Biologia

Schema della ricerca genetica sugli uccelli (Immagine cortesia Koji Tamura (Tohoku University), Ryohei Seki (National Institute of Genetics), and Naoki Irie (University of Tokyo))

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Communications” descrive una ricerca che mostra un possibile meccanismo genetico che determinò l’evoluzione degli uccelli a partire dai dinosauri. Un team di ricercatori dell’Università giapponese di Tohoku che include vari collaboratori internazionali ritiene di aver fornito prove della connessione di certe sequenze genetiche all’evoluzione di tratti degli uccelli come le penne.

Klosneuvirus visto al microscopio elettronico (Immagine cortesia Schulz et al.)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” descrive l’identificazione di un nuovo gruppo di virus giganti che sono stati chiamati Klosneuvirus. Un team di ricercatori del Joint Genome Institute del Dipartimento dell’energia statunitense e dell’Università di Vienna ritengono che essi si siano evoluti da virus di dimensioni normali acquisendo geni dagli organismi ospiti crescendo in maniera anomala per i virus.

Mertensia ovum, una specie di ctenofori (Foto cortesia Arctic Exploration 2002, Kevin Raskoff, MBARI, NOAA/OER)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Ecology & Evolution” offre una risposta alle discussioni su quale sia il più antico gruppo di animali comparso sulla Terra. Secondo un team di biologi evoluzionisti della Vanderbilt University e dell’Università del Wisconsin a Madison gli ctenofori furono i primi animali e non le spugne, come ritengono in molti. Questa conclusione è stata raggiunta confrontando una serie di geni di 18 rami dell’albero genealogico degli esseri viventi usandone 6 di animali, piante e funghi come rami di controllo.

Un articolo pubblicato sulla rivista “Cell” descrive una ricerca sui cefalopodi che ha rivelato che in particolare nella sottoclasse dei coleoidi (Coleoidea) che include polpi, calamari e seppie avviene un editing dell’RNA che permette un adattamento migliore all’ambiente e in particolare al freddo. Secondo i ricercatori questo meccanismo va a scapito dell’evoluzione del DNA.

Cristalli della grotta di Naica

A un meeting dell’American Association for the Advancement of Science (AAAS) la direttrice dell’Astrobiology Institute della NASA Penelope Boston ha annunciato la scoperta di microrganismi nella grotta di Naica in Messico, conosciuta anche come grotta dei Cristalli per gli enormi cristalli di gesso dentro i quali sono stati trovati i batteri. Potrebbe trattarsi di batteri estremofili unici che si sono adattati alle condizioni esistenti nella grotta.