Paleontologia

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Rhabdastrella globostellata (Foto cortesia Paco Cárdenas)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Ecology & Evolution” descrive la scoperta di prove dell’esistenza di spugne circa 630 milioni di anni fa, nell’era Neoproterozoica. Un team di ricercatori dell’Università della California a Riverside (UCR) ha trovato un biomarcatore in un fossile risalente a quell’era chiamato 26-metilstigmastano o semplicemente 26-mes che viene prodotto solo dalle spugne. In generale, si tratta della più antica prova di vita animale e quindi multicellulare.

Scheletro di Sarahsaurus aurifontanalis (Immagine cortesia Jackson School Museum of Earth History Vertebrate Paleontology)

Un articolo pubblicato sulla rivista “PLOS One” descrive una ricerca sul Sarahsaurus aurifontanalis, un dinosauro relativamente piccolo ma parte del gruppo dei sauropodomorfi, i dinosauri giganti che includono specie iconiche come il brontosauro. I paleontologi Adam Marsh e Timothy Rowe della Jackson School of Geoscience dell’Università del Texas a Austin hanno studiato i fossili di questo dinosauro che visse circa 185 milioni di anni fa analizzando migrazioni e diversificazioni all’interno del suo gruppo.

Esami dei denti di vari ominini aiuta a capire la loro distribuzione in Europa e la loro evoluzione nel Pleistocene

Due articoli pubblicati sulla rivista “PLOS ONE” descrivono due ricerche su denti di ominini del Pleistocene condotte da due team con vari ricercatori in comune. Un team guidato da Laura Martín-Francés dell’Università francese di Bordeaux ha scoperto varie caratteristiche dei denti dei Neanderthal nei molari di una specie precedente chiamata Homo antecessor del Pleistocene inferiore. Un team guidato da Clément Zanolli dell’Università francese di Tolosa III Paul Sabatier ha esaminato i resti dentali più antichi scoperti in Italia con un’età stimata a circa 450.000 anni fa concludendo che erano simili a quelli dei Neanderthal e distinti da quelli degli umani moderni.

Le ossa di Ledumahadi mafube e i dettagli geografici dell'area del ritrovamento (Immagine cortesia McPhee et al)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Current Biology” descrive la scoperta di una nuova specie di dinosauro gigante in Sud Africa. Chiamato Ledumahadi mafube dal team che l’ha esaminato, guidato dal Professor Jonah Choiniere, era un sauropode erbivoro che aveva un peso stimato attorno alle 12 tonnellate per un’altezza stimata a circa quattro metri ai fianchi. Nel periodo Giurassico inferiore in cui visse era il più grande animale del mondo sulla terraferma.

Concetto artistico di mesosauro nel suo ambiente (Immagine cortesia Roman Yevseyev e Graciela Piñeiro. Tutti i diritti riservati)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Frontiers in Ecology and Evolution” descrive una ricerca sui mesosauri, i più antichi rettili di cui è conosciuto l’adattamento alla vita acquatica. Un team di ricercatori ha compiuto un’accurata analisi di una serie di fossili concludendo che le ossa degli adulti hanno somiglianze con quelle di animali terrestri e ciò suggerisce che essi fossero semi-acquatici mentre i cuccioli erano acquatici. Si tratta di un risultato ottenuto esaminando fossili di individui di varie età, un tipo di studio che può rivelare cambiamenti che avvengono con la crescita degli individui di una specie.