Tecnologia

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Il sistema a 50 qubit di IBM (Foto cortesia IBM)

IBM ha annunciato i progressi aziendali nel campo dei computer quantistici. Un processore con 20 qubit sarà disponibili in sistemi commerciali con offerte all’interno del proprio programma specifico per i sistemi quantistici IBM Q. Per i clienti sarà possibile accedere ai servizi via cloud e sviluppare applicazioni grazie al progetto QISKit, un kit di sviluppo open source per programmare sui computer quantistici. IBM ha anche annunciato la creazione di un prototipo di processore quantistico con 50 qubit.

L'equipaggio della missione Hi-SEAS V (Foto cortesia Hi-SEAS)

Domenica 17 settembre 2017 è terminata la missione Hi-SEAS (Hawaii Space Exploration Analog and Simulation) V, una simulazione di una missione su Marte condotta sulle pendici del vulcano Mauna Loa. Sei persone hanno trascorso otto mesi in condizioni simili a quelle che dovrebbero affrontare gli astronauti sul pianeta Marte con un habitat a forma di cupola come casa.

Concetto artistico di qubits flip-flop al lavoro (Immagine cortesia Tony Melov)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Communications” descrive lo sviluppo di un nuovo tipo di computer quantistico che a detta degli autori risolverebbe molti problemi di questo tipo di computer. Un team di ingegneri dell’Università australiana del Nuovo Galles del Sud ha inventato una nuova architettura basata su qubit flip-flop che dovrebbe rendere la produzione di chip quantistici su larga scala molto più semplice ed economica.

Schermata di Movavi Photo Editor

Webmaster, blogger ma anche altre persone possono aver bisogno di programmi per effettuare vari tipi di elaborazione su fotografie. Ci sono soluzioni blasonate che però sono costose e pesanti ma per le esigenze della maggioranza degli utenti ci sono alternative molto più leggere. Mi è stato segnalato Movavi Photo Editor.

Galassie fotografate grazie a lenti gravitazionali (Immagine Yashar Hezaveh/Laurence Perreault Levasseur/Phil Marshall/Stanford/SLAC National Accelerator Laboratory; NASA/ESA)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive l’applicazione di reti neurali alle lenti gravitazionali. Un team di ricercatori ha ridotto da qualche settimana a pochi secondi il tempo necessario ad analizzare le complesse distorsioni spaziali in immagini catturate grazie a lenti gravitazionali. Ciò potrebbe facilitare enormemente questo tipo di lavoro con grandi vantaggi per molte ricerche astronomiche.