Massimo Luciani

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Robert Ludlum nacque il 25 maggio 1927 a New York. Solo nel 1971 Robert Ludlum fece il suo esordio come scrittore con il romanzo “L’Eredità Scarlatti” (“The Scarlatti Inheritance”). Esso contiene alcuni elementi che divennero tipici dei romanzi di spionaggio di quest’autore con la presenza di un gruppo di persone ricche e potenti che cercano di manipolare una serie di eventi senza esitare a commettere omicidi per evitare che segreto pericolosi per loro vengano svelati.

Dopo vari altri successi, nel 1980 Robert Ludlum pubblicò il romanzo “Un nome senza volto” (“The Bourne Identity”), il primo dedicato al personaggio di Jason Bourne, un agente segreto che perde la memoria dopo essere stato ferito gravemente. Questo romanzo in cui l’elemento di thriller psicologico è molto importante venne adattato nel film TV “Identità bruciata” (“The Bourne Identity”) del 1988 e nel film “The Bourne Identity” del 2002, che però a parte il concetto iniziale ha una trama molto diversa da quella del romanzo.

Robert Ludlum morì il 12 marzo 2001 per le conseguenze delle ferite riportate in un incendio scoppiato nella sua villa il 10 febbraio. Le circostanze di quell’evento sono degne di una delle sue storie, tanto che anni dopo Kenneth Kearns, nipote dell’autore, accusò apertamente la moglie di Ludlum di averlo ucciso.

Alcuni romanzi vennero pubblicati postumi con la firma del solo Robert Ludlum o in collaborazione con altri scrittori. Negli anni successivi Eric Van Lustbader riprese la serie di Jason Bourne e finora ha pubblicato altri 10 romanzi sulle avventure del celebre agente segreto.

I romanzi di Robert Ludlum sono stati pubblicati in 40 nazioni in 33 lingue. Il loro successo è dovuto alla capacità dell’autore di raccontare complotti internazionali con menti diaboliche ed eroi a volte inaspettati perché in certi casi si tratta di persone comuni piuttosto che di agenti segreti che devono lottare contro forze apparentemente soverchianti. Questi eroi devono viaggiare, a volte in fuga, per tutto il mondo arrivando a volte in luoghi poco conosciuti sottolineati da personaggi locali che parlano in lingue ancor meno conosciute.

I complotti che vengono sviluppati nei romanzi di Robert Ludlum hanno elementi sopra le righe per i grandi complotti ma a volte sembrano fin troppo realistici per le motivazioni di membri di governi, forze armate e varie agenzie governative interessate a controllare i loro cittadini più che a servirli. In queste occasioni anche i terroristi vengono usati per fini oscuri che non hanno nulla a che fare con le ideologie per cui agiscono. Sono mix di elementi che da decenni catturano l’interesse di milioni di lettori in tutto il mondo.

Fossile di Parvancorina minchami (Foto Masahiro miyasaka)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Biology Letters” descrive una ricerca su un organismo appartenente al genere Parvancorina vissuto oltre 540 milioni di anni fa che conclude che avesse una mobilità superiore a quanto si pensasse finora. Un team di ricercatori ha creato simulazioni per capire come l’acqua fluisse attorno al corpo di una Parvancorina per capirne la mobilità. Questa ricerca contraddice l’idea comune che gli organismi appartenenti alla cosiddetta fauna di Ediacara avessero una vita statica.

La macchina del tempo, L'isola del dottor Moreau e L'uomo invisibile di H.G. Wells

Il romanzo “La macchina del tempo” (“The Time Machine”) di H.G. Wells è stato pubblicato per la prima volta nel 1895. In Italia è stato pubblicato da Vallardi in “Collezione di Romanzi Fantastici”, da Sonzogno nel n. 1 de “Il Romanzo d’Avventure”, da Alberto Corticelli Editore, da Editrice Delta nel n. 23 di “Scrittori Italiani e Stranieri”, da Longanesi & C. all’interno del n. 11 de “Il Meglio”, da Rizzoli nei nn. 1435/1436 di “Biblioteca Universale Rizzoli”, da U.T.E.T. nel n. 7 de “La Scala d’Oro”, da Mursia all’interno de “I Grandi Scrittori di Ogni Paese”, ancora da Mursia nel n. 81 de “Collana ‘Corticelli'”, da Mondadori nel n. 19 de “Classici di Ieri e di Oggi per la Gioventù”, ancora da Mursia all’interno del n. 6 di “Le Pleiadi”, ancora da Rizzoli nel n. 80 di “Biblioteca Universale Rizzoli”, ancora da Mursia all’interno de “I Grandi Scrittori di Ogni Paese”, ancora da U.T.E.T. ne “I Classici della Scala d’Oro”, ancora da Mondadori all’interno del n. 89 di “Oscar Fantascienza”, ancora da Mursia in “Grande Universale Mursia”, da Il Narratore ne “Le Voci dei Classici”, da Newton Compton all’interno del n. 575 di “Classici Newton” e all’interno del n. 579 di “Classici Newton”, da Fanucci Editore, da Einaudi in “Letture Einaudi” e da Babelcube Inc. in una serie di traduzioni. La versione originale del romanzo è liberamente disponibile sul sito del Progetto Gutenberg.

Il Viaggiatore nel Tempo racconta ai suoi amici di aver costruito una macchina in grado di viaggiare nel tempo come se fosse una dimensione analoga a quelle spaziali. Non viene creduto ma alcuni giorni dopo si presenta a una cena a casa sua con gli abiti stracciati, varie ferite e un’espressione sconvolta.

I suoi amici chiedono al Viaggiatore nel Tempo cosa gli sia successo e lui comincia a raccontare la storia del suo viaggio nell’anno 802.701 effettuato grazie alla macchina da lui inventata. In quell’epoca così lontana nel futuro ha incontrato piccoli esseri umani chiamati Eloi, che trascorrono il loro tempo giocando, ma anche i Morlock, esseri scimmieschi che vivono nel sottosuolo.

Simulazione dell'anatomia di un Tyrannosaurus rex (Immagine cortesia Gregory Erickson e Paul Gignac / Florida State University/Oklahoma State University / Scientific Reports)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Scientific Reports” descrive una ricerca sulla forza del morso del Tyrannosaurus rex. I ricercatori Gregory Erickson e Paul Gignac hanno creato modelli al computer basati non solo su fossili ma anche sullo studio dei parenti viventi dei dinosauri, coccodrilli e uccelli, per stimare le caratteristiche del morso del T.rex concludendo che poteva perfino ridurre a pezzetti le ossa delle sue prede.

Il prototipo di The Machine (Foto cortesia HPE. Tutti i diritti riservati)

Hewlett Packard Enterprise (HPE) ha presentato il prototipo di “The Machine”, il computer del futuro annunciato nel giugno 2014. Si tratta di un computer “single-memory” e ciò significa che supera la divisione tra RAM e memoria di massa con i suoi 160 TB (TeraByte) di memoria, una quantità superiore a quella dei server. Tuttavia, non si tratta di memristori, la tecnologia in fase di sviluppo che dovrebbe combinare al meglio i vantaggi di RAM e memoria di massa.