Batteri

Novosphingobium aromaticivorans (Immagine cortesia GLBRC)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Green Chemistry” descrive la possibilità di usare batteri della specie Novosphingobium aromaticivorans per produrre un materiale plastico partendo da scarti di lavorazione del legno in seguito ad alcune modifiche genetiche. Un team di ricercatori ha lavorato su questo batterio, che già in natura è in grado di digerire molte parti della lignina, migliorandone la capacità di produrre una sostanza conosciuta con la sigla PDC che è già alla base di materiali bioplastici ma con difficoltà di produzione che potrebbero essere superate usando questi batteri.

Una notevole diversità di microrganismi scoperta in una delle sorgenti di Yellowstone

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Communications” riporta la scoperta di una diversità mai incontrata prima nei microrganismi trovati in una delle sorgenti caldissime del Parco Nazionale di Yellowstone, negli USA. Un team di ricercatori della Montana State University (MSU) ha usato strumenti genomici per esaminare la comunità microbica presente nella sorgente chiamata Smoke Jumper 3 (SJ3) scoprendovi sia batteri che archei che rappresentano circa metà dei rami conosciuti di questi domini della vita. Si tratta di una scoperta straordinaria perché capire quali processi geologici e biologici possono portare a una tale diversità può offrire nuove informazioni sulle ragioni per cui certe forme di vite possono emergere e prosperare.

Tubi di ematite (Immagince cortesia Matthew Dodd, University College London)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive quelle che potrebbero essere le forme di vita più antiche scoperte finora. Un team internazionale guidato da Matthew Dodd ha studiato minuscoli filamenti e tubi che ritengono siano stati formati da batteri che vivevano di ferro e sono stati trovati negli strati di quarzo della cintura di Nuvvuagittuq nel Quebec, in Canada. Tuttavia, questa ricerca ha già suscitato controversie.

L'albero della vita (Immagine Laura Hug et al.)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Microbiology” descrive una ricerca genetica che offre una visione più ampia dell’albero della vita. Un team di ricercatori dell’Università della California a Berkeley guidati da Laura Hug, che ora lavora alla facoltà di biologia dell’Università di Waterloo, nell’Ontario, in Canada, ha costruito un nuovo albero della vita che mostra una diversità formata per due terzi da batteri e Archea.