Evoluzione

Blog che parlano di evoluzione

Ricostruzione del Saccorhytus coronariusm (Immagine cortesia Jian Han)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive l’identificazione di quello che viene ritenuto il più antico antenato conosciuto degli esseri umani. Chiamato Saccorhytus coronariusm, 45 esemplari sono stati scoperti nel corso di scavi effettuati nell’odierna provincia dello Shaanxi, in Cina. Questo animale aveva una lunghezza attorno al millimetro, visse 540 milioni di anni fa ed è l’antenato dei deuterostomi, che includono vertebrati, echinodermi e altri animali ancora.

Gli archei Asgard nell'albero della vita (Immagine cortesia Eva Fernandez-Caceres)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive la scoperta di nuovi microrganismi che forniscono ulteriori informazioni sull’evoluzione degli organismi eucarioti, formati da cellule complesse. Le nuove specie scoperte sono archei che sono stati chiamati Thor, Odino e Heimdall, organismi più semplici che però hanno alcune caratteristiche trovate solo in eucarioti e assieme a un’altra famiglia di archei chiamati Loki la cui scoperta è stata annunciata nel settembre 2015, formano un gruppo che è stato chiamato degli archei Asgard.

Scheletro di Tongtianlong limosus (Immagine cortesia Junchang Lü et al.)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Scientific Reports” descrive la scoperta di una nuova specie di dinosauro alato che è stata chiamata Tongtianlong limosus. L’esemplare studiato è stato trovato nella formazione Nanxiong, nella provincia di Guangdong, nella Cina sud-orientale, dove visse tra 66 e 72 milioni di anni fa, alla fine del periodo Cretaceo.

Un articolo pubblicato sulla rivista “PLOS Genetics” descrive una ricerca sui geni presenti negli esseri umani moderni non africani ereditati dai Neanderthal. Secondo un team di ricercatori guidato da Ivan Juric dell’Università della California a Davis solo una piccola quantità di geni di Neanderthal sono rimasti nel DNA degli umani moderni perché la selezione naturale ha rimosso una gran quantità di varianti deleterie.

L'evoluzione di lieviti (in grigio e rosso) con la spettrometria di massa in verde (Immagine cortesia Villen Lab/University of Washington)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” descrive una ricerca che afferma l’importanza del meccanismo chiamato modificazione post traduzionale nell’evoluzione. Un team internazionale guidato da Pedro Beltrao dello European Molecular Biology Laboratory, European Bioinformatics Institute (EMBL-EBI) e dalla professoressa Judit Villen dell’Università di Washington ha indagato in particolare sulla fosforilazione ottenendo informazioni utili anche in ricerche mediche come quelle sul cancro.