Paleontologia

Teschi di di Atopodentatus unicus trovati nel 2016 (Immagine W. Gao, Institute of Vertebrate Paleontology and Paleoanthropology)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science Advances” descrive l’analisi dei fossili di Atopodentatus unicus, un rettile vissuto attorno alla metà del periodo Triassico, tra 247 e 242 milioni di anni fa. Recenti ritrovamenti di due teschi fossili hanno costretto i paleontologi a ripensare l’idea che si erano fatti di quest’animale e ora ritengono che si tratti del più antico rettile marino erbivoro scoperto finora.

Cranio di Sarmientosaurus musacchioi (A, C) con disegno interpretativo (B) (Immagine Rubén D. F. Martínez ,Matthew C. Lamanna,Fernando E. Novas,Ryan C. Ridgely,Gabriel A. Casal,Javier E. Martínez,Javier R. Vita,Lawrence M. Witmer et al.)

Un articolo pubblicato sulla rivista “PLoS ONE” descrive l’analisi del teschio fossile di un dinosauro sauropode scoperto in Patagonia, in Argentina. Chiamato Sarmientosaurus musacchioi, era un titanosauro, il gruppo a cui appartenevano i più grandi dinosauri mai vissuti. Un team guidato da Rubén Martínez del Laboratorio de Paleovertebrados della Universidad Nacional de la Patagonia San Juan Bosco (UNPSJB) ha scoperto che aveva sensi sviluppati.

Mappa della grande migrazione dall'Europa (Immagine cortesia Alex Dunhill, Università di Leeds)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Journal of Biogeography” descrive una ricerca che ha portato a ricreare un possibile quadro delle migrazioni dei dinosauri durante l’era Mesozoica concludendo che ce ne fu in particolare una molto importante dall’odierna Europa nel Cretaceo, tra 146 e 100 milioni di anni fa. Questi risultati sono stati ottenuti applicando per la prima volta la teoria delle reti alla paleontologia.

Un articolo pubblicato sulla rivista “Current Biology” descriva una ricerca sui motivi della sopravvivenza degli uccelli primitivi alla grande estinzione che colpì i dinosauri. Secondo un team diretto da Derek Larson, un paleontologo del Philip J. Currie Dinosaur Museum nell’Alberta, in Canada, alla fine del Cretaceo le condizioni divennero tali che i dinosauri alati e uccelli carnivori si estinsero mentre gli antenati dei moderni uccelli che si nutrivano di semi sopravvissero.

Scheletri della testa di razze e squali con appendici di archi branchiali in rosso (Immagine Andrew Gillis)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Development” descrive una ricerca genetica che suggerisce che gli arti dei tetrapodi, e di conseguenza anche quelli degli esseri umani, potrebbero essersi evoluti a partire dalle branchie di pesci cartilaginei come gli squali e le razze. Una nuova analisi mostra la condivisione di un programma genetico tra quelle branchie e gli arti umani trovando le possibili prove a una teoria che era stata scartata oltre un secolo fa.