È aperto Tachyon Beam, il blog più veloce della luce

La home page del blog Tachyon Beam

La home page del blog Tachyon Beam

Un blog è in qualche modo vivo e nel corso del tempo può cambiare in molti modi, anche imprevisti. Per questo motivo, dopo oltre quattro anni di esistenza e oltre 1.500 articoli pubblicati, questo blog affronta ora un notevole cambiamento. Negli ultimi tempi gli articoli di astronomia e su missioni spaziali sono aumentati, tanto che da convincermi ad aprire un secondo blog chiamato Tachyon Beam sperando che si diffonda più velocemente della luce dedicato esclusivamente a quegli argomenti.

In origine, pensavo di dedicare molto più spazio sul mio blog a tecnologie come l’informatica e l’astronomia non era prevista. Mi sembrava che ci fossero altri siti che trattavano molto bene argomenti scientifici in generale e le missioni spaziali. Ho cominciato a scrivere di quegli argomenti quasi per caso, per riempire qualche giornata buca, e siccome ricevevano parecchie visite sono diventati argomenti regolari in poco tempo.

In retrospettiva, avrei potuto provare prima a scrivere di questi argomenti dato che comunque mi interessavano. I primi mesi di vita di questo blog sono stati alquanto sperimentali e in quel periodo mi sentivo di scrivere soprattutto di certi temi. Nel corso del 2011 ho imparato a scrivere recensioni decenti di romanzi e di serie televisive, in particolare di “Doctor Who”. Mi sono anche divertito molto ma col tempo ho voluto aggiungere altri argomenti e pian piano il blog è diventato quello degli ultimi due anni.

L’apertura di un nuovo blog spaziale non vuol dire un impoverimento per il blog NetMassimo, semmai un ritorno alle origini. Con la crescita degli articoli dedicata ad astronomia e missioni spaziali alcuni altri argomenti erano rimasti sacrificati, a cominciare dall’informatica. Ora spero di riuscire a scrivere più articoli riguardo a questi altri argomenti.

Non ho mai voluto scrivere articoli su articoli e solo negli ultimi due anni su questo blog ho pubblicato almeno un articolo al giorno. Con l’apertura del nuovo blog spaziale ci potranno essere giorni in cui pubblicherò qualcosa solo lì e viceversa, almeno fino alla prossima evoluzione di questo e/o del nuovo blog. Spero che almeno parte dei miei lettori seguirà entrambi i blog. :-)

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Una nuova tecnica per produrre grafene in maniera economica

Struttura molecolare del grafene

Struttura molecolare del grafene

Negli ultimi anni si sta parlando molto delle proprietà straordinarie del grafene (immagine ©AlexanderAlUS) per le prossime generazioni di circuiti elettrici ma anche per altre applicazioni, ad esempio come sostituto delle materie plastiche. Uno dei grossi ostacoli all’adozione del grafene è il suo costo: un piccolo pezzo di grafene può costare oltre 1.000 Euro. Ora Shou-En Zhu della Delft University of Technology in Olanda ha dimostrato una tecnica che potrebbe abbassare i costi di produzione di mille volte.

Shou-En Zhu sta studiando per il dottorato e nella sua tesi descrive come il deposito di vapore chimico di metano su un foglio di rame possa creare cristalli di grafene che si allineano assieme per formare un foglio senza fine di grande purezza. Potrebbe essere ciò che mancava per innescare la rivoluzione annunciata da quando nel 2010 i fisici Andre Geim e Konstantin Novoselov ricevettero il Premio Nobel per la chimica per le loro ricerche sul grafene.

Il metodo per produrre grafene ideato dai due fisici è ancora considerato quello che dà i risultati migliori in termini di qualità ma è anche quello più costoso. Nel corso degli anni sono stati ideati vari metodi che hanno più o meno dimezzato i costi ma siamo ancora lontani da livelli competitivi per utilizzi comuni. Un nuovo metodo promette di produrlo a livello industriale ma il passaggio dalla fase sperimentale a quella dell’effettiva produzione può non essere semplice.

La nuova tecnica ideata da Shou-En Zhu per produrre fogli di grafene potrebbe essere quella vincente. Usando un mix a bassa pressione di idrogeno, metano e argon, Zhu ha separato gli atomi di carbonio per formare un foglio di grafene passando il gas sopra un foglio di rame a una temperatura di 1.000° Celsius. Il rame agisce come catalizzatore strappando l’idrogeno dal metano lasciando puro carbonio che si attacca alla superficie e si allinea perfettamente con altri atomi di carbonio per formare puro grafene.

Questo metodo è circa dieci volte più veloce dei precedenti metodi per deposito. Un altro fattore molto importante è che potrebbe essere mille volte più economico rispetto a quello ideato da Geim e Novoselov. Questo materiale ha una struttura in cui gli atomi formano esagoni con angoli di 120° ma in caso di imperfezioni la struttura è diversa perdendo in parte le sue qualità straordinarie.

I primi test effettuati da Shou-En Zhu hanno dato risultati positivi con la produzione di grafene di elevata qualità. Il 3 marzo 2015 Zhu sosterrà la sua tesi di dottorato sulla produzione di grafene con il metodo del deposito di vapore. A prescindere da come andrà, nei prossimi anni vedremo se sarà il metodo giusto per iniziare davvero la rivoluzione del grafene.



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Annunciati i Milestone Prizes nella competizione Google Lunar XPRIZE



Sono stati annunciati i vincitori dei cosiddetti Milestone Prizes, i riconoscimenti intermedi per un totale di 6 milioni di dollari assegnati nel corso del Google Lunar XPRIZE. Lo scopo finale è portare una navicella automatizzata privata sulla Luna e dopo l’allunaggio deve percorrere per almeno 500 metri sulla superficie e inviare immagini e dati sulla Terra. Cinque squadre di partecipanti hanno dimostrato i loro progressi aggiudicandosi i Milestone Prizes in attesa di procedere con i tentativi di inviare realmente le navicelle sulla Luna.

Il Google Lunar XPRIZE è una competizione iniziata nel 2007 dalla X Prize Foundation, conosciuta semplicemente come XPRIZE, e sponsorizzata da Google. XPRIZE è un’organizzazione no-profit che incoraggia sviluppi tecnologici che potrebbero portare benefici all’umanità. È attivamente appoggiata da personaggi come il fondatore di SpaceX Elon Musk, l’amministratore delegato di Google Larry Page e il regista James Cameron.

I premi finali per chi riuscirà a compiere le operazioni richieste ammontano a un totale di 30 milioni di dollari. La prima squadra a riuscire nell’impresa riceverà 20 milioni e ci sono altri premi, ad esempio per la squadra che arriverà seconda, per quella il cui robot percorrerà 5 chilometri o per quella che fotograferà i resti di manufatti portati sulla Luna nelle missioni dei decenni scorsi.

I Milestone Prizes sono un riconoscimento alle squadre che hanno compiuto progressi nello sviluppo dei vari elementi necessari a compiere l’impresa. Per questo motivo, sono stati assegnati premi per sistemi di atterraggio (Landing), per la mobilità del robot (Mobility) e per il sistema di invio di immagini (Imaging). Tre squadre sono state premiate per ogni categoria.

In questo caso, i test sono stati solo delle simulazioni effettuate sulla Terra. Le squadre che hanno partecipato a questa fase sono Astrobotic (USA), Hakuto (Giappone), Moon Express (USA), Team Indus (India) e Part-Time Scientists (Germania). Le squadre che non hanno partecipato a questa fase possono comunque cercare di vincere i premi finali. 18 squadre stanno ancora partecipando alla competizione.

Per la categoria Landing, Astrobotic, Team Indus e Moon Express hanno ricevuto un premio di un milione di dollari ciascuno. Per la categoria Mobility, Astrobotic, Hakuto e Part Time Scientists hanno ricevuto un premio di 500.000 dollari ciascuno. Per la categoria Imaging, Astrobotic, Moon Express e Part-Time Scientists hanno ricevuto un premio di 250.000 dollari ciascuno.

XPRIZE sta prendendo in considerazione la possibilità di assegnare ulteriori premi intermedi prima degli effettivi tentativi di invio delle navicelle robotiche sulla Luna. A prescindere dalle decisioni, nel corso del 2015 dovremmo cominciare a vedere la partenza delle prime missioni.

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Hyperion di Dan Simmons

Hyperion di Dan Simmons

Hyperion di Dan Simmons

Il romanzo “Hyperion” (“Hyperion”) di Dan Simmons è stato pubblicato per la prima volta nel 1989. È il primo libro dei Canti di Hyperion. Ha vinto i premi Hugo e Locus come miglior romanzo di fantascienza dell’anno. In Italia è stato pubblicato da Interno Giallo nella collana “IperFICTION”, dal Club degli Editori, da Mondadori nel n. 350 di “Oscar Bestseller”, all’interno del n. 36 de “I Massimi della Fantascienza” e nel n. 267/268 dei “Classici Urania”, dalle “Edizioni il Capitello” nel n. 7 de “La Mia Biblioteca” e da Fanucci in “Fanucci Narrativa” nella traduzione di Gaetano L. Staffilano. L’ultima edizione è anche disponibile in formato Kindle su Amazon Italia e Amazon UK e in formato ePub su IBS.

Sul pianeta Hyperion le Tombe del Tempo stanno per aprirsi e nessuno sa cosa potrebbe fare lo Shrike, una creatura che vive vicino ad esse e uccide i pellegrini che vi si recano. La Chiesa Shrike ha deciso di inviare sul pianeta altri sette pellegrini selezionati in collaborazione con l’Egemonia.

Nel corso del viaggio interstellare, i pellegrini raccontano le loro storie. Esse rivelano le motivazioni che hanno spinto ognuno di loro a rischiare la vita per andare su Hyperion. Rivelano anche i collegamenti di vario tipo che hanno con il pianeta Hyperion, le Tombe del Tempo e in qualche caso anche con gli Ouster, i discendenti di coloni che hanno sviluppato una loro civiltà separata da quella dell’Egemonia.

“Hyperion” è ambientato nel XXVIII secolo ma ha l’impostazione de “I racconti di Canterbury” di Geoffrey Chaucer, scritto nel XIV secolo. I personaggi raccontano le loro storie mentre vanno in pellegrinaggio, nel romanzo di Dan Simmons verso il pianeta Hyperion. Lì ci sono le Tombe del Tempo, circondate da un campo antientropico che le fa viaggiare indietro nel tempo.

Vicino alle Tombe del Tempo si aggira lo Shrike, una misteriosa creatura e potenzialmente letale per i pellegrini. Non si limita a ucciderle ma le impala su un gigantesco albero di spine. È anche oggetto di culto da parte della chiesa della Redenzione Finale.

L’equilibrio nell’Egemonia viene spezzato quando le Tombe del Tempo stanno per aprirsi e allo stesso tempo gli Ouster stanno per cercare di invadere Hyperion. La Chiesa Shrike organizza un pellegrinaggio speciale inviando sette persone sul pianeta. Sei di esse moriranno ma il sopravvissuto avrà i suoi desideri esauditi.

“Hyperion” è composto principalmente dalle varie storie raccontate dai pellegrini. Si tratta non solo di racconti bellissimi in maniere diverse perché Dan Simmons li usa anche per descrivere varie parti di quest’universo narrativo. Sono storie autonome eppure ci sono sottili interconnessioni che ci fanno anche capire perché i protagonisti fanno parte di quel gruppo di pellegrini.

Il racconto del prete: l’uomo che si lamentò di Dio. Padre Lenar Hoyt è un sacerdote cattolico che accompagna padre Paul Durè in un viaggio sul pianeta Hyperion, dove andrà in esilio. Lì padre Durè entra in contatto con i Bikura, una civiltà primitiva, e ne studia la particolare forma di immortalità. Questo racconto ci fornisce le prime informazioni su Hyperion, sullo Shrike e anche sullo strano parassita chiamato il crucimorfo.

Il racconto del soldato: Gli amanti di guerra. Il colonnello Fedmahn Kassad è un un palestinese della diaspora spaziale diventato ufficiale della FORCE. Durante un’esercitazione simulata gli succede qualcosa di strano. Incontra una donna che in qualche modo si è inserita in quella realtà virtuale e nel tempo la troverà ancora in altre simulazioni. Questo racconto ci fornisce maggiori informazioni sullo Shrike e soprattutto ci permette di conoscere gli Ouster.

Il racconto del poeta: Canti di Hyperion. Martin Sileno è un poeta nato sulla vecchia Terra. Ha cominciato a scrivere i Canti di Hyperion, nati come una parodia dell’opera del poeta John Keats per poi continuare in maniera ben diversa e imprevedibile all’inizio per lo stesso Sileno. Un altro riferimento riguarda “La Terra morente” di Jack Vance. Per alcuni versi Sileno è un alter ego di Dan Simmons e non solo per il meta-riferimento ai Canti. I problemi del poeta con un editore nel racconto mi fanno pensare troppo a quelli dell’autore quando scrisse “Danza macabra“. Questo racconto ci fornisce maggiori informazioni sullo Shrike e sulle Tombe del Tempo.

Il racconto dello studioso: Il fiume Lete sa d’amaro. Sol Weintraub è un filosofo che vive su un mondo periferico assieme alla moglie. La loro figlia Rachel diventa archeologa e parte per il pianeta Hyperion per una ricerca ma lì le succede qualcosa di molto strano. È il racconto emotivamente più intenso in un romanzo in cui le emozioni sono molto forti. Questo racconto ci fornisce altre informazioni sullo Shrike e sulle Tombe del Tempo e ci permette di conoscere la Chiesa Shrike.

Il racconto dell’investigatrice: Il lungo addio. Brawne Lamia è un’investigatrice privata che un giorno comincia a lavorare per un cliente davvero particolare. Si tratta di un cìbrido, un’intelligenza artificiale del Tecnonucleo che utilizza un corpo fisico umanoide che in questo caso riproduce il poeta John Keats. Qualcuno ha cercato di ucciderlo e per aiutarlo Lamia si trova invischiata in una storia ben più grande di quanto pensasse. Lo stile di questo racconto è ispirato ai gialli hard-boiled con uno scambio di ruoli nel senso che c’è una donna come investigatore e il cliente ha l’apparenza di un uomo che nasconde vari segreti e ha bisogno di aiuto. Questo racconto ci fornisce maggiori informazioni sulla Chiesa Shrike e ci permette di conoscere il Tecnonucleo e le intelligenze artificiali.

Il racconto del console: Ricordando Siri. Il console rappresentava l’Egemonia su Hyperion. Suo nonno aveva guidato una rivolta sul pianeta Patto-Maui contro l’ingresso nella rete dei mondi che era stata soffocata. Il console era stato scelto per trattare in segreto con gli Ouster e ora è al centro di vari piani della FORCE e degli Ouster su Hyperion. È una versione leggermente modificata di un racconto del 1983 che successivamente ha ispirato i Canti di Hyperion. Questo racconto fornisce altre informazioni sugli Ouster, sull’Egemonia e sulla sua politica interna ed estera.

I racconti di “Hyperion” sono intensi e lo sviluppo dei personaggi è notevole. È ambientato in un futuro in cui la tecnologia ha avuto enormi sviluppi ma Dan Simmons non è interessato a questo lato della storia perciò gli elementi tecnologici hanno spiegazioni vaghe.

L’autore è decisamente concentrato sul lato umano della storia anche se questo termine va inteso in senso ampio. Ci sono gli abitanti dell’Egemonia e ci sono gli Ouster ma ci sono anche intelligenze artificiali. Attraverso persone e ambientazioni molto diverse tra di loro, Dan Simmons ci offre uno straordinario ritratto di quest’universo narrativo.

“Hyperion” termina in maniera improvvisa, senza un vero finale. Ciò perché è la prima parte di un romanzo diviso in due libri ed è necessario leggere anche il suo seguito. Secondo me vale assolutamente la pena di leggere entrambi perché questo romanzo è un capolavoro che ha iniziato la serie di fantascienza che ha segnato gli anni ’90.



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Un panorama marziano per l’undicesimo anniversario dell’atterraggio del Mars Rover Opportunity su Marte

Il panorama visto dal Mars Rover Opportunity in cima a Cape Tribulation (Immagine NASA/JPL-Caltech/Cornell Univ./Arizona State Univ.)

Il panorama visto dal Mars Rover Opportunity in cima a Cape Tribulation (Immagine NASA/JPL-Caltech/Cornell Univ./Arizona State Univ.)

La NASA ha rilasciato un’immagine del panorama marziano visto dal Mars Rover Opportunity in occasione dell’undicesimo anniversario terrestre del suo arrivo su Marte. Opportunity atterrò alle 5.05 UTC del 25 gennaio 2004 e ora ha viaggiato per circa 41,7 chilometri sul pianeta rosso. Circa tre settimane fa ha raggiunto la cima del segmento del cratere Endeavour chiamato Cape Tribulation e da lì ha usato lo strumento Pancam (panoramic camera) per scattare una serie di fotografie che sono state combinate assieme.

Cape Tribulation è il luogo più elevato raggiunto dal Mars Rover Opportunity da quando ha lasciato il cratere Victoria nel 2008 e ha iniziato il suo lungo viaggio che dopo tre anni l’ha portato al cratere Endeavour. A metà 2013 ha cominciato la lunga salita da un’area più bassa del cratere fino a raggiungere quell’altitudine, che è di circa 135 metri.

Durante le scorse settimane, il Mars Rover Opportunity ha scattato una serie di fotografie dalla cima di Cape Tribulation che mostrano il panorama desertico del pianeta rosso. Spesso queste fotografie vengono rilasciate dopo aver manipolato i colori per migliorarne la qualità. Invece, in questo caso i colori sono una buona approssimazione di quelli reali perché sono state combinate le esposizioni prese attraverso tre filtri dei colori della Pancam.

Nonostante i problemi che ha da parecchi mesi con la sua memoria flash, il Mars Rover Opportunity continua a lavorare. Gli ingegneri della NASA stanno preparando una soluzione che sperano sia definitiva per quel problema ma ci vuole tempo per preparare il software necessario a ridimensionare la flash.

Nel frattempo, il 17 gennaio 2015 il Mars Rover Opportunity ha lasciato la cima di Cape Tribulation. Si tratta del Sol, il giorno marziano, 3902 della sua missione che in origine doveva durare tre mesi. Opportunity si sta ora dirigendo verso un’area chiamata Marathon Valley, un viaggio tutto in discesa.

Quando il Mars Rover Opportunity avrà raggiunto la sua nuova destinazione, avrà percorso l’equivalente di una maratona. Se tutto va bene si tratterà di un nuovo straordinario record per questo eccezionale robot che nonostante qualche problema di vecchiaia sta continuando a contribuire alle ricerche scientifiche su Marte.



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