Paleontologia

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive una ricerca che conferma che l’antichissimo animale conosciuto comunemente come “mostro di Tully” era un vertebrato. A decenni di distanza dalla scoperta dei primi fossili di Tullimonstrum gregarium, questo è il suo nome scientifico, e una serie di ipotesi sulla sua classificazione, questa ricerca è la seconda in poche settimane pubblicata su “Nature” a raggiungere le stesse conclusioni.

Ricostruzione dell'Aquilonifer spinosus (Immagine Derek Briggs)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Proceedings of the National Academy of Sciences” descrive la scoperta di un artropode vissuto circa 430 milioni di anni fa. È stato chiamato Aquilonifer spinosus ispirandosi al film “Il cacciatore di aquiloni” perché trasportava i suoi piccoli attaccati al proprio corpo come se fossero minuscoli aquiloni.

Varie viste dalle scansioni dell'Idmonarachne brasieri (Immagine Russell J. Garwood et al.)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Proceedings of the Royal Society B: Biological Sciences” descrive la scoperta di un fossile di un aracnide risalente a circa 305 milioni di anni fa. Chiamato Idmonarachne brasieri, esso mostra similitudini con i moderni ragni e il suo esame potrebbe fornire molte informazioni sull’evoluzione di questi animali, conosciuta in maniera limitata a causa della scarsità di fossili dei loro antenati.

Un articolo pubblicato sulla rivista “Royal Society Open Science” descrive una ricerca che offre una spiegazione all’evoluzione dei dinosauri sauropodi, quelli diventati i più grandi tra tutti come i celebri brontosauri. Un team di paleontologi guidato dal dottor Karl Bates dell’Università di Liverpool ha sviluppato modelli informatici dei loro corpi per esaminare l’evoluzione delle loro forme.

Da a ad h fossili di Chinggiskhaania bifurcata, i e j sono fossili di Zuunartsphyton delicatum (Immagine Stephen Dornbos et al.)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Scientific Reports” descrive la scoperta di due specie di alghe datate oltre 555 milioni di anni fa, nel periodo conosciuto come Ediacarano. Si tratta di alcune delle più antiche forme di vita multicellulare trovate e i loro fossili sono molto rari perché quegli organismi molli difficilmente si conservano. Per questo motivo ogni nuovo ritrovamento offre nuove informazioni sullo sviluppo degli organismi multicellulari.