Stelle

Rappresentazione artistica di GRB130925A. Il gas caldo in rosso circonda un getto di particelle in bianco sparate a velocità vicine a quella della luce (Immagine NASA/Swift/A. Simonnet, Sonoma State Univ.)

Il telescopio spaziale dell’ESA XMM-Newton ha permesso di studiare un eccezionale lampo gamma la cui sorgente è stata etichettata come GRB130925A, in una galassia a circa 5,6 miliardi di anni luce dalla Terra. Questo lampo gamma è stato emesso da una stella supergigante blu, una stella molto massiccia che oggi è rara ma era probabilmente molto comune nelle prime fasi di vita dell’universo.

Il nuovo ammasso di stelle e i nuclei delle due galassie che si stanno unendo ingranditi nell'immagine dell'ammasso galattico di cui fanno parte (Immagine NASA)

Il telescopio spaziale Hubble ha fotografato una struttura fuori dal normale lunga 100.000 anni luce che contiene ammassi di giovani stelle che formano una sorta di ponte attorno ai nuclei di due antiche galassie all’interno dell’ammasso galattico conosciuto come SDSS J1531+3414. Questa straordinaria struttura potrebbe fornire nuovi indizi sulla formazione di ammassi stellari come risultato dell’unione di galassie.

Illustrazione artistica della pulsar pulsar PSR J2222-0137 e della nana bianca sua compagna (Immagine cortesia B. Saxton (NRAO/AUI/NSF). Tutti i diritti riservati)

Le ricerche astronomiche ci stanno abituando a scoperte davvero bizzarre e a volte gli astronomi possono davvero dire di aver trovato una gemma nello spazio. In passato l’analisi del pianeta 55 Cancri e ha portato a teorizzare che parte di esso sia un enorme diamante, ora un gruppo di astronomi ha identificato una nana bianca che potrebbe essersi trasformata in un diamante delle dimensioni della Terra.

Il buco coronale quadrato sulla superficie del Sole (Immagine Solar Dynamics Observatory/NASA)

La sonda spaziale della NASA Solar Dynamics Observatory (SDO) ha scoperto un buco coronale dalla forma quadrata nella corona del Sole, la parte più esterna dell’atmosfera della nostra stella. Esso è molto a sud sul Sole perciò è improbabile che il vento solare originato in quell’area raggiunga la Terra.

Posizione della stella HD 162826 (Immagine cortesia Ivan Ramirez/Tim Jones/McDonald Observatory. Tutti i diritti riservati)

Un team di ricercatori guidato dall’astronomo Ivan Ramirez dell’Università del Texas a Austin ha identificato la prima “sorella” del Sole. Questa stella, identificata come HD 162826, si è quasi certamente formata oltre 4 miliardi e mezzo di anni fa nella stessa nube di gas in cui si è formato il Sole assieme a migliaia di altre stelle. I metodi utilizzati per trovarla aiuteranno a scoprire altre loro “sorelle” e anche a capire in che parte della galassia si sono formate.