Evoluzione

Blog che parlano di evoluzione

Concetto artistico di mesosauro nel suo ambiente (Immagine cortesia Roman Yevseyev e Graciela Piñeiro. Tutti i diritti riservati)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Frontiers in Ecology and Evolution” descrive una ricerca sui mesosauri, i più antichi rettili di cui è conosciuto l’adattamento alla vita acquatica. Un team di ricercatori ha compiuto un’accurata analisi di una serie di fossili concludendo che le ossa degli adulti hanno somiglianze con quelle di animali terrestri e ciò suggerisce che essi fossero semi-acquatici mentre i cuccioli erano acquatici. Si tratta di un risultato ottenuto esaminando fossili di individui di varie età, un tipo di studio che può rivelare cambiamenti che avvengono con la crescita degli individui di una specie.

Fossili dell'Ediacarano scoperti in Namibia (Foto cortesia Simon A.F. Darroch. Tutti i diritti riservati)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Ecology & Evolution” descrive una ricerca sulle comunità formate dalla cosiddetta fauna di Ediacara, gli esseri che vissero nel periodo Ediacarano. Il paleontologo Simon A.F. Darroch dell’Università di Vanderbilt e due colleghi hanno applicato un metodo di analisi sviluppato per l’ecologia moderna a organismi di quel periodo tra i quali alcuni scoperti in Namibia concludendo che c’era già una complessità ecologica in alcune comunità 570 milioni di anni fa.

Fossili di Pahvantia hastasta (Immagine cortesia Stephen Pates e Rudy Lerosey-Aubril)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Communications” descrive uno studio sulla Pahvantia hastasta, un parente degli odierni artropodi che visse circa mezzo miliardo di anni fa, nel periodo Cambriano. Stephen Pates dell’Università britannica di Oxford e Rudy Lerosey-Aubril dell’Università australiana del New England hanno esaminato fossili scoperti molti anni fa nelle montagne dell’odierno Utah, negli USA, dopo un lungo lavoro di preparazione. Essi ritengono che questa specie appartenesse al gruppo dei radiodonti, che si nutrisse di microplancton e che quel tipo di animale acquatico contribuì a lanciare la diversificazione delle forme di vita sui fondali marini nell’esplosione del Cambriano.

Concetto artistico dei mari del Giurassico con i loro abitanti (Immagine cortesia Nikolay Zverkov. Tutti i diritti riservati)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Ecology & Evolution” descrive uno studio sui rettili marini che vissero in un’area di mare che attraversava quella che è l’odierna Europa settentrionale durante il periodo Giurassico. Un team di paleontologi coordinati dall’Università di Edimburgo ha analizzato forma e dimensioni dei denti di rettili che vissero nell’arco di 18 milioni di anni scoprendo che i predatori marini che vivevano in acque profonde prosperarono quando i livelli del mare salirono mentre le specie che vivevano nelle acque più basse declinarono o addirittura si estinsero.

Crani di adulto e cuccioli di Kayentatherium wellesi (Immagine cortesia Eva Hoffman / The University of Texas at Austin)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive una ricerca sull’origine ed evoluzione dei grandi cervelli dei mammiferi. Eva Hoffman e Timothy Rowe della Jackson School of Geosciences alla University of Texas at Austin ha esaminato fossili di Kayentatherium wellesi, un parente dei mammiferi odierni che visse nel periodo Giurassico, concludendo che un momento chiave nella loro evoluzione è stato una sorta di scambio tra una gran quantità di cuccioli e un grande cervello.