Evoluzione

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Nuovi indizi che il piumaggio ebbe origine almeno 250 milioni di anni fa

Un articolo pubblicato sulla rivista “Trends in Ecology & Evolution” riporta nuovi indizi sull’origine del piumaggio che confermano che si sia evoluto a partire da circa 250 milioni di anni fa tra alcune forme di vita superstiti della devastante estinzione di massa avvenuta alla fine del periodo Permiano. Un team di ricercatori coordinato dall’Università britannica di Bristol ha combinato informazioni riguardanti fossili con altre ottenute attraverso analisi di biologia molecolare per ottenere una conclusione che conferma un’ipotesi avanzata dopo la scoperta di pterosauri piumati.

L'Ambopteryx longibrachium era un piccolo dinosauro con ali da pipistrello

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” riporta l’identificazione di una nuova specie di dinosauro che visse circa 163 milioni di anni fa, nel periodo Giurassico superiore, che aveva alcune caratteristiche simili a quelle degli uccelli ma con ali più simili a quelle di pterosauri o pipistrelli. Un team di ricercatori coordinati dall’Accademia cinese delle Scienze l’ha chiamato Ambopteryx longibrachium e l’ha classificato nella famiglia degli scansoriopterigidi, che potrebbero essere parenti stretti degli uccelli. Questo piccolo dinosauro potrebbe fornire informazioni importanti riguardo allo sviluppo del volo tra i dinosauri e quindi negli uccelli.

Sterling Nesbitt con le ossa di Suskityrannus hazelae da lui scoperte (Foto cortesia Virginia Tech)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Ecology & Evolution” riporta l’identificazione di una nuova specie di tirannosauroide che visse circa 92 milioni di anni fa, nel periodo Cretaceo Medio. Un team di ricercatori guidato da Sterling Nesbitt di Virginia Tech ha chiamato questa specie Suskityrannus hazelae completando un lavoro iniziato nel 1997, quando vennero scoperti i primi fossili, che però all’epoca non vennero identificati. Si trattava di un carnivoro ma con la sua altezza inferiore al metro era molto più piccolo del suo lontano cugino più celebre, il T.rex.

Il ruolo dell'Ardipithecus ramidus nell'evoluzione della locomozione bipede negli esseri umani

Un articolo pubblicato sulla rivista “eLife” riporta la tesi che la morfologia del piede dell’Ardipithecus ramidus, un ominino che visse circa 4,4 milioni di anni fa, è la più simile a quella di scimpanzè e gorilla tra le scimmie antropomorfe. Thomas Prang del Dipartimento di Antropologia dell’Università di New York ha esaminato le caratteristiche dei piedi dell’Ardipithecus ramidus per valutare il rapporto tra il tipo di locomozione di una specie e le sue caratteristiche scheletriche. Lo scopo è di ricostruire l’evoluzione del bipedismo e stimare l’aspetto dell’ultimo antenato comune di umani e scimpanzè.

Uno studio dei crani dei celacanti offre indizi sull'evoluzione dei vertebrati

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” riporta i risultati di uno studio del cranio di Latimeria chalumnae, una delle due specie di celacanto oggi esistenti. Un team di ricercatori guidato da Hugo Dutel dell’Università britannica di Bristol ha sottoposto vari esemplari a esami molto sofisticati per creare ricostruzioni dei loro crani e dei loro cervelli dallo stato fetale allo stato adulto. Lo scopo è di studiare questi pesci considerati fossili viventi per capire meglio l’evoluzione del cranio nei vertebrati e anche il motivo per cui il cervello del celacanto occupa solo l’1% della cavità cranica.