Linux

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Una parte del supercomputer Fugaku (Foto cortesia RIKEN Center for Computational Science (R-CCS))

Il supercomputer giapponese Fugaku è stato incoronato nuovo re della classifica Top 500 superando Summit, che deteneva il titolo da due anni. Fugaku ha prestazioni quasi triple rispetto al suo predecessore con una potenza di calcolo di 415,5 Petaflops contro 148,6 per un picco teorico di 513,8 Petaflops contro 200,8. Come è da molto tempo comune per i re dei supercomputer, usa il sistema operativo Linux, nel caso specifico la distribuzione Red Hat Enterprise Linux 8. Una novità interessante è che Fugaku è il primo re dei supercomputer basato su architettura ARM essendo costruito attorno a processori A64FX 48C a 2.2GHz. Nella classifica Top 500 solo altri tre supercomputer sono basati su architettura ARM.

Jim Whitehurst nel 2010

IBM e Red Hat hanno annunciato di aver raggiunto un accordo con il quale IBM acquisterà tutte le azioni di Red Hat, il cui valore ha chiuso venerdi a 116,68 dollari, per 190 dollari ad azione pagati in contanti per un valore totale di circa 34 miliardi di dollari. Red Hat diventerà parte della divisione Hybrid Cloud di IBM mentre il suo amministratore delegato Jim Whitehurst entrerà nella dirigenza di IBM agli ordini dell’amministratore delegato Ginni Rometty. L’acquisizione è orientata soprattutto a fare di IBM un colosso nel campo dei servizi cloud.

Vista di Summit

IBM e l’Oak Ridge National Laboratory (ORNL) del Dipartimento dell’Energia americano hanno annunciato il supercomputer Summit affermando che si tratta del più veloce al mondo. Le prestazioni di picco sono dichiarate in 200 petaflop, che sono otto volte quelle del precedente supercomputer dell’ORNL, chiamato Titan, attivato nell’ottobre 2012 e per qualche mese il più potente della sua categoria. Si tratta di un sistema pensato per applicazioni scientifiche con un occhio di riguardo all’intelligenza artificiale.

Il prototipo di The Machine (Foto cortesia HPE. Tutti i diritti riservati)

Hewlett Packard Enterprise (HPE) ha presentato il prototipo di “The Machine”, il computer del futuro annunciato nel giugno 2014. Si tratta di un computer “single-memory” e ciò significa che supera la divisione tra RAM e memoria di massa con i suoi 160 TB (TeraByte) di memoria, una quantità superiore a quella dei server. Tuttavia, non si tratta di memristori, la tecnologia in fase di sviluppo che dovrebbe combinare al meglio i vantaggi di RAM e memoria di massa.