Doctor Who – L’Algoritmo della morte

Ruby Sunday (Millie Gibson) e il Quindicesimo Dottore (Ncuti Gatwa) ne L'Algoritmo della morte (Immagine cortesia BBC / Disney+)
Ruby Sunday (Millie Gibson) e il Quindicesimo Dottore (Ncuti Gatwa) ne L’Algoritmo della morte (Immagine cortesia BBC / Disney+)

“L’Algoritmo della morte” (“Boom”) è il quarto episodio della quattordicesima stagione della nuova serie di “Doctor Who”, indicata anche come prima stagione, e segue “Maestro“. È disponibile nel Regno Unito e in Irlanda sui canali BBC e in molte altre nazioni sulla piattaforma Disney+.

N.B. In varie pubblicità e iniziative di marketing, questa stagione è promossa come la prima, segnando l’inizio della produzione da parte di Bad Wolf e della distribuzione da parte di Disney+, da cui la doppia notazione. Sul sito web della BBC “L’algoritmo della morte” è indicato come episodio 3 di 8 ma Disney+ lo indica come quarto episodio.

Nota. Quest’articolo contiene alcuni spoiler su “L’Algoritmo della morte”.

Il Tardis porta il Quindicesimo Dottore (Ncuti Gatwa) e Ruby Sunday (Millie Gibson) sul pianeta Kastarion 3, dove i soldati della Chiesa stanno combattendo contro nemici che non riescono neppure a vedere. Quando il Dottore mette un piede su una mina prodotta dalla Villengard Corporation che usa le sue vittime come esplosivo, non è solo la sua vita a essere in grave pericolo perché lui è un Time Lord ed esplodendo causerebbe distruzione in buona parte del pianeta.

Moffat! Per un po’ tutti avevano negato ma alla fine è stato rivelato il ritorno di Steven Moffat in “Doctor Who” come sceneggiatore. Il suo primo episodio racconta una brutale storia di guerra in cui riprende alcuni elementi del passato, a cominciare dalla Chiesa come organizzazione militare, mettendo in primo piano l’economia di guerra che è più importante degli umani coinvolti in essa.

Si potrebbero fare mille considerazioni sugli interessi economici dietro le guerre, anche solo commentando le notizie più recenti sugli utili dei produttori di armi ottenuti negli ultimi anni. Queste aziende hanno tutto l’interesse ad avere guerre e che esse continuino indefinitamente. Su Kastarion 3, la guerra è davvero una questione di soldi e ciò viene mostrato brutalmente sulla pelle dei soldati.

Steven Moffat sottolinea il cinismo assoluto che c’è dietro l’economia di guerra attraverso le operazioni condotte dalle ambulanze guidate da intelligenze artificiali. Tra le altre cose, sono programmate per offrire pensieri e preghiere, una formula usata anche dai produttori di armi in occasione di sparatorie nelle scuole americane.

Su Kastarion 3, la guerra fa molte vittime anche se i soldati della Chiesa non riescono neppure a vedere il loro nemico. Hanno la fede e ciò è sufficiente a continuare a combattere. Quando il Dottore suggerisce di arrendersi come soluzione, scopre che solo il Vescovo può ordinare la resa. Sostituite Vescovo con altri termini relativi a gerarchie religiose e la situazione può ricordare altre guerre.

È un episodio brutale ma alla fine offre anche qualche speranza. Tutto sommato, basterebbe ricordarsi di essere umani e dei propri sentimenti per evitare tanti problemi. Forse anche prevedendo le critiche di qualche credente che si sente offeso, nel finale c’è anche una visione un po’ ammorbidita della fede.

Da un punto di vista soggettivo, “L’Algoritmo della morte” mostra perché preferisco Steven Moffat a Russell T Davies, anche quando non ci sono di mezzo conseguenze di viaggi nel tempo. Questo è di gran lunga l’episodio che mi è piaciuto maggiormente da parecchio tempo. Il collegamento con il resto della stagione con la neve, che non c’è mai su Kastarion 3, è solo un momento ma ci ricorda che abbiamo ancora qualcosa da scoprire su Ruby Sunday e c’è Susan Twist come volto delle ambulanze.

Le ambulanze ne L'Algoritmo della morte (Immagine cortesia BBC / Disney+)
Le ambulanze ne L’Algoritmo della morte (Immagine cortesia BBC / Disney+)

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