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Robert Patrick nel 2016

Robert Hammond Patrick Jr. è nato il 5 novembre 1958 a Marietta, in Georgia, negli USA. Dopo aver interpretato soprattutto piccoli ruoli per anni, la carriera di Robert Patrick cambiò completamente quando il regista James Cameron lo scelse per interpretare il Terminator mutaforma T-1000 nel film “Terminator 2 – Il giorno del giudizio” (“Terminator 2”) del 1991. Il film segnò anche la sua vita perché durante le riprese si sposò con la sua ragazza Barbara, con la quale ha avuto due figli.

Anche per quanto riguarda la televisione, la carriera di Robert Patrick fece notevoli progressi. Dopo aver prestato la sua voce a un personaggio della serie a cartoni animati “Le avventure di Jonny Quest” (“The Real Adventures of Jonny Quest”) tra il 1996 e il 1997 ed essere stato guest star in vari telefilm entrò nel cast di “X-Files” interpretando l’agente John Doggett nelle ultime due stagioni della serie tra il 2000 e il 2002.

Avviso. Questa recensione contiene molti spoiler sull’ottava stagione della serie “The Walking Dead”!

Il 15 aprile (il 16 aprile in Italia) è terminata la settima stagione della serie “The Walking Dead”.

L’ottava stagione è stata prodotta e trasmessa con il formato ormai diventato usuale: 16 episodi dei quali 8 sono stati trasmessi tra ottobre e dicembre 2017 e gli altri 8 tra febbraio e aprile 2017. Il calo di audience che si era visto nella settima stagione si è decisamente accentuato, tanto che, se non consideriamo chi registra gli episodi, rispetto ai record della sesta stagione l’audience si è praticamente dimezzata.

L’anno scorso quel calo poteva essere un segno che molti spettatori si stavano stufando della serie. Quest’anno è un chiaro segnale che qualcosa davvero non va più. Si tratta del calo di qualità? Della delusione per lo sviluppo degli ultimi archi narrativi rispetto alle premesse? Di una combinazione di entrambi?

La settima stagione di “The Walking Dead” era finita con uno scontro del gruppo di Alexandria, Hilltop e del Regno, con i Salvatori di Negan. Com’era chiaro fin da subito, si è trattato solo dell’inizio di un arco narrativo che ha occupato tutta l’ottava stagione in cui è stata sviluppata la guerra tra le due fazioni.

Dan Simmons è nato il 4 aprile del 1948 a Peoria, nell’Illinois, negli USA. Fin dall’inizio della sua carriera Dan Simmons ha scritto opere di vari generi letterari mischiandone gli elementi. Notevoli legami con la letteratura classica sono presenti nel suo romanzo di fantascienza “Hyperion” (“Hyperion”) del 1989, il primo dei Canti di Hyperion composto anche dai romanzi “La caduta di Hyperion” (“The Fall of Hyperion”) del 1990, “Endymion” (“Endymion”) del 1996 e “Il risveglio di Endymion” (“The Rise of Endymion”) del 1997 e dal romanzo breve “Gli orfani di Helix” (“Orphans of the Helix”) del 1999.

Dan Simmons ha scritto anche molte altre opere di successo. La commistione di generi spesso rende difficile e limitativo etichettare le opere di Dan Simmons. “La scomparsa dell’Erebus” (“The Terror”) del 2007 è un dramma storico basato su eventi reali ma l’autore vi inserisce elementi fantasy / horror. Poche settimane fa è iniziata una serie televisiva che adatta il romanzo.

Stephen King nel 2007

Stephen Edwin King è nato il 21 settembre 1947 a Portland, nel Maine, negli USA.

Nel 1974 Stephen King pubblicò il suo primo romanzo, “Carrie”, che ebbe scarso successo con solo 13.000 copie vendute nell’edizione rilegata salvo poi superare il milione di copie vendute nel primo anno nella versione tascabile. Il romanzo venne adattato per il cinema per la prima volta già nel 1976, ebbe una sorta di seguito nel 1999 e due ulteriori adattamenti, uno nel 2002 e uno nel 2013.

Il 19 giugno 1999 Stephen King rimase gravemente ferito dopo essere stato investito da un minivan. Lo scrittore fu costretto a limitare per qualche tempo la sua attività ma negli anni riuscì comunque a pubblicare vari romanzi riprendendo anche “Blaze”, scritto negli anni ’70 ma rimasto a lungo inedito, che venne pubblicato con lo pseudonimo Richard Bachman nel 2007.

Negli ultimi anni Stephen King ha ripreso a scrivere con costanza, ad esempio la Trilogia di Mr. Mercedes. Nella prima fase della sua carriera è stato snobbato ma nel corso del tempo anche i critici si sono convinti del valore letterario delle opere di Stephen King, che oggi è considerato molto più che il re dell’horror ma un grande scrittore a prescindere dal genere.

Avviso. Questa recensione contiene molti spoiler sulla settima stagione della serie “The Walking Dead”!

Il 2 aprile (il 3 aprile in Italia) è terminata la settima stagione della serie “The Walking Dead”.

La settima stagione è stata prodotta e trasmessa con il formato ormai diventato usuale: 16 episodi dei quali 8 sono stati trasmessi tra ottobre e dicembre 2016 e gli altri 8 tra febbraio e aprile 2017. Per la prima volta c’è stato un vero calo di audience dopo il picco del primo episodio e ciò potrebbe essere un segno che molti spettatori si stanno stufando della serie

La sesta stagione di “The Walking Dead” era finita con la sconfitta del gruppo di Alexandria per mano di Negan e dei suoi Salvatori. Il “cliffhanger” aveva lasciato gli spettatori a chiedersi chi sarebbe stato ucciso da Lucille, la mazza da baseball avvolta nel filo spinato che Negan si porta appresso.

Il primo episodio della settima stagione è uno dei più drammatici di tutta la serie e comincia con la morte di Abraham e Glenn. Daryl, per aver osato tentare di ribellarsi, viene portato via. Rick è costretto a diventare lo schiavetto di Negan per evitare che ci siano altre vittime, a cominciare da Carl.