Batteri

Articoli che parlano di batteri

Particolare dei microfossili oggetto dello studio (Immagine cortesia D. Papineau)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science Advances” riporta i risultati di un esame approfondito di una roccia datata tra 3,75 e 4,25 miliardi di anni offrendo prove della presenza di microfossili. Un team di ricercatori ha scoperto in una roccia trovata nella cintura di rocce verdi di Nuvvuagittuq, in Quebec, strutture fossilizzate che presentano similitudini con microfossili di un’epoca successiva e con batteri odierni che vivono in fonti idrotermali. Questa scoperta offre nuove prove che all’epoca c’erano già forme di vita diversificate dopo le prove pubblicate in un articolo sulla rivista “Nature” nel marzo 2017. In quel caso, la natura delle strutture aveva suscitato controversie ma quelle presentate nel nuovo studio hanno una maggiore complessità.

Cianobatteri della specie Prochlorococcus marinus

Un articolo pubblicato sulla rivista “Proceedings of the Royal Society B: Biological Sciences” riporta i risultati di uno studio sull’origine della fotosintesi ossigenica. Un team di ricercatori ha sviluppato una nuova tecnica di analisi dei geni per stimare l’origine dei cianobatteri capaci di fotosintesi ossigenica. La conclusione è che tutte le specie di questi cianobatteri esistenti oggi hanno un antenato comune che risalte a circa 2,9 miliardi di anni fa e che gli antenati dei cianobatteri si sono diversificati dagli altri batteri circa 3,4 miliardi di anni fa. La fotosintesi ossigenica si è probabilmente evoluta durante quell’intervallo di tempo.

Anthocerotibacter panamensis (Foto cortesia Fay-Wei Li)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Current Biology” riporta la scoperta di un cianobatterio che è stato chiamato Anthocerotibacter panamensis. Un team di ricercatori guidato da Fay-Wei Li del Boyce Thompson Institute ha esaminato questo batterio scoperto su una pianta tropicale a Panama scoprendo che ha caratteristiche molto rare che lo rendono imparentato con il gruppo di cianobatteri più raro, Gloeobacteria, il quale si è distaccato dal gruppo più comune, Phycobacteria, circa 2 miliardi di anni fa. La nuova specie ha alcune caratteristiche in comune con entrambi i gruppi e ciò offre nuove informazioni su questi batteri fotosintetici produttori di ossigeno.

Un momento del lavoro sugli E. coli (Foto cortesia Rensselaer Polytechnic Institute)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Communications” riporta la produzione di condroitina solfato tramite biosintesi grazie a batteri del tipo Escherichia coli geneticamente modificati. Un team di ricercatori ha utilizzato una variante delle varie tecniche di modifica genetica CRISPR chiamata CRISPRi (CRISPR interference) per ottenere quello che, associato alla glucosamina, è considerato un integratore valido nel trattamento di alcune forme di artrosi. La condroitina solfato viene normalmente ottenuta dalle cartilagini di animali come le mucche perciò la possibilità di generarla usando batteri offrirebbe un’alternativa etica e sostenibile.

Uno dei campioni di batteri (Immagine cortesia JAMSTEC)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Communications” riporta la scoperta di colonie viventi di batteri in strati di sedimenti antichi fino a 101,5 milioni di anni negli abissi dell’area dell’Oceano Pacifico chiamata South Pacific Gyre. Un team di ricercatori guidato dal dottor Yuki Morono del JAMSTEC ha trivellato i fondali dell’oceano in un’area dove esso raggiunge quasi 6 chilometri di profondità per prelevare numerosi campioni di sedimenti fino a 100 metri sotto il fondo oceanico. Si tratta dell’area del Pacifico con la più bassa produttività e la minore quantità di sostanze nutritive disponibili, eppure i ricercatori hanno trovato batteri nei sedimenti antichi di milioni di anni e sono riusciti a riportarli a una piena attività metabolica.