
Il romanzo “Il segreto di Rama” (“Rama Revealed”) di Arthur C. Clarke e Gentry Lee è stato pubblicato per la prima volta nel 1993. È il seguito di “Il giardino di Rama“. In Italia è stato pubblicato da Mondadori nel n. 43 di “Urania Jumbo” e all’interno di “Rama. Il ciclo completo” nella traduzione di Marcello Jatosti.
Nicole Des Jardins Wakefield viene liberata dalla prigione in cui era rinchiusa in attesa di esecuzione da suo marito Richard e assieme ad alcuni altri oppositori del regime di Nakamura che detiene il potere assoluto nella colonia umana. Il gruppo si rifugia nell’area di Rama in cui vivono gli alieni chiamati octoragni.
Per Nicole, la sua famiglia e i suoi amici si tratta di un periodi che è molto interessante per ciò che scoprono riguardo a varie specie di alieni ma non è una situazione facile. Per alcuni è difficile vivere tra alieni che hanno uno stile di vita ben diverso da quello degli umani e ciò che scoprono su ciò che sta avvenendo nella colonia umana di Rama aggiunge ulteriore tensione.
“Il segreto di Rama” è il terzo e ultimo romanzo che forma una trilogia creata dalla collaborazione tra Arthur C. Clarke e Gentry Lee ambientata nello stesso universo narrativo di “Incontro con Rama”. In questi lavori Clarke fornì più che altro idee lasciando l’effettivo lavoro di scrittura soprattutto al suo collega anche se sulle copertine dei libri il suo nome veniva scritto a caratteri più grandi per motivi pubblicitari.
Questo romanzo inizia dov’era finito “Il giardino di Rama” perché i due libri formano assieme un unico grande romanzo. Nonostante ciò, inizia con un grande cambiamento di scenario dato che la fuga di Nicole Des Jardins Wakefield sposta il centro della narrazione in un’altra area dell’astronave aliena chiamata Rama abitata da specie aliene.
Quasi a compensare la banalità della storia della colonia umana raccontata ne “Il giardino di Rama”, la parte iniziale de “Il segreto di Rama” riguarda i contatti con varie specie aliene. In particolare, Nicole e gli altri oppositori del regime di Nakamura imparano a conoscere gli alieni chiamati octoragni.
Per molti versi, questa è la storia di Richard Wakefield e dei suoi studi degli alieni. Ci sono lunghi brani che parlano della fisiologia e dei cicli vitali degli alieni. Con una battuta, potrei dire che questa parte de “Il segreto di Rama” sembra un romanzo di Arthur C. Clarke per l’importanza dell’elemento scientifico.
Per chi apprezza la fantascienza “hard”, secondo me questa parte del romanzo è la migliore di tutta la trilogia di Rama scritta da Arthur C. Clarke e Gentry Lee. In certi momenti gli eventi collegati alla colonia umana sono quasi dimenticati e i protagonisti sono immersi in un ambiente alieno e in particolare nella società degli octoragni.
Purtroppo anche ne “Il segreto di Rama” c’è una parte che riguarda la colonia umana e secondo me i difetti sono gli stessi presenti nel libro precedente. Le decisioni degli esseri umani sono guidate dagli istinti più bassi e a volte sono ottusi in maniera assurda, per non parlare della loro xenofobia.
La maggioranza degli umani sembra incapace di gestire un rapporto che non sia di odio con le specie aliene. Moltissimi non vogliono neppure provare ad avere contatti con gli alieni. Gli autori avevano la possibilità di fare qualche riflessione sui lati oscuri dell’umanità e i rapporti con gli alieni erano un’ottima metafora dei problemi esistenti con altri umani diversi per razza, religione o per qualsiasi altro motivo arbitrario. Invece anche in questo caso tutto è stato raccontato in modo banale.
Come se non bastasse, la storia della colonia è secondo me indebolita dal fatto che il dittatore Nakamura è raramente presente in maniera diretta. Quello che dovrebbe essere il cattivo principale viene nominato spesso ma appare pochissimo mentre un cattivo ben sviluppato rafforza una storia. D’altra parte, quando Nakamura appare è vestito come uno shogun, il dittatore militare del Giappone dei secoli scorsi, ma ciò secondo me ne fa una macchietta indebolendolo ancor di più.
“Il segreto di Rama” è l’ultimo romanzo della serie di Rama accreditato anche ad Arthur C. Clarke. Invece, negli anni successivi Gentry Lee ha scritto da solo altri due romanzi ambientati nello stesso universo narrativo: “Bright Messengers” del 1996 e “Double Full Moon Night” del 2000. Almeno finora non ho trovato il coraggio di leggerli.
Complessivamente, ho trovato “Il segreto di Rama” pieno di alti e bassi, un romanzo diseguale che mette assieme tanti elementi in un modo che non mi è sembrato per niente amalgamato per chiudere la storia. Lo consiglio solo a chi ha letto i libri precedenti e vuole conoscere la fine.

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Concordo con i tuoi commenti negativi. Io sarei stato anche più cattivo. Se ben ricordo, lo stesso Clarke si scusò con il suo pubblico ammettendo di aver fatto una scelta sbagliata: difatti, le opere successive ha continuato a non scriverle lui e a subappaltarle ad altri scrittori (Benford, Baxter, eccetera)… ma almeno se li è scelti meglio.
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Non sono stato più cattivo perché in fondo questo romanzo mi è sembrato meno peggio dei precedenti. 😉
Non ricordo se Clark si scusò per la scelta del “subappaltatore”, certo che Benford e Baxter hanno fatto di meglio pur non sfornando capolavoroni.
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Condivido le tue opinioni, Massimo. Ho letto l’intera saga (l’ultimo me lo sono sorbito in lingua inglese perché l’opera non era ancora stata tradotta in italiano). Non aggiungo molto rispetto a quanto scrivi, dico solo che per me i seguiti di “Rendezvouis with Rama” li ho sempre percepiti come qualcosa di “fuori luogo”. Mi spiego: l’opera di Clarke era autosufficiente e completa di per sé, senza bisogno di scrivere dei sequel. Gentry ci ha regalato una pregevole saga, pur con gli alti e bassi, come dici tu, ma per me è qualcosa di completamente slegato dal libro di Clarke. Comunque, ben venga finalmente la traduzione italiana del quarto capitolo.
Nicola
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Si, potremmo dire che il primo romanzo è adatto a chi è interessato a riflessioni su possibili alieni con le loro tecnologie ecc. mentre nei successivi c’è una componente avventurosa molto più forte condita da elementi di soap opera.
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