Biologia

Piante naturali (a sinistra) e modificate (a destra) (Foto cortesia Claire Benjamin/RIPE Project)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” riporta la sperimentazione dell’uso di una tecnica genetica per aumentare l’efficienza della fotosintesi delle piante. Un team di ricercatori guidati dal biologo molecolare Paul South dell’Agricultural Research Service americano ha portato avanti questa sperimentazione all’interno del progetto Realizing Increased Photosynthetic Efficiency (RIPE), che ha proprio questo scopo per migliorare la sostenibilità delle coltivazioni agricole e aumentare la produttività dei terreni. Le piante modificate hanno aumentato la loro crescita del 40%.

Un bulbo e l'estremità di un capello (Immagine Sly.cooper91)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Communications” descrive una ricerca genetica sull’origine dei vari colori dei capelli degli esseri umani. Un team di ricercatori guidati dai professori Ian Jackson e Albert Tenesa dell’Università scozzese di Edinburgo ha studiato le caratteristiche genetiche legate ai capelli di 343.234 persone che hanno preso parte allo studio UK Biobank, legato principalmente a ricerche sulla salute. Tra le scoperte ci sono otto nuove varianti genetiche legate ai capelli rossi e varianti di quasi duecento geni associati a biondi e mori.

Forse l'inosina fu uno dei componenti delle prime forme di vita sulla Terra

Un articolo pubblicato sulla rivista “Proceedings of the National Academy of Sciences” descrive uno studio sui possibili precursori dell’RNA. Un team di biologi della Harvard University guidato dal premio Nobel Jack Szostak sta cercando di ricostruire i vari passaggi che hanno portato alla nascita della vita con esperimenti di laboratorio e un risultato interessante è arrivato dall’uso dell’inosina come surrogato della guanina, una delle basi dell’RNA e anche del DNA.

Una delle aree in cui è stata condotta la ricerca (Foto cortesia Jeff Blanchard)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Communications” riporta la scoperta di virus giganti in un ecosistema del suolo di una foresta. Ricercatori del Joint Genome Institute (JGI) del Dipartimento dell’energia statunitense e della University of Massachusetts-Amherst (UMass Amherst) hanno scoperto 16 nuovi virus giganti e hanno descritto il loro genoma. Un’indagine genomica sul capside, la struttura proteica che racchiude DNA o RNA di un virus, indica una diversità genetica dei virus giganti ancora sconosciuta.

Nigel Goldenfeld e Thomas Kuhlman

Un articolo pubblicato sulla rivista “Proceedings of the National Academy of Sciences” descrive il possibile ruolo dei trasposoni, chiamati comunemente geni saltellanti, nella nascita degli organismi eucarioti, quelli formati da cellule complesse che includono anche quelli multicellulari. Un team di ricercatori ha compiuto esperimenti in particolare sui retrotrasposoni, che per integrarsi nel DNA richiedono un intermedio a RNA, per valutarne gli effetti sui batteri. Il risultato è che un meccanismo di riparazione del DNA tipico degli eucarioti ma raro nei batteri aumenta l’efficienza dell’inserimento e l’effetto dei retrotrasposoni suggerendo un possibile ruolo nell’evoluzione degli eucarioti.