentale ancora presente sul cranio e proteine.

La mandibola fossile Penghu 1

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” riporta l’attribuzione di una mandibola fossile scoperta a Taiwan a un Denisova. Un team di ricercatori ha condotto un’analisi di amminoacidi ancora presenti nella mandibola e nello smalto dei denti ancora presenti rilevando due varianti che costituivano proteine specifiche della specie Denisova. Sono varianti ancora presenti in alcune popolazioni asiatiche che hanno ereditato geni dai Denisova. Questa scoperta espande l’area in cui sono state trovate tracce di questa antica specie umana che per certi versi è ancora misteriosa.