Astronomia / Astrofisica

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Forse è stato scoperto il punto di impatto del più grande meteorite giovane che ha colpito la Terra, circa 790.000 anni fa

Un articolo pubblicato sulla rivista “Proceedings of the National Academy of Sciences” riporta uno studio che offre prove che il punto di impatto del più grande meteorite giovane che ha colpito la Terra, circa 790.000 anni fa, è sotto un complesso vulcanico nell’odierno Laos, nell’altipiano di Bolaven. Un team di ricercatori ha raccolto prove geologiche legate a minerali come le tectiti nell’area e alla mappatura e alla datazione delle lave basaltiche, da rilevazioni gravitazionali locali e dalla presenza di uno sperone di massi di arenaria e di fango a strati grossolani a 10-20 chilometri dall’area.

Edwin Hubble

Edwin Power Hubble nacque il 20 novembre 1889 a Marshfield, nel Missouri, negli USA. Le osservazioni compiute gli permisero di trovare stelle variabili cefeidi, utilizzabili per calcolare le distanze delle nebulose che le ospitano e di provare che esse erano esterne alla Via Lattea, contraddicendo la teoria che allora godeva di maggiore considerazione. Altri studi di Edwin Hubble riguardarono lo spostamento verso il rosso (redshift) delle galassie.

Un impatto nella fascia di asteroidi potrebbe avere innescato il Grande Evento di Biodiversificazione dell'Ordoviciano sulla Terra

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science Advances” riporta uno studio che collega la frammentazione di un asteroide avvenuta tra Marte e Giove circa 466 milioni di anni fa e quello che è conosciuto come Grande Evento di Biodiversificazione dell’Ordoviciano (great Ordovician biodiversification event, GOBE). Un team di ricercatori guidato dal geologo Birger Schmitz dell’Università di Lund, in Svezia, ha analizzato micrometeoriti di quell’epoca. Quelli di tipo condrite L riconducibili ai frammenti di quell’asteroide risalgono proprio all’epoca dell’era glaciale che segnò l’inizio di quella biodiversificazione.

Schermata di una simulazione di IllustrisTNG (Immagine cortesia progetto IllustrisTNG)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Computational Astrophysics and Cosmology” presenta il rilascio pubblico completo delle simulazioni codificate come TNG100 e TNG300 del progetto IllustrisTNG, una simulazione dell’universo estremamente sofisticata che è stata migliorata nel corso di anni di lavoro. Un team di ricercatori ha continuato a migliorare dettagli e funzionalità sviluppando anche nuovi strumenti di interazione ed esplorazione in 2D e 3D per simulare due cubi di spazio da 100 e 300 milioni di parsec di lato.

L'apprendimento profondo usato per mappare le tempeste sul pianeta Saturno

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta l’applicazione di un algoritmo di apprendimento profondo (deep learning) per riconoscere tempeste sul pianeta Saturno creando una mappa delle loro componenti e caratteristiche. Ingo Waldmann dello University College London, in Inghilterra, e Caitlin Griffith dell’Università dell’Arizona, negli USA, hanno sviluppato l’algoritmo chiamato PlanetNet basato sul “motore” TensorFlow per analizzare i dati raccolti dalla sonda spaziale Cassini con un’efficienza maggiore delle tecniche tradizionali grazie al riconoscimento di caratteristiche ricorrenti attraverso vari insieme di dati multipli. PlanetNet potrebbe essere adattato per analizzare osservazioni di altri pianeti.