Riccardo Giacconi riceve la National Medal of Science

Ci ha lasciato nella giornata di domenica 9 dicembre Riccardo Giacconi, padre dell’astronomia a raggi X e premio Nobel per la fisica nel 2002 per i suoi contributi in quel campo. Nel 1962 Riccardo Giacconi scoprì la prima sorgente extraterrestre di raggi X, chiamata Scorpius X-1. Nel 1970 curò il lancio del satellite Uhuru della NASA, il primo specializzato nell’astronomia a raggi X, seguito nel corso dei decenni successivi da stelliti sempre più sofisticati come l’Einstein Observatory (HEAO-2) nel 1978, progettato mentre Giacconi era direttore dell’Harvard Smithsonian Center for Astrophysics, fino all’osservatorio per i raggi X Chandra della NASA nel 1999.

L'Imperatrice del Sole di Ian McDonald

Il romanzo “L’Imperatrice del Sole” (“Empress of the Sun”) di Ian McDonald è stato pubblicato per la prima volta nel 2014. È il terzo libro della serie Everness e segue “Pianeta parallelo”. In Italia è stato pubblicato da Mondadori nel n. 1661 di Urania nella traduzione di Annarita Guarnieri.

Dopo un salto in un altro universo, l’aeronave Everness viene seriamente danneggiata immediatamente dopo un arrivo molto più complesso del previsto. Everett Singh cerca di capire cosa sia andato male visto che i suoi calcoli sembravano corretti e ben presto si rende conto che lui e i suoi compagni di viaggio non sono finiti su un’altra Terra bensì su un Mondo Disco costruito dalle Jiju, potentissime e ferocissime discendenti dei dinosauri. L’Imperatrice del Sole, la sovrana di una delle fazioni Jiju, vorrebbe l’Infundibulum.

Charlotte Villiers è consapevole che recuperare l’Infundibulum non è più solo una questione di potere personale bensì di sicurezza per gli esseri umani di tutte le Terre perché non avrebbero modo di difendersi dalle Jiju se riuscissero a trovare il modo di saltare in universi paralleli. Nel frattempo, Everett M Singh fatica a fingere di essere il suo doppelganger a causa delle difficoltà nel celare le sue capacità fisiche sovrumane e delle conseguenze delle sue scelte alla fine di “Pianeta parallelo”.

Lo stenotterigio era un rettile marino del Giurassico che secondo una ricerca era a sangue caldo

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” riporta un’analisi molecolare e microstrutturale di un fossile di stenotterigio, un rettile marino che apparteneva all’ordine degli ittiosauri e visse circa 180 milioni di anni fa. Un team di ricercatori ha esaminato un fossile trovato nel giacimento di Holzmaden, in Germania, di cui anche vari tessuti molli si erano fossilizzati. Ciò ha permesso di trovare tracce chimiche coerenti con tessuto adiposo analogo al grasso di balena e di altri mammiferi acquatici o semi-acquatici, tutte specie a sangue caldo. La conclusione è che anche lo stenotterigio fosse a sangue caldo.

Luce nera di Ken MacLeod

Il romanzo “Luce nera” (“Dark Light”) di Ken MacLeod è stato pubblicato per la prima volta nel 2002. È il secondo libro della trilogia delle Macchine della Luce e segue “La fortezza dei cosmonauti”. In Italia è stato pubblicato da Mondadori nel n. 1545 di “Urania” e nel n. 191 di “Urania Collezione” nella traduzione di Marcello Iatosti.

Quando l’astronave Bright Star arriva sul pianeta Croatan, le conseguenze sono immediate. Il fatto che sia stata pilotata da esseri umani e non da kraken costituisce per molti abitanti una bestemmia contro gli dei. Le autorità sequestrano la Bright Star e per Matt Cairns, il suo discendente Gregor, Lydia de Tenebre e Salasso c’è anche il problema di capire le leggi e le usanze locali.

Il pianeta Croatan fa parte della Seconda Sfera, un gruppo di sistemi stellari abitati da varie specie senzienti. È la volontà degli dei e l’idea che Matt Cairns e i suoi compagni di viaggio vadano contro di essa costituisce per loro un grosso problema ma loro vogliono parlare direttamente con uno degli dei per avere risposte chiare.

Forse l'inosina fu uno dei componenti delle prime forme di vita sulla Terra

Un articolo pubblicato sulla rivista “Proceedings of the National Academy of Sciences” descrive uno studio sui possibili precursori dell’RNA. Un team di biologi della Harvard University guidato dal premio Nobel Jack Szostak sta cercando di ricostruire i vari passaggi che hanno portato alla nascita della vita con esperimenti di laboratorio e un risultato interessante è arrivato dall’uso dell’inosina come surrogato della guanina, una delle basi dell’RNA e anche del DNA.