Evoluzione

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Schmidtiellus reetae (Immagine cortesia Brigitte Schoenemann et al.)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Proceedings of the National Academy of Sciences” descrive la scoperta del più antico occhio composto trovato finora. Esso appartiene a un trilobite della specie Schmidtiellus reetae che visse circa 530 milioni di anni fa nell’odierna Estonia. I ricercatori sono riusciti a esaminare la struttura dei suoi occhi e anche quella di un esemplare appartenente a un’altra specie di trilobiti chiamata Holmia kjerulfi, più giovane di circa 2 milioni di anni. Entrambi i trilobiti hanno una struttura degli occhi simile a quella di molti artropodi odierni.

Un articolo pubblicato sulla rivista “Current Biology” descrive una ricerca che attraverso lo stato dell’arte di analisi statistiche ha testato modelli evolutivi comunemente utilizzanti nel campo della filogenetica per capire quale sia il gruppo di animali più antico comparso sulla Terra. Un team di ricercatori ha concluso che si tratta delle spugne, confermando alcune precedenti ricerche e contraddicendone altre che indicavano gli ctenofori come i più antichi in una controversia che continua da anni.

Ricostruzione di Anchiornis huxleyi (Immagine cortesia Rebecca Gelernter)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Palaeontology” descrive una ricerca sull’Anchiornis huxleyi, un piccolo dinosauro piumato che visse circa 160 milioni di anni fa nell’attuale Cina. Evan Saitta e Jakob Vinther dell’Università britannica di Bristol ha rivelato nuovi dettagli sul piumaggio di questi animali esaminando un esemplare molto ben conservato. La loro conclusione è che questa specie aveva un aspetto più soffice rispetto a quello aerodinamico dei moderni uccelli volanti.

Aumento dell'ossigeno nella formazione Shingle Pass Limestone (Immagine cortesia Cole Edwards)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Geoscience” descrive una ricerca sulla radiazione evolutiva, nel senso di rapida diversificazione di nuove specie, avvenuta nel periodo Ordoviciano, tra 445 e 485 milioni di anni fa circa. Conosciuto come il Grande Evento di Biodiversificazione dell’Ordoviciano (great Ordovician biodiversification event, GOBE), portò a una fortissima crescita nel numero di specie e secondo un team di ricercatori fu causato anche da un’aumento dell’80% nei livelli di ossigeno nell’aria.

Fossili di Jablonskipora kidwellae (Foto cortesia Paul Taylor/London's Natural History Museum)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Papers in Palaeontology” descrive la scoperta di una specie di briozoi chiamata Jablonskipora kidwellae che costituisce un anello mancante evoluzionario. Si tratta infatti dei primi briozoi moderni a crescere in una struttura e il loro studio potrebbe aiutare a far luce sull’evoluzione di questi piccoli invertebrati che vivono in colonie e fanno parte di un phylum emerso nel periodo Cambriano, circa 500 milioni di anni fa.