Google+ cambierà con la separazione di Photos, Streams e Hangouts

Bradley Horowitz assieme alla moglie Irene Au

Bradley Horowitz assieme alla moglie Irene Au

Bradley Horowitz (foto ©Joi) è il nuovo responsabile di Google+ e ha annunciato vari cambiamenti al social network di Google. La piattaforma verrà divisa in aree separati in cui Photos sarà il servizio dedicato alla gestione delle immagini, Streams manterrà il nucleo dell’attuale Google+ mentre Hangouts dovrebbe essere il servizio dedicato alle comunicazioni audio-video e alla messaggistica classica in formato testo.

Google+ ha polarizzato l’opinione degli utenti in maniera molto diversa da Facebook. Il social network creato da Mark Zuckerberg è amato oppure odiato ma viene utilizzato regolarmente anche da molte persone che lo odiano. Il social network di Google è adorato da chi cerca nuove persone interessanti mentre viene considerato una città fantasma da chi non riesce ad andare oltre gli schemi di Facebook.

Un altro elemento che i fan di Google+ apprezzano rispetto a Facebook è la miglior qualità media dei post. Tuttavia, nel mondo social di oggi il successo si conta a colpi di milioni di utenti e da questo punto di vista indubbiamente Google+ è molto indietro rispetto a Facebook ma anche ad altri concorrenti come Twitter. La conseguenza è che ora Google ha nuovi piani per sviluppare il suo social network.

Fin dalla sua nascita, Google+ è stato messo al centro dell’ecosistema di Google, interconnesso in maniera sempre più profonda con gli altri servizi dell’azienda. Ciò è stato appena confermato dal vice-presidente dei prodotti Google Sundar Pichai al Mobile World Congress (MWC) che si sta tenendo in questi giorni a Barcellona, in Spagna.

Pichai ha infatti dichiarato che per l’azienda Google+ rappresenta due cose: lo stream e lo strato social. Ha quindi sottolineato che la condivisione social funziona da un capo all’altro dei prodotti e servizi di Google e questo è l’elemento più importante.

L’evoluzione dei social media sta premiando alcuni di essi dedicati alle immagini e alcuni dedicati alle comunicazioni. Google+ è un mix di questi elementi, integrati attorno allo stream. È per questo motivo che l’azienda ha deciso di modificare il suo social network focalizzandosi maggiormente sulle varie aree in maniera separata.

Per il momento non si sono dettagli sullo sviluppo delle nuove aree di Google+ perciò sarà necessario attendere e vedere le novità pratiche. Sembra però che la strada sia quella di permettere agli utenti di usare i servizi in maniera separata, con meno vincoli rispetto al passato.



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Google sta sviluppando un’intelligenza artificiale che ha imparato a giocare ai classici arcade Atari

Console Atari 2600

Console Atari 2600

DeepMind Technologies, un’azienda che si occupa di intelligenza artificiale acquistata da Google poco più di un anno fa, sta sviluppando una macchina in grado di usare con 49 classici videogiochi della console Atari 2600. Questo sistema, chiamato Deep Q-network (DQN), ha raggiunto una grande abilità nel giocare, tanto da superare le capacità degli esseri umani. Fin qui nulla di strano dato che ormai i computer sono in grado di battere gli umani anche in giochi complessi ma il fatto importante è che quest’intelligenza artificiale ha imparato a giocare da sola.

Demis Hassabis, uno dei fondatori di DeepMind, è un nome conosciuto nel campo dei videogiochi. Nello sviluppo di questa nuova intelligenza artificiale, ha deciso di farla giocare con 49 classici arcade Atari come BreakOut. Normalmente, i sistemi usati per giocare vengono programmati con le regole e le strategie necessarie, DQN invece ha cominciato senza avere alcuna conoscenza dei giochi Atari.

DQN è stato creato ispirandosi ai meccanismi di apprendimento naturali. Nel caso dei videogiochi, si è trovato nella stessa situazione di un giocatore umano che si trova per la prima volta di fronte ad un nuovo arcade senza aiuto e cerca di capire da sé come funzioni.

La Q nel nome del sistema di intelligenza artificiale sviluppando da DeepMind significa Q-learning. Si tratta di un algoritmo per rinforzo, una tecnica di apprendimento basata sui premi che vengono dati per un comportamento corretto. Nel caso dei videogiochi, si tratta delle giuste strategie, che portano a ottenere punti.

I videogiochi della console Atari 2600 erano grandi classici negli anni ’80. Sono molto semplici per gli standard odierni ma diventare esperti è ancora difficile anche per gli esseri umani. Le strategie per ottenere molti punti a Space Invaders o a BreakOut sono piuttosto complesse e un giocatore ci mette del tempo per scoprirle se nessuno gliele insegna.

DQN ha dovuto imparare a giocare da solo e pian piano, tentativo dopo tentativo, ci è riuscito. Le sue strategie di gioco sono migliorate lentamente ma sono diventate sempre più sofisticate. Ad esempio, nel caso di BreakOut, DQN ha scoperto da solo la strategia conosciuta dai giocatori esperti di scavare un buco sul lato del muro per mandare la pallina sul suo lato posteriore.

I risultati di quest’addestramento di DQN è stato pubblicato sulla rivista “Nature” nei giorni scorsi. L’idea di Google è di applicare questo tipo di apprendimento ad altri lavori che abbiano un uso pratico. L’interesse può essere in varie tecnologie sviluppate dall’azienda direttamente o tramite sussidiarie, anche tra quelle acquistate negli ultimi anni. Robot e automobili che si guidano da sole sono tra i candidati all’uso di queste tecniche di apprendimento.



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R.I.P. Leonard Nimoy

Leonard Nimoy nel 2010

Leonard Nimoy nel 2010

È appena arrivata la notizia della morte dell’attore Leonard Nimoy (foto ©Kelly Walker). Soffriva da tempo di broncopneumopatia cronica ostruttiva, una malattia cronica che limita il flusso d’aria nei polmoni. In questo caso, la malattia era arrivata al suo ultimo stadio e pochi giorni fa Nimoy era stato ricoverato d’urgenza in ospedale per forti dolori al petto.

Avevo già dedicato a Leonard Nimoy un articolo per celebrare il suo 80° compleanno e lì sono disponibili le informazioni sulla sua vita. Nonostante avesse deciso di ritirarsi dall’attività di attore, era stato convinto a riprendere i panni di Spock per i film del reboot di Star Trek e a continuare a interpretare William Bell nella serie televisiva “Fringe”.

Negli ultimi anni, Leonard Nimoy ha più che altro offerto interpretazioni vocali, anche in un episodio di “The Big Bang Theory”, i cui protagonisti sono fan di Star Trek. Sheldon Cooper e i suoi amici saranno molto tristi e possiamo aspettarci qualche omaggio al loro idolo.

Circa un anno fa, Leonard Nimoy era stato fotografato mentre era su una sedia a rotelle e stava usando una maschera a ossigeno. L’attore aveva rivelato che gli era stata diagnosticata la broncopneumopatia cronica ostruttiva, attribuendola al fatto di essere stato un fumatore. Aveva smesso di fumare da molti anni ma i danni a lungo termine erano ormai fatti.

La notizia della morte di Leonard Nimoy ha scatenato una quantità incredibile di reazioni su Internet. La rete non è più da molto tempo un luogo di ritrovo per nerd eppure la presenza di fan di Star Trek sui social media si sente ancora in maniera notevole. Il cordoglio manifestato dai fan, da persone comuni ad astronauti, mostra quanto fosse amato e quanta gente abbia ispirato.

Leonard Nimoy ha avuto un rapporto contrastato con il personaggio di Spock e la saga di Star Trek. Tuttavia, se questo personaggio è diventato così iconico e ha contribuito tanto al successo della saga è anche grazie a lui. Nimoy ci ha messo di suo nell’interpretare l’occhio alieno di Spock e per questo gli saremo eternamente grati.

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La nuova Net Neutrality è stata approvata rendendo Internet un servizio pubblico

Il presidente della FCC Tom Wheeler

Il presidente della FCC Tom Wheeler

Ieri la FCC (Federal Communications Commission) ha approvato la nuova versione della Net Neutrality. La conseguenza è che ora negli USA i collegamenti Internet, anche mobili, sono visti come un servizio pubblico, come luce e acqua. Le nuove regole, approvate con una maggioranza di 3-2, hanno lo scopo di impedire che emerga una rete a due velocità. I fornitori di servizi Internet non potranno bloccare o comunque rallentare in maniera selettiva il traffico e le applicazioni web a chi non paga.

Come c’era da aspettarsi, i commissari della FCC hanno votato a seconda della loro appartenenza politica. Il presidente della FCC Tom Wheeler e gli altri due commissari democratici hanno votato a favore mentre i due commissari repubblicani hanno votato contro. Le nuove norme hanno riclassificato Internet inserendolo tra i servizi di telecomunicazioni, che fanno parte dei servizi pubblici come luce e acqua. Essi sono regolati da norme che impediscono di offrire servizi preferenziali a pagamento.

Quando la corte d’appello del District of Columbia aveva bocciato la precedente versione della Net Neutrality, all’inizio del 2014, era cominciata una lotta per decidere le nuove regole su Internet. Operatori come Comcast, Verizon e AT&T volevano che la banda larga diventasse un servizio liberamente rivendibile alle condizioni decise da loro. Altri colossi del campo della tecnologia, supportati dal presidente degli USA Barack Obama, chiedevano una nuova forma di Net Neutrality.

Gli interessi economici sono enormi e si sono intrecciati con quelli politici. Gli operatori che si opponevano alla Net Neutrality hanno usato la tipica retorica dei repubblicani, che si appella al libero mercato e si oppongono a ogni regolamentazione. Sono gli stessi che sono ben felici quando le regole permettono loro di trovare scappatoie per pagare pochissime tasse.

Il voto della FCC è stato accolto con gioia da parte delle organizzazioni per la difesa dei consumatori perché Internet a doppia velocità avrebbe portato a costi maggiori anche per gli utenti. Anche organizzazioni come la EFF (Electronic Frontier Foundation), che difende le libertà civili nel mondo digitale, hanno accolto con soddisfazione la nuova Net Neutrality.

Con le nuove norme, ad esempio aziende come Google e Netflix non dovranno pagare i fornitori per evitare che i loro servizi di streaming vengano filtrati. Tuttavia, lo scontro non è ancora finito perché è possibile che almeno alcuni operatori decidano di ricorrere ancora alle vie legali. La situazione di Internet negli USA ha una forte influenza sul resto del mondo perciò continuerà a esserci un interesse globale per i futuri sviluppi.



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Testimone di tutta la verità di Kenneth Schneyer

Testimone di tutta la verità e Vita di un autore più 70 anni di Kenneth Schneyer

Testimone di tutta la verità e Vita di un autore più 70 anni di Kenneth Schneyer

Il racconto “Testimone di tutta la verità” (“Whole Truth Witness”) di Kenneth Schneyer è stato pubblicato per la prima volta nel 2010. In Italia è stato pubblicato per la prima volta da Deleyva Editore in e-book nella collana “Future Fiction” nella traduzione di Fiorella Moscatello.

Manuel “Manny” Suarez è un avvocato che sta avendo grossi problemi a difendere i suoi clienti. Le nuove nanotecnologie hanno portato allo sviluppo un modo per permettere ai testimoni in un tribunale di ricordare gli eventi in maniera perfetta e allo stesso tempo impedisce loro di mentire. Tuttavia, un buon avvocato è sempre in grado di adattarsi a nuove situazioni e inventare nuovi trucchi.

Kenneth Schneyer ha avuto esperienze lavorative decisamente variegate. Ha fatto anche l’avvocato perciò conosce l’ambiente descritto in “Testimone di tutta la verità” per esperienza personale. In questo racconto, l’autore immagina che gli sviluppi delle nanotecnologie influenzeranno anche quel campo.

Una persona che va a testimoniare in un tribunale può non ricordare bene gli eventi sotto esame ma può anche mentire. Cosa succederebbe se fosse possibile usare nanorobot per dare ai testimoni una memoria perfetta e allo stesso tempo impedire a loro di mentire? Certamente questo avrebbe un notevole impatto nell’ambiente legale, anche sul lavoro degli avvocati.

In “Testimone di tutta la verità”, l’avvocato Manny Suarez viene assunto da una donna chiamata in causa da una grossa azienda dopo che ha creato un deframmentatore per riassemblare file multimediali i cui diritti d’autore sono scaduti. Purtroppo, le leggi sulla proprietà intellettuale possono essere molto penalizzanti per chi utilizza materiale prodotto da altri perciò sembra una causa persa.

Manny Suarez deve inventare qualche nuovo trucco per convincere la giuria che un testimone non è affidabile pur essendo stato sottoposto al trattamento nanotecnologico di tutta la verità. Sembra impossibile ma un buon avvocato dev’essere capace di analizzare le situazioni per riuscire a sfruttare la verità a proprio vantaggio.

“Testimone di tutta la verità” è fondamentalmente un racconto umoristico che offre una visione leggera di alcuni possibili sviluppi delle nanotecnologie e delle loro conseguenze. Manny Suarez deve adattarsi a nuove situazioni a causa del trattamento tutta la verità a cui i testimoni vengono sottoposti ma anche per difendere clienti come un chirurgo plastico che usa le nanotecnologie nel suo lavoro.

Il racconto è breve ma Kenneth Schneyer riesce comunque a caratterizzare bene Manny Suarez e la sua assistente Elsa. Ciò grazie alle loro conversazioni ma anche sottolineando il contrasto fisico tra l’uomo, grande e grosso, e la donna, che al contrario è piccolina.

“Testimone di tutta la verità” è un racconto davvero divertente e allo stesso tempo intrigante per il modo in cui racconta un possibile futuro delle nanotecnologie e delle loro conseguenze. Ne consiglio la lettura, anche approfittando del fatto che è disponibile in un ebook su Amazon Italia e Amazon UK.

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