Evoluzione

Blog che parlano di evoluzione

Neoceratodus forsteri

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science Advances” riporta uno studio su pesci della specie Neoceratodus forsteri che offre nuove informazioni sull’evoluzione delle pinne dei pesci negli arti dei tetrapodi. Un team di ricercatori guidato dal dottor Joost Woltering dell’Università tedesca di Costanza ha studiato in particolare le caratteristiche anatomiche e genetiche di embrioni di Neoceratodus forsteri. Il risultato è stata la conferma dell’importanza di alcuni geni con nuove informazioni sui geni coinvolti e la scoperta di una mano primitiva nelle pinne di questo pesce, che suggerisce un’evoluzione degli arti con dita attraverso cambiamenti embrionali.

Fossile di Aulacopleura Kionickii (Foto cortesia Brigitte Schoenemann)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Scientific Reports” riporta uno studio sugli occhi di un fossile di Aulacopleura kionickii, una specie di trilobite che visse circa 429 milioni di anni fa, che offre prove che aveva una vista paragonabile a quella di suoi lontanissimi cugini odierni, insetti ma anche crostacei. La dottoressa Brigitte Schoenemann dell’Università di Colonia, in Germania, e Euan Clarkson dell’Università di Edinburgo, in Scozia, hanno esaminato gli occhi fossili utilizzando la microscopia digitale per trovare in quegli occhi composti le strutture analoghe a quelle che esistono oggi in api, libellule e in molti crostacei con abitudini diurne.

Silhouette di Lusovenator santosi con le ossa trovate

Un articolo pubblicato sulla rivista “Journal of Vertebrate Paleontology” riporta l’identificazione di un dinosauro carnivoro che visse nell’odierno Portogallo tra 153 e 145 milioni di anni fa, nel periodo Giurassico. Un team di ricercatori guidato dalla dottoressa Elisabete Malafaia dell’Università portoghese di Lisbona l’ha chiamato Lusovenator santosi e l’ha attribuito al gruppo dei carcarodontosauri, a sua volta parte del più vasto gruppo degli allosauri, dinosauri carnivori che erano superpredatori nei loro ecosistemi. Questa specie è molto antica all’interno del suo gruppo e la sua scoperta offre qualche nuova informazione sulla prima fase della diversificazione di questi dinosauri, che al momento è poco conosciuta a causa della scarsità di fossili.

Rousettus aegyptiacus

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” riporta una ricerca genetica sui pipistrelli che rivela alcune loro caratteristiche che li rende particolarmente resistenti ai virus e anche al cancro. Un team di scienziati del consorzio Bat1K, che ha lo scopo di sequenziare il genoma di tutte le specie di pipistrelli, ha generato e analizzato sei genomi di elevatissima qualità che li rendono dieci volte più completi di quelli disponibili in precedenza. Ciò ha permesso di individuare una serie di geni che aiutano a spiegare l’evoluzione del volo e dell’ecolocazione.

Silhouette di Overoraptor chimentoi con le ossa trovate

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science of Nature” riporta l’identificazione di una nuova specie di dinosauro con caratteristiche simili a quelle degli uccelli che visse circa 90 milioni di anni fa, nel periodo Cretaceo, nell’odierna Patagonia, in Argentina. Un team di ricercatori guidato da Matias Motta l’ha chiamato Overoraptor chimentoi, un nome che ricorda più certi dinosauri predatori che gli uccelli. In effetti, certe sue caratteristiche sono tipiche di quel tipo di dinosauro, con gambe adatte alla corsa e un artiglio simile a quello del Velociraptor sul secondo dito. Le braccia hanno invece caratteristiche ben più vicine alle ali degli uccelli e ciò suggerisce che sia una delle specie più vicine agli uccelli tra i vari “raptor” conosciuti.