Tecnologia

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Freeman Dyson nel 2007

Ci ha lasciati nella giornata di ieri, 28 febbraio, il fisico e matematico Freeman Dyson. Sua figlia Mia ha confermato la notizia spiegando che mercoledi scorso suo padre si era ferito cadendo nel suo ufficio a Princeton e le complicazioni ne hanno causato il decesso.

Oltre a studi teorici, Freeman Dyson portò avanti vari progetti tecnologici a cominciare dal Progetto Orione, che aveva lo scopo di costruire un razzo a propulsione nucleare, e successivamente a una classe di reattori nucleari chiamata TRIGA (Training, Research, Isotopes, General Atomics) per la produzione di isotopi per uso in campo medico.

Nel corso degli anni, Freeman Dyson scrisse vari articoli che proponevano idee e progetti come la sfera di Dyson, una struttura costruita per circondare completamente una stella per utilizzare tutta l’energia che emette, e l’albero di Dyson, una pianta creata tramite ingegneria genetica per crescere su una cometa utile per creare habitat spaziali in cui genererebbe ossigeno. Recentemente aveva proposto una variante di questo progetto con l’idea di creare piante che assorbissero più anidride carbonica.

Schermata con le nuove norme sugli account inattivi di Twitter

Twitter ha modificato le norme di utilizzo e ora richiede di effettuare l’accesso almeno ogni 6 mesi. In caso di prolungata inattività, gli account verranno rimossi ma ciò avverrà gradualmente in un’operazione che potrebbe avvenire nel corso di vari mesi. La data di scadenza per essere certi di non finire sotto la mannaia di Twitter è l’11 dicembre e da quel giorno chi utilizza poco questo servizio ma vuole conservare il proprio account dovrà ricordare almeno di accedervi. Le prime proteste sono arrivate in particolare riguardo a profili di persone morte e un nuovo tweet da parte del servizio di assistenza ha avvisato che l’eliminazione non comincerà prima che abbiano trovato una soluzione.

L'apprendimento automatico usato per creare nuovi polimeri

Un articolo pubblicato sulla rivista “npj Computational Materials” riporta i risultati dell’utilizzo di un algoritmo di apprendimento automatico (machine learning) nella ricerca di nuovi materiali. Un team di ricercatori ha usato un algoritmo specializzato nella progettazione molecolare addestrato per riconoscere candidati con certe proprietà. In questo modo hanno progettato polimeri ad alta conduttività termica, utilissimi da usare ad esempio nelle tecnologie mobili collegate al 5G.

Il chip di Neuralink (Immagine cortesia Neuralink)

In una presentazione tenuta ieri, Elon Musk ha illustrato i progressi compiuti da Neuralink riguardo alla creazione di un’interfaccia tra cervello umano e computer. Quando aveva cominciato a parlare di progetti di questo tipo l’aveva chiamata “trina neurale” (neural lace), un’idea presa dalla fantascienza. Ora però sono stati costruiti i primi prototipi di impianti e l’azienda sembra pronta per cominciare test su esseri umani dato che sta compiendo i passi necessari a ottenere l’approvazione richiesta per compierli.

Concetto artistico di nanosonda che si connette a un neurone (Immagine cortesia Lieber Group, Harvard University)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Nanotechnology” riporta la creazione di gruppi di nanosonde abbastanza piccole da poter registrare il lavoro interno di cellule cardiache e neuroni primari. Un team di ricercatori delle Università del Surrey e di Harvard hanno prodotto nanosonde composte da transistor a effetto di campo basati su nanofili a forma di U. La possibilità di misurare segnali intracellulari offre nuove possibilità in campo medico ma anche di sviluppi tecnologici legati a interfacce uomo-macchina.