Massimo Luciani

Melissa McBride

Il 4 aprile (il 5 aprile in Italia) sono terminati gli episodi extra della decima stagione della serie “The Walking Dead”.

L’episodio “Una morte certa” (“A Certain Doom”) doveva essere quello finale della decima stagione della serie “The Walking Dead”. A causa della pandemia Covid-19, non solo è diventato un episodio speciale trasmesso sei mesi dopo i precedenti ma i produttori hanno deciso di allungare la stagione. Nel periodo in cui normalmente va in onda la seconda parte di una stagione di questa serie, sono stati trasmessi sei episodi extra.

Trilobite conservata nella pirite

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science Advances” riporta uno studio sui trilobiti che presenta prove che nei rami superiori delle zampe di questi antichi artropodi c’erano strutture simili a branchie che venivano utilizzate per la respirazione. Un team di ricercatori guidati da Jin-Bo Hou dell’Università della California a Riverside ha sottoposto a una TAC esemplari eccezionalmente preservati appartenenti alle specie Triarthrus eatoni e Olenoides serratus per studiarne i particolari anatomici. I risultati hanno portato alla loro conclusione riguardo alla presenza di quelle strutture simili a branchie nei rami superiori delle loro zampe che usavano per respirare.

Ricostruzione della testa di Llukalkan aliocranianus

Un articolo pubblicato sulla rivista “Journal of Vertebrate Paleontology” riporta la scoperta di un dinosauro carnivoro che visse circa 80 milioni di anni fa nell’odierna Argentina. Un team di ricercatori guidato dal paleontologo Federico Gianechini dell’Università Nazionale di San Luis l’ha chiamato Llukalkan aliocranianus dopo aver esaminato un cranio parziale scoperto nella formazione Bajo de la Carpa. La nuova specie e il nuovo genere sono stati attribuiti al gruppo Furileusauria, parte della famiglia degli abelisauridi, molto diffusa nell’antico subcontinente del Gondwana. L’esame delle ossa scoperte suggerisce che avesse un udito migliore rispetto a quello degli altri abelisauridi.

La città dell'orca di Sam J. Miller (edizione britannica)

Il romanzo “La città dell’orca” (“Blackfish City”) di Sam J. Miller è stato pubblicato per la prima volta nel 2018. Ha vinto il John W. Campbell Memorial Award come miglior romanzo dell’anno. In Italia è stato pubblicato da Zona 42 nella traduzione di Chiara Reali.

Quando l’orcamante arriva a Qaanaaq su un catamarano trainato da un’orca e con un orso polare al guinzaglio, diventa il centro dell’attenzione di tutta la popolazione cittadina. Come tante altre famiglie, la sua si era dispersa in seguito alle guerre climatiche e una pista l’ha portata in quello che è considerato uno degli ultimi baluardi della civiltà.

Tra gli argomenti delle discussioni sull’orcamante ci sono le vecchie storie su una tecnologia che permetteva di creare un legame mentale tra una persona e un animale. In una città colpita da vari problemi tra cui la nuova malattia conosciuta come il frantumo, un evento come l’arrivo della donna genera ulteriore caos.

L'Homo erectus conosciuto come uomo di Giava

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Ecology & Evolution” riporta uno studio genetico su popolazioni del Sud-Est asiatico insulare che mostra la presenza nel loro DNA di geni ereditatati dai Denisova, un’altra specie umana oggi estinta, ma nessuna traccia di incroci con altri ominini di cui esistono invece fossili. Un team di ricercatori guidato dal dottor João Teixeira dell’Università australiana di Adelaide ha esaminato il DNA di 426 persone provenienti da 10 popolazioni diverse alla ricerca di possibili tracce di incroci con popolazioni di cosiddetti super-arcaici ma senza risultati.