Rettili

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Il fossile di Oculudentavis khaungraae

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” riporta l’identificazione di un piccolo dinosauro simile a un uccello dall’esame di un cranio conservato in un pezzo di ambra risalente a circa 99 milioni di anni fa, nel periodo Cretaceo, trovato in Myanmar. Un team di ricercatori l’ha chiamato Oculudentavis khaungraae e potrebbe trattarsi del più piccolo dinosauro mai esistito, con dimensioni paragonabili a quelle di un colibrì. Tuttavia, l’identificazione è contestata anche se, almeno per ora, controargomentazioni sono state pubblicate solo in un articolo dell’Institute of Vertebrate Paleontology and Paleoanthropology (IVPP) cinese.

Il dottor Rodolfo Sánchez vicino a un carapace di Stupendemys geographicus (Foto cortesia Edwin Cadena)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science Advances” riporta uno studio sulla Stupendemys geographicus, una tartaruga gigante che visse nell’odierno Sud America tra 5 e 10 milioni di anni fa, nel periodo Miocene. Un team di ricercatori guidato dal dottor Marcelo Sánchez dell’Università di Zurigo ha studiato una serie di carapaci ben conservati di quest’animale che hanno fornito molte più informazioni rispetto ai fossili disponibili in precedenza, come ad esempio il fatto che i maschi erano dotati di corna. Era una delle tartarughe più grandi mai vissute con un carapace che poteva essere lungo fino a quasi 3 metri, abitava nelle aree attorno ad acque dolci e probabilmente era preda dei giganteschi alligatori del genere Purussaurus.

Fossile di Plesioteuthis subovata

Un articolo pubblicato sulla rivista “Scientific Reports” presenta uno studio che porta prove del fatto che alcuni pterosauri mangiassero cefalopodi. Un team di ricercatori guidato dal paleontologo René Hoffmann dell’Università della Ruhr a Bochum (Ruhr-Universität Bochum, RUB) ha esaminato fossili di un animale simile a una seppia della specie Plesioteuthis subovata che visse circa 150 milioni di anni fa, nel periodo Giurassico, conservato con un dente di uno pterosauro della specie Rhamphorhynchus muensteri. Questa scoperta fornisce informazioni sulle abitudini alimentari di questo pterosauro e del fatto che quel cefalopode vivesse vicino alla superficie dell’acqua.

Il fossile di Gunakadeit joseeae

Un articolo pubblicato sulla rivista “Scientific Reports” descrive l’identificazione di una nuova specie di rettile marino classificato come parte dell’ordine dei talattosauri che visse nell’odierno Alaska oltre 200 milioni di anni fa, nel Noriano, un’età del periodo Triassico. Un team di ricercatori guidato da Patrick Druckenmiller della University of Alaska Fairbanks (UAF) lo ha chiamato Gunakadeit joseeae dopo aver esaminato il fossile scoperto in Alaska nel 2011. La scoperta di una nuova specie offre nuove informazioni su un gruppo di rettili di cui sono disponibili pochi fossili per un albero genealogico ancora oggetto di discussioni.

Cobra dagli occhiali (Foto Saleem Hameed)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Genetics” riporta il sequenziamento del DNA del cobra dagli occhiali, uno dei cosiddetti “Big Four”, i quattro serpenti più velenosi e pericolosi in India. Un team di ricercatori ha impiegato una serie di tecniche genetiche che hanno portato all’identificazione di 23.248 geni che codificano proteine tra i quali 12.346 geni che regolano il funzionamento delle ghiandole velenose. La conoscenza del genoma di questo serpente aiuterà a sviluppare migliori antidoti per il suo veleno mortale e le proteine contenute in quel veleno potrebbero essere utili anche per sviluppare medicinali di vario tipo.