Evoluzione

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Un possibile momento del Episodio pluviale del Carnico (Immagine cortesia Davide Bonadonna. Tutti i diritti riservati)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Communications” descrive una ricerca sul legame tra la diversificazione avvenuta tra i dinosauri alla fine del periodo Triassico e un evento conosciuto come Episodio pluviale del Carnico, avvenuto attorno a 232-234 milioni di anni fa. Secondo un team di ricercatori, nel mezzo di quel periodo di cambiamenti climatici i dinosauri cominciarono a prosperare evolvendosi in molte specie diverse approfittando anche dell’estinzione di altri animali.

Saniwa ensidens

Un articolo pubblicato sulla rivista “Current Biology” descrive una ricerca su una specie di rettile chiamato Saniwa ensidens, imparentato con i moderni varani che visse circa 49 milioni di anni fa nell’odierno Wyoming, negli USA. Un team di ricercatori ha studiato fossili di questi animali scoperti quasi 150 anni fa concludendo che avevano quattro occhi. I due occhi extra erano collegati alle ghiandole pineale e parapineale. Si tratta del primo caso scoperto di vertebrato dotato di mandibole con quattro occhi.

Bodo saltans infettato dal virus

Un articolo pubblicato sulla rivista “eLife” descrive una ricerca su una specie di virus giganti chiamata virus del Bodo saltans, ritenuta parte del gruppo più abbondante presente nei mari. Il nome è dovuto al fatto che infetta una specie di plancton microscopico chiamata appunto Bodo saltans. Un team di ricercatori dell’Università della Columbia Britannica è riuscito a isolare questo virus, classificato come Klosneuvirus, un sottogruppo della famiglia Mimiviridae.

Fasi della ricostruzione del cranio di Colobops noviportensis (Immagine Yale University)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Communications” descrive l’identificazione di un diapside, parte di un grande gruppo di vertebrati, risalente al periodo Triassico, a circa 200 milioni di anni fa scoperto nell’odierno Connecticut, negli USA. Il team di ricercatori che ne ha studiato i resti fossili e l’ha chiamato Colobops noviportensis ha concluso che aveva un morso molto potente, anche confrontandolo con i rettili odierni, mostrando un’evoluzione precoce del sistema anatomico di alimentazione.

Molare di un Neanderthal del Belgio (Immagine cortesia I. Crevecoeur)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive una ricerca che aiuta la ricostruzione della fase finale della storia dei Neanderthal. Un team di ricercatori del Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology di Lipsia, in Germania, ha sequenziato il genoma di 5 individui di quella specie vissuti tra 39.000 e 47.000 anni fa. Questi individui sono imparentati in modo più stretto con quelli che si incrociarono con gli umani moderni che a un individuo più antico dei monti Altaj di cui è stato sequenziato il DNA tempo fa.