Biologia

Pleurodele di Waltl (Pleurodeles waltl)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Communications” descrive il sequenziamento del genoma del pleurodele di Waltl (Pleurodeles waltl), una salamandra che vive nella penisola iberica e in Marocco. Un team di scienziati guidati dal Professor András Simon del Karolinska Institutet di Stoccolma, in Svezia, ha compiuto l’analisi genetica di quest’animale trovando una famiglia di geni che potrebbe fornire nuovi indizi sulla sua capacità di ricostruire tessuti complessi. Il team ha anche effettuato esperimenti di modifica genetica.

Struttura di FGF10-FGFR2b

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Communications” descrive una ricerca che ha individuato una mutazione genetica che secondo gli autori potrebbe aver contribuito allo sviluppo di certi organi in varie specie di vertebrati, inclusi gli esseri umani. Si tratta di una mutazione molto antica, che potrebbe essere avvenuta oltre 700 milioni di anni fa eppure può aver avuto conseguenze molto tempo dopo ad esempio nello sviluppo dei polmoni e dell’orecchio interno ma anche delle braccia.

Alcuni risultati del test di CRISPR/dCas9

Un articolo pubblicato sulla rivista “Cell” descrive la sperimentazione su topi di una variante del sistema per le modifiche genetiche CRISPR/Cas9 per curare una serie di malattie. Un team di ricercatori del Salk Institute for Biological Studies ha usato una versione di CRISPR/Cas9 che non modifica il DNA ed evita quindi il rischio di provocare mutazioni inaspettate ma è in grado di attivare uno o più geni creando una terapia epigenetica per malattie come il diabete di tipo 1, l’insufficienza renale acuta o la distrofia muscolare.

Un articolo pubblicato sulla rivista “Current Biology” descrive una ricerca che attraverso lo stato dell’arte di analisi statistiche ha testato modelli evolutivi comunemente utilizzanti nel campo della filogenetica per capire quale sia il gruppo di animali più antico comparso sulla Terra. Un team di ricercatori ha concluso che si tratta delle spugne, confermando alcune precedenti ricerche e contraddicendone altre che indicavano gli ctenofori come i più antichi in una controversia che continua da anni.

Confronto tra nastro magnetico e batteri come registratori (Immagine cortesia Wang Lab/Columbia University Medical Center)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” descrive lo sviluppo di un sistema che utilizza il sistema di manipolazione genetica CRISPR-Cas per memorizzare informazioni in cellule viventi trasformandole in un equivalente biologico di un nastro magnetico. Un team di ricercatori del Columbia University Medical Center ha modificato un batterio della famiglia Escherichia coli trasformandolo in un potenziale strumento diagnostico o di monitoraggio ambientale grazie alla sua capacità di registrare dati.