Dinosauri

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Silhouette di Overoraptor chimentoi con le ossa trovate

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science of Nature” riporta l’identificazione di una nuova specie di dinosauro con caratteristiche simili a quelle degli uccelli che visse circa 90 milioni di anni fa, nel periodo Cretaceo, nell’odierna Patagonia, in Argentina. Un team di ricercatori guidato da Matias Motta l’ha chiamato Overoraptor chimentoi, un nome che ricorda più certi dinosauri predatori che gli uccelli. In effetti, certe sue caratteristiche sono tipiche di quel tipo di dinosauro, con gambe adatte alla corsa e un artiglio simile a quello del Velociraptor sul secondo dito. Le braccia hanno invece caratteristiche ben più vicine alle ali degli uccelli e ciò suggerisce che sia una delle specie più vicine agli uccelli tra i vari “raptor” conosciuti.

Ossa di Navajoceratops sullivani e Terminocavus sealeyi

Un articolo pubblicato sulla rivista “PeerJ” riporta la scoperta di due specie di dinosauri cornuti che vissero circa 75 milioni di anni fa, nel periodo Cretaceo, nell’odierno New Mexico, negli USA. Il dottor Denver W. Fowler e la dottoressa Elizabeth A. Freedman Fowler hanno esaminato frammenti di crani scoperti nella formazione Kirtland, nel New Mexico, e li hanno attribuiti a due specie finora sconosciute di dinosauri erbivori della famiglia dei ceratopsidi chiamandole Navajoceratops sullivani e Terminocavus sealeyi. Secondo i due ricercatori, si tratta di specie di transizione tra due specie già conosciute in precedenza: Pentaceratops sternbergii e Anchiceratops ornatus. Ciò potrebbe essere vero anche per una terza possibile specie che sembra appartenere allo stesso gruppo anche se i ricercatori non l’hanno identificata con certezza a causa della frammentarietà dei fossili scoperti.

Concetto artistico di Borealopelta markmitchelli (Immagine cortesia Julius Csotonyi © Royal Tyrrell Museum of Palaeontology)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Royal Society Open Science” riporta uno studio sull’ultimo pasto dell’unico esemplare conosciuto di Borealopelta markmitchelli. L’eccezionale conservazione di questo fossile di dinosauro corazzato, un ankylosauro nodosauride, ha permesso di trovare anche quello che è di gran lunga lo stomaco di dinosauro meglio conservato scoperto finora. Ciò ha consentito a un team di ricercatori di esaminare questo stomaco e il suo contenuto, una massa delle dimensioni di un pallone da calcio. Il risultato è una prova definitiva della dieta di questi animali erbivori e offre molte più informazioni sull’interazione con il loro ambiente del solo scheletro.

Daspletosaurus mentre caccia uno Spinops (Immagine cortesia Julius Csotonyi)

Un articolo pubblicato sulla rivista “PLOS ONE” riporta uno studio sulle capacità di locomozione dei dinosauri del gruppo dei teropodi e in particolari di oltre 70 specie appartenenti ai gruppi di carnivori Tyrannosauridae, che include il T. rex, Allosauroidea e Ceratosauridae. Un team di ricercatori ha preso in considerazione varie caratteristiche fisiche per valutare l’impatto dell’allometria sull’abilità di quei dinosauri di correre e l’effetto limitante della stazza, aspetti generalmente trascurati. Una conclusione è che i grandi predatori come il T. rex avevano il vantaggio dell’efficienza grazie alle loro lunghe gambe, non della velocità come si pensava.

Fasi embrionali di Massospondylus carinatus

Un articolo pubblicato sulla rivista “Scientific Reports” riporta una ricostruzione tridimensionale di alcuni degli embrioni più antichi conosciuti di dinosauro, appartenenti alla specie Massospondylus carinatus. Kimberley “Kimi” Chapelle, Vincent Fernandez e Jonah Choiniere hanno sottoposto i fossili a una TAC molto speciale perché è quest’esame è stato condotto alla European Synchrotron Radiation Facility (ESRF) di Grenoble, in Francia, utilizzando un acceleratore di particelle lungo 844 metri. Il risultato è che le uova che contengono quegli embrioni si sono fossilizzate quando essi erano a circa il 60% dello sviluppo, che è simile a quello di alcuni dei parenti più stretti dei dinosauri esistenti oggi, cioè coccodrilli, galline, tartarughe e lucertole.