Biologia

Una delle aree in cui è stata condotta la ricerca (Foto cortesia Jeff Blanchard)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Communications” riporta la scoperta di virus giganti in un ecosistema del suolo di una foresta. Ricercatori del Joint Genome Institute (JGI) del Dipartimento dell’energia statunitense e della University of Massachusetts-Amherst (UMass Amherst) hanno scoperto 16 nuovi virus giganti e hanno descritto il loro genoma. Un’indagine genomica sul capside, la struttura proteica che racchiude DNA o RNA di un virus, indica una diversità genetica dei virus giganti ancora sconosciuta.

Nigel Goldenfeld e Thomas Kuhlman

Un articolo pubblicato sulla rivista “Proceedings of the National Academy of Sciences” descrive il possibile ruolo dei trasposoni, chiamati comunemente geni saltellanti, nella nascita degli organismi eucarioti, quelli formati da cellule complesse che includono anche quelli multicellulari. Un team di ricercatori ha compiuto esperimenti in particolare sui retrotrasposoni, che per integrarsi nel DNA richiedono un intermedio a RNA, per valutarne gli effetti sui batteri. Il risultato è che un meccanismo di riparazione del DNA tipico degli eucarioti ma raro nei batteri aumenta l’efficienza dell’inserimento e l’effetto dei retrotrasposoni suggerendo un possibile ruolo nell’evoluzione degli eucarioti.

Podisus maculiventris mentre attacca larve di Epilachna varivestis (Foto Agricultural Research Service)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science Advances” descrive una ricerca su una sostanza prodotta dagli insetti della specie Podisus maculiventris che potrebbe sostituire alcuni antibiotici nel trattamento di certi tipi di infezioni. Un team di ricercatori dell’Università di Zurigo e del Politecnico federale di Zurigo hanno scoperto che attraverso un meccanismo finora sconosciuto quest’insetto produce quella che è stata chiamata tanatina. Questa sostanza è in grado di attaccare le pareti cellulari di batteri come quelli della famiglia Escherichia coli, che include specie che stanno sviluppando una crescente resistenza agli antibiotici attuali.

Fossile di Piranhamesodon pinnatomus (Immagine cortesia M. Ebert e T. Nohl)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Current Biology” descrive la scoperta di un pesce osseo che visse circa 150 milioni di anni fa. Chiamato Piranhamesodon pinnatomus, è parte della collezione del Jura-Museum di Eichstätt ed è stato scoperto negli stessi depositi calcarei in cui vennero trovati fossili di Archaeopteryx, nella Germania meridionale. I fossili scoperti mostrano che i denti di questo pesce erano simili a quelli dei moderni piranha e probabilmente li usava allo stesso modo.

Balena grigia orientale (Foto cortesia Anna Brüniche-Olsen)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Biology Letters” descrive una ricerca genetica sulle popolazioni di balene grigie che vivono nell’Oceano Pacifico occidentale e orientale per cercare indizi che aiutino a capire la disparità delle loro popolazioni. Il pofessor Andrew DeWoody della Purdue University e la sua collaboratrice, la ricercatrice postdoc Anna Brüniche-Olsen hanno confrontato il DNA di 77 balene grigie occidentali e 135 orientali scoprendo una divergenza genetica tra le due popolazioni, tuttavia vi sono alcuni incroci e una diversità genetica che offre speranze per il loro futuro.