Evoluzione

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Illustrazione del sistema muscoloscheletrico del celacanto delle Comore (Latimeria chalumnae)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science Advances” riporta i risultati di un esame approfondito della muscolatura craniale del celacanto delle Comore (Latimeria chalumnae), un cosiddetto fossile vivente perché è cambiato molto poco in decine di milioni di anni. Il professor Aléssio Datovo dell’Università di San Paolo del Brasile e G. David Johnson della Smithsonian Institution hanno dissezionato due esemplari di questo pesce per ottenere nuove informazioni sull’evoluzione degli gnatostomi, un infraphylum dei cordati che include i vertebrati dotati di mascelle. Il risultato è che i due ricercatori hanno scoperto che molte informazioni anatomiche sui celacanti erano errate.

Il cranio classificato come Kabwe 1 attribuito a Homo heidelbergensis

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Genetics” riporta i risultati di una sofisticata ricerca genetica che conclude che la specie Homo sapiens è il frutto dell’incrocio tra due popolazioni appartenenti a diverse specie di ominini. Trevor Cousins, Aylwyn Scally e Richard Durbin dell’Università britannica di Cambridge hanno sviluppato un software di analisi genetica chiamato cobraa per creare modelli delle divergenze e rimescolamenti genetici nelle antiche popolazioni umane. L’applicazione di cobraa ai dati genetici ottenuti di umani moderni di tutto il mondo indica una divergenza tra due popolazioni risalente a circa 1,5 milioni di anni fa per arrivare a un incrocio tra i loro discendenti circa 300.000 anni fa. Potrebbe trattarsi di Homo erectus e Homo heidelbergensis ma per ora si tratta di ipotesi.

Lo scheletro fossile di Navaornis hestiae (Foto cortesia Stephanie Abramowicz)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” riporta l’identificazione di una specie di uccelli primitivi che visse circa 80 milioni di anni fa, nel periodo Cretaceo, nell’odierno Brasile. Un team di ricercatori ha esaminato uno scheletro fossile molto ben conservato e ha chiamato la specie Navaornis hestiae attribuendola al grouppo degli enantiorniti (Enantiornithes). Un esame approfondito è stato possibile sottoponendo lo scheletro a una TAC che ha permesso di crearne una ricostruzione tridimensionale. Le caratteristiche del cervello di quest’uccello primitivo offrono nuove informazioni sull’evoluzione cerebrale degli uccelli.

Fossile di Palaeopycnogonides gracilis (Foto cortesia dottor Romain Sabroux)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Papers in Palaeontology” riporta i risultati di un esame di rari fossili di cosiddetti ragni marini risalenti a circa 160 milioni di anni fa, durante il periodo Giurassico. Un team di ricercatori ha esaminato questi fossili degli artropodi marini che tecnicamente appartengono alla classe dei Picnogonidi o Podosomi o Pantopodi (Pycnogonida). I fossili di questi artropodi sono rari e tra di essi ce ne sono alcuni parte della cosiddetta fauna di La Voulte-sur-Rhône, un deposito della Francia sudoccidentale conosciuto per l’eccellente conservazione e l’abbondanza dei fossili. Questo studio ha portato a identificare tre specie di ragni marini che sono state chiamate Palaeopycnogonides gracilis, Colossopantopodus boissinensis e Palaeoendeis elmii. La loro somiglianza con specie attuali di Picnogonidi porta alla conclusione che la loro diversificazione cominciò proprio nel Giurassico.

La struttura dei vari gruppi di archei derivante da questo studio con gli eucarioti come parte di questo dominio tassonomico

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” riporta i risultati di uno studio genetico sugli archei Asgard che espande la diversità genetica di questo gruppo di microrganismi e conclude che l’ordine tassonomico Hodarchaeales è quello maggiormente legato agli eucarioti, gli organismi che costituiscono tutte le forme di vita multicellulari sulla Terra. Un team di ricercatori ha condotto un’analisi genetica di archei Asgard da campioni raccolti in 11 luoghi in varie parti del mondo in una ricerca genomica che ha usato lo stato dell’arte delle tecniche di analisi. La conclusione è che gli eucarioti costituiscono un gruppo all’interno degli archei Asgard, dai quali potrebbero essersi evoluti direttamente.