Massimo Luciani

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Una nuova ricerca sui microfossili di Strelley Pool conferma che sono tra le più antiche tracce di forme di vita

Un articolo pubblicato sulla rivista “Geochemical Perspectives Letters” descrive una nuova ricerca sui microfossili della formazione di Strelley Pool, nell’Australia occidentale, datati 3,4 miliardi di anni fa. Un team di ricercatori guidato dal dottor Julien Alleon dell’IMPMC francese e del MIT americano ha fornito prove che i residui chimici degli antichi microfossili corrispondono a quelli di fossili di batteri più recenti. Si tratta di una conferma dell’origine biologica di quelle formazioni, da anni al centro di discussioni.

Modello 3D del teschio di Caelestiventus hanseni (Immagine cortesia Nate Edwards / Brigham Young University)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Ecology and Evolution” descrive la scoperta di uno pterosauro che visse nell’odierno Utah circa 210 milioni di anni fa. Chiamato Caelestiventus hanseni, è stato studiato da un team di ricercatori grazie a una TAC che ha permesso di creare un modello tridimensionale dell’unico esemplare nell’arenaria della formazione in cui è stato trovato. Si tratta di uno dei più antichi pterosauri conosciuti e ciò permetterà di capire meglio l’origine e l’evoluzione di quel gruppo di rettili.

Strumenti trovati a Saffaqah (Immagine cortesia Shipton et al.)

Un articolo pubblicato sulla rivista “PLOS ONE” descrive una ricerca su una popolazione di Homo erectus che sostiene che la loro estinzione sia stata dovuta in parte a causa della loro pigrizia. Un team coordinato dalla Australian National University (ANU) ha compiuto scavi nella località di Saffaqah, vicino a Dawadmi, nell’Arabia Saudita centrale, ha esaminato resti appartenenti alla Cultura acheuleana del paleolitico inferiore concludendo che nella raccolta di risorse e nella produzione di strumenti gli Homo erectus locali usavano strategie del minimo sforzo con una scarsa capacità di adattamento che potrebbe essere stata fatale a lungo termine.

Entangled Earth di David Lea

Il romanzo “Entangled Earth” di David Lea è stato pubblicato per la prima volta nel 2018. È inedito in Italia.

Mia Green è a Parigi per un convegno di fisica e assieme all’amica Celeste ha colto l’occasione per visitare la torre Eiffel quando succede qualcosa di catastrofico e incomprensibile. Sembra quasi che proiettili enormi e invisibili abbiano colpito la torre e tra le conseguenze c’è la morte di molti visitatori tra cui la povera Celeste. Assieme a Bruce, un altro sopravvissuto, riesce a lasciare la torre per cercare Abraham Lane, un professore anche lui a Parigi per il convegno affrontando una strana situazione in cui la catastrofe sembra aver colpito la città e ci si può imbattere in ostacoli invisibili.

Quando finalmente Mia riesce a trovare Abraham, lui le mostra la registrazione di un esperimento tenuto a Cambridge che stava guardando al PC in cui un tentativo di creare un collegamento con un universo parallelo è andato malissimo con la conseguenza che un’altra Terra intera ha cominciato a interagire con la loro portando distruzione. Gli autori dell’esperimento non sono riusciti a fermarlo e qualcuno deve farlo al più presto perché le interazioni dell’altra Terra diventeranno sepre più distruttive.

Fossile di Stromatoveris psygmoglena (Foto cortesia J. Hoyal Cuthill)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Paleontology” descrive uno studio comparato di vari organismi della cosiddetta fauna di Ediacara con quello chiamato Stromatoveris psygmoglena. Jennifer F. Hoyal Cuthill del Tokyo Institute of Technology e dell’Università britannica di Cambridge e Jian Han della Northwest University di Xi’an, in Cina, hanno analizzato oltre 200 fossili di esemplari di questa specie risalenti a circa 518 milioni di anni fa. Un confronto con altri organismi che vissero più tardi suggeriscono che fossero tutti animali che formavano un loro gruppo, che è stato chiamato Petalonamae.