Ominini

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Una locazione geografica della grotta di Bianfu e la morfologia dei due denti e delle tre ossa oggetto di questo studio.

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” riporta i risultati di un’analisi proteomica che ha portato all’identificazione di alcuni fossili attribuiti alla specie di ominini conosciuta come Denisova. Un team di ricercatori ha condotto uno studio su oltre 60.000 frammenti di ossa trovati nella grotta di Bianfu, nella provincia dello Yunnan, in Cina, che ha portato a identificare tre ossa e quattro denti di Denisova datati tra 167.000 e 134.000 anni fa. Poche ossa di Denisova sono state identificate finora perciò ogni nuova scoperta aumenta le nostre conoscenze di questo ramo dell’umanità. Lo studio ha portato alla luce anche oltre 1.360 manufatti in pietra, datati tra 190.000 e 70.000 anni fa, e ciò aiuterà a capire almeno una cultura dei Denisova.

Uno schema che indica gli ominini che hanno lasciato tracce genetiche nel DNA degli umani moderni

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” riporta la scoperta di geni appartenenti a due specie sconosciute di ominini nel DNA degli umani moderni. Un team di ricercatori coordinato dall’Università di Berkeley ha usato un nuovo algoritmo chiamato TRACE (TRacking Archaic Contributions via ARG Estimation), che ha sviluppato per ricostruire parentele genetiche tra centinaia di genomi di persone viventi. Ciò ha permesso di riconoscere due componenti genetiche arcaiche provenienti da ominini che si sono incrociati con Homo sapiens in Africa oltre 50.000 anni fa e un’altra risalente a un incrocio avvenuto circa 1,8 milioni di anni fa. I geni super-arcaici del secondo gruppo non derivano da un incrocio diverso con umani moderni bensì da un incrocio con i Denisova.

Cranio, ulna e femore di scimpanzè (A), di Sahelanthropus tchadensis (B) e di Homo sapiens (C)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science Advances” riporta i risultati di uno studio che porta a concludere che il Sahelanthropus tchadensis era capace di camminare su due gambe circa 7 milioni di anni fa. Un team di ricercatori ha esaminato i fossili disponibili di questo ominino primitivo, con analisi che hanno incluso la modellazione 3D, concludendo che la sua specie aveva molte caratteristiche tipiche delle scimmie con alcuni adattamenti al bipedismo.

Scheletro di Homo floresiensis

Un articolo pubblicato sulla rivista “Communications Earth & Environment” riporta uno studio che offre una possibile spiegazione per l’estinzione della specie Homo floresiensis, gli ominini i cui resti fossili sono stati scoperti sull’isola indonesiana di Flores. Un team di ricercatori ha trovato quelle che ritengono prove che circa 61.000 anni fa iniziò un cambiamento climatico che portò a millenni di siccità. La popolazione di Homo floresiensis e l’elefante pigmeo che abitava Flores a quell’epoca vennero colpiti da quella siccità, che potrebbe averne determinato l’estinzione.

Il frammento d'osso Star 1

Un articolo pubblicato sulla rivista “Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS)” riporta i risultati dell’analisi di un frammento di osso dal quale è stato possibile ricavare abbastanza DNA da attribuirlo a un Neanderthal. Un team di ricercatori guidato da Emily Pigott dell’Università di Vienna, in Austria, ha esaminato questo frammento osseo scoperto nel sito archeologico di Starosele, in Crimea. Si tratta di quello tra i 150 frammenti di ossa che ha fornito i risultati migliori. Datato tra 45.340 e 45.910 anni fa, questo frammento catalogato come Star 1 ha rivelato una parentela tra un Neanderthal che visse in Crimea e altri cinque ominini che vissero in tre siti nella regione dei Monti Altaj, in Siberia, a circa 3.000 chilometri di distanza.