Batteri

Articoli che parlano di batteri

Alcuni ceppi di batteriofagi visti al microscopio elettronico catalogati come: (A) phi330; (B) phi296; (C) phi315; (D) phi345; (E) phi346; (F) phi349; (G) phi367; (H) phi419

Un articolo pubblicato sulla rivista “Microbiology Spectrum” riporta i risultati di esperimenti di utilizzo di virus batteriofagi geneticamente modificati per combattere ceppi di batteri Escherichia coli che hanno sviluppato una resistenza a diversi antibiotici. Sono risultati che offrono una strada per neutralizzare questi batteri e nuovi dettagli sulle interazioni tra batteriofagi e batteri che potranno essere utili in altre ricerche mediche.

Un team di ricercatori guidato dalla biologa Jessie Vandierendonck della Libera Università di Bruxelles (Vrije Universiteit Brussel – VUB) ha descritto otto diversi cosiddetti batteriofagi temperati e ha testato modifiche genetiche che rendessero possibile a questi virus inserire la tossina di Shiga in batteri Escherichia coli enteroemorragici per neutralizzarli. Questo studio di fattibilità potrebbe rappresentare l’inizio di una strategia per combattere batteri dannosi.

Protista predatore (Foto cortesia Camille Poirier and David Needham, Worden Lab)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Cell Host & Microbe” riporta i risultati di uno studio sulla diffusione di simbiosi tra protisti predatori e batteri imparentati con specie che sono patogene per varie specie animali e a volte per gli esseri umani. Un team di ricercatori guidato da scienziati del Marine Biological Laboratory (MBL) ha condotto una serie di analisi su campioni di acqua prelevati sulla superficie dell’Oceano Pacifico, del Mar dei Caraibi e del Nord Atlantico e hanno identificato i protisti che hanno abitudini predatorie che mangiano alcune specie di batteri ma sono in simbiosi con altre specie. I risultati suggeriscono una lunga e complessa storia di rapporti a volte di simbiosi e a volte di parassitismo da parte di batteri con animali e coanoflagellati, i parenti più stretti degli animali tra gli eucarioti.

Patescibacteria della specie Southlakia epibionticum (in porpora) sulla superficie di batteri più grandi (in arancione) (Immagine cortesia Yaxi Wang, Wai Pang Chan and Scott Braswell/University of Washington)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Cell” riporta i risultati dell’uso di manipolazione genetica per studiare il comportamento di alcuni batteri appartenenti a un grande gruppo chiamato Patescibacteria. Un team di ricercatori è riuscito a manipolare il DNA di batteri appartenenti al phylum Saccharibacteria, che fa parte di quel grande gruppo, considerato materia oscura microbica per le difficoltà che i biologi hanno avuto a studiarlo. Si tratta di batteri scoperti non molti anni fa che ora sono considerati interessanti per le loro caratteristiche metaboliche, che ad esempio possono includere enzimi utili in applicazioni biotecnologiche.

Thiomargarita magnifica (Foto cortesia Jean-Marie Volland)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” riporta l’identificazione di un batterio che può raggiungere i due centimetri di lunghezza, dimensioni che sono alcune migliaia di volte maggiori di quelle della maggior parte dei batteri. Un team di ricercatori l’ha chiamato Thiomargarita magnifica dopo averlo scoperto nell’arcipelago della Guadalupa nelle Piccole Antille. Ci sono voluti anni per capire la sua natura perché le dimensioni gigantesche per un batterio e alcune caratteristiche inusuali per questo tipo di organismo avevano fatto pensare inizialmente che si trattasse di un organismo multicellulare, forse un fungo.

Illustrazione del flusso di operazioni di SeqScreen (A) e del framework dell'addestramento tramite apprendimento automatico (B)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Genome Biology” riporta i risultati di test condotti con SeqScreen, un software libero / open source sviluppato per riconoscere sequenze genetiche esistenti in microrganismi patogeni. Un team di ricercatori guidato dall’informatico Todd Treangen della Rice University e dalla specialista in genomica Krista Ternus della società di consulenze scientifiche Signature Science, LLC ha sviluppato SeqScreen per analizzare le caratteristiche di brevi sequenze di DNA chiamate spesso oligonucleotidi e migliorare le tecniche di riconoscimento di sequenze presenti in un campione che sono almeno potenzialmente pericolose.