Rettili

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Illustrazione dell'artista Peter Trusler che ricostruisce l'interazione tra un ittiosauro, uno pterosauro e un pliosauro (Immagine cortesia Peter Trusler)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Gondwana Research” riporta la scoperta di un fossile nell’odierna Australia di un ittiosauro che ha conservato i resti del contenuto del suo stomaco, che includono resti di uno pterosauro. A sua volta, l’ittiosauro mostra notevoli segni di essere stato morso da un pliosauro che gli ha letteralmente spezzato le ossa. Un team di ricercatori guidato dal dottor Matt White dell’Università del New England ha studiato questi fossili e ricostruito questo spaccato dell’ecosistema in cui vissero questi animali, nel periodo Cretaceo. Il risultato mostra una parte della catena alimentare che esisteva in quell’area circa 100 milioni di anni fa.

Olotipo di T. rex, al Perot Museum of Nature and Science, Texas (Foto Gary Todd)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Bulletin of the American Museum of Natural History” riporta l’identificazione di una nuova specie di mosasauro che è stata chiamata Tylosaurus rex perché le sue caratteristiche indicano che si trattava di un predatore massiccio e feroce. Un team di ricercatori ha riesaminato fossili di tilosauro attribuiti ad altre specie di questo genere tassonomico di mosasauri concludendo che c’erano esemplari con caratteristiche anatomiche sufficientemente diverse da richiedere l’assegnazione a una nuova specie.

Lo scheletro e un disegno dell'esemplare di Honghesaurus longicaudalis

Un articolo pubblicato sulla rivista “Scientific Reports” descrive l’identificazione di una nuova specie di rettili marini dotati di una coda eccezionalmente lunga che visse circa 244 milioni di anni fa, nel periodo Triassico Medio, nell’odierna Cina. Un team di ricercatori l’ha chiamato Honghesaurus longicaudalis dopo aver esaminato uno scheletro completo scoperto nella formazione Guanling, nella provincia cinese di Yunnan. Questo rettile fa parte del gruppo oggi estinto dei pachipleurosauri e tra di essi era piuttosto grande, con un lungo tronco e una coda che probabilmente gli offrivano manovrabilità ed efficienza nel nuoto.

L'esemplare di pterodattilo di Painten

Un articolo pubblicato sulla rivista “Fossil Record” riporta uno studio sui più antichi fossili di pterodattilo scoperti finora. Un team di ricercatori ha esminato un esemplare di Pterodactylus antiquus (Foto cortesia Augustin et al., tutti i diritti riservati) ancora in fase di crescita scoperto nella Baviera centrale, in Germania, che risale allo stadio stratigrafico conosciuto come Kimmeridgiano, parte del periodo Giurassico Superiore. Finora, gli esemplari risalivano allo stadio Titoniano, il successivo e ultimo del periodo Giurassico. Quest’esemplare è uno dei meglio preservati tra quelli di pterodattilo, un altro motivo per cui questa scoperta è importante.

Il fossile di Tupandactylus navigans con l'indicazione delle ossa (Immagine Beccari et al)

Un articolo pubblicato sulla rivista “PLoS ONE” riporta l’attribuzione di uno scheletro quasi completo di pterosauro alla specie Tupandactylus navigans. Questo scheletro fossile è arrivato nelle mani di un team di ricercatori guidato dal dottor Victor Beccari in modo avventuroso dato che è stato confiscato dalla polizia assieme ad altri fossili molto ben conservati durante un raid al Porto di Santos, in Brasile. I ricercatori hanno sottoposto lo scheletro a una TAC che ha permesso di crearne una riproduzione tridimensionale. L’esame ha portato anche a ipotizzare che Tupandactylus navigans e Tupandactylus imperator costituiscano in realtà i due sessi della stessa specie.