Sepoltura di gatti a Hierakonpolis (Foto cortesia Hierakonpolis Expedition)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Ecology & Evolution” descrive una ricerca genetica sui gatti selvatici e domestici, antichi e moderni. Un team di ricercatori dell’Università belga di Lovanio e dell’Istituto Reale Belga di Scienze Naturali guidato dal paleogenetista Claudio Ottoni ha analizzato il DNA di oltre 200 gatti trovati in siti archeologici del Vicino Oriente, in Africa e in Europa con un’età tra 100 e 9.000 anni per concludere che furono addomesticati in due ondate principali nel Vicino Oriente e in Egitto.

Un tacchino australiano, un canguro e una ricostruzione di Progura gallinacea (Immagine cortesia Elen Shute / Kim Benson / Tony Rodd / Aaron Camens)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Royal Society Open Science” descrive una ricerca sui megapodi, una famiglia di uccelli diffusa in molte aree dell’Oceania che include varie specie oggi estinte. Un team di paleontologi della Flinders University ha esaminato vari fossili australiani e ha proposto una nuova classificazione in cinque specie estinte con varie parentele con specie ancora esistenti.

Effendi di Jon Courtenay Grimwood (edizione americana)

Il romanzo “Effendi” (“Effendi”) di Jon Courtenay Grimwood è stato pubblicato per la prima volta nel 2002. È il secondo romanzo della trilogia Arabesk e segue “Pashazade”. In Italia è stato pubblicato da Zona 42 nella traduzione di Chiara Reali.

Ashraf (Raf) al-Mansur è stato nominato Ispettore Capo della polizia di El Iskandryia (Alessandria d’Egitto), nell’impero Ottomano ma il suo primo caso rappresenta subito una grossa grana. Un’indagine porta alla scoperta del passato di Hamzah Effendi, l’uomo più ricco della città e il padre della ragazza che Raf avrebbe dovuto sposare.

Hamzah Effendi finisce per essere accusato di crimini di guerra in un caso che va ben oltre i confini dell’impero Ottomano e richiama l’attenzione delle potenze europee ma anche degli USA. Scontri politici internazionali cominciano a provocare il caos a El Iskandryia quando varie nazioni cominciano a usare vari mezzi per aumentare la loro influenza in Nord Africa.

Stephen Furst nel 2014

È arrivata la notizia che l’attore Stephen Furst è morto il 16 giugno scorso in seguito a complicazioni connesse con il diabete di cui soffriva da tempo.
Dopo aver cominciato la sua carriera di attore con alcuni piccoli ruoli, Stephen Furst venne scelto per interpretare Kent “Sogliola” Dorfman nel film “Animal House” (“National Lampoon’s Animal House”), un ruolo per cui è rimasto celebre anche perché ripreso nella serie “Delta House”.

Nel corso degli anni ’80, Stephen Furst ha avuto molti ruoli sia in produzioni cinematografiche che televisive e ha prestato la sua voce a personaggi di serie animate. Nel 1994 ha cominciato a interpretare un altro dei ruoli per cui è rimasto celebre, quello di Vir Cotto nella serie “Babylon 5”.

Stephen Furst è stato attivo come portavoce della American Diabetes Association e diffondendo consigli e ricette utili a tenere sotto controllo il diabete. Per anni ha usato la sua fama per aiutare altre persone che soffrono della stessa malattia, purtroppo per lui i suoi problemi si sono rivelati troppo gravi. Lascia la moglie Lorraine, i loro figli Nathan e Griff e tanti fan che lo hanno apprezzato come attore.

Il nuovo possibile albero genealogico degli elefanti (Immagine cortesia Asier Larramendi Eskorza / Julie McMahon)

Un articolo pubblicato sulla rivista “eLife” descrive una ricerca sugli elefanti basata su analisi genetiche delle tre specie esistenti e dell’elefante dalle zanne dritte (Palaeoloxodon antiquus), estinto ma di cui è riuscito il prelievo di campioni di DNA da ossa. Un team di ricercatori guidato da Matthias Meyer del Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology di Lipsia, in Germania, propone un nuovo albero genealogico degli elefanti diverso da quello usato oggi.