Astronomia / Astrofisica

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Reti neurali per predire la massa dei pianeti in formazione

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy and Astrophysics” mostra un esempio di utilizzo di una rete neurale e di un algoritmo di apprendimento profondo (deep learning) per ridurre i tempi per creare simulazioni della formazione di sistemi stellari ottenendo anche risultati migliori. Yann Alibert del NCCR PlanetS e dell’Università svizzera di Berna e Julia Venturini dell’International Space Science Institute (ISSI) di Berna e associata di PlanetS hanno sviluppato questo nuovo sistema che prevede la massa di un pianeta partendo dalle condizioni in cui si forma con un’eccellente accuratezza e una velocità molto più elevata dei modelli basati su equazioni differenziali.

Apparecchiature di PulChron (Foto cortesia ESA)

L’ESA ha cominciato a sperimentare un nuovo tipo di orologio chiamato PulChron basato sulle pulsar. Attivato alla fine del novembre 2018, questo sistema si basa sugli impulsi generati da queste stelle di neutroni che ruotano molto rapidamente su se stesse in tempi estremamente precisi. 18 pulsar monitorate con vari radiotelescopi sono state usate per le misurazioni, che offrono riferimenti temporali estremamente precisi per vari scopi come verificare le prestazioni dei satelliti del sistema di navigazione europeo Galileo.

Riccardo Giacconi riceve la National Medal of Science

Ci ha lasciato nella giornata di domenica 9 dicembre Riccardo Giacconi, padre dell’astronomia a raggi X e premio Nobel per la fisica nel 2002 per i suoi contributi in quel campo. Nel 1962 Riccardo Giacconi scoprì la prima sorgente extraterrestre di raggi X, chiamata Scorpius X-1. Nel 1970 curò il lancio del satellite Uhuru della NASA, il primo specializzato nell’astronomia a raggi X, seguito nel corso dei decenni successivi da stelliti sempre più sofisticati come l’Einstein Observatory (HEAO-2) nel 1978, progettato mentre Giacconi era direttore dell’Harvard Smithsonian Center for Astrophysics, fino all’osservatorio per i raggi X Chandra della NASA nel 1999.

Richard Feynman

Richard Phillips Feynman nacque l’11 maggio 1918 a New York, negli USA. Richard Feynman sviluppò gli strumenti matematici che gli permisero di arrivare all’elettrodinamica quantistica, la teoria per la quale nel 1965 gli venne assegnato il premio Nobel per la fisica. Nel corso degli anni ricevette una serie di premi nazionali e internazionali fino alla National Medal of Science nel 1979.

Richard Feynman morì il 15 febbraio 1988 lasciando un’eredità notevole nel campo scientifico per i suoi contributi e anche come divulgatore. Negli anni successivi è stato ricordato in vari modi con omaggi, biografie, nuove edizioni dei suoi scritti autobiografici e molto altro.

Stephen Hawking alla Biblioteca Nazionale di Francia

Stephen Hawking, uno dei personaggi più conosciuti nel campo della fisica e dell’astrofisica ci ha lasciati nella notte nella sua casa di Cambridge, in Inghilterra.

Gli studi di Stephen Hawking sui buchi neri per i quali era diventato celebre rimangono fondamentali nel campo di fisica e astrofisica. Chissà se alla fine ha avuto ancora la lucidità di rendersi conto dell’amara ironia di morire nel giorno dell’anniversario della nascita di Albert Einstein. Col suo senso dell’umorismo forse l’ultima sua emozione è stato di divertimento. Era ateo perciò non aveva il conforto di una religione ma quello dell’apprezzamento della vita.