Il Bustingorrytitan shiva era un titanosauro che visse 95 milioni di anni fa nell’odierna Argentina

ossa della zampa anteriore di uno degli esemplari di Bustingorrytitan shiva scoperti.
Un articolo pubblicato sulla rivista “Acta Palaeontologica Polonica” riporta l’identificazione di una specie di titanosauro che visse circa 95 milioni di anni fa, nel periodo Cretaceo, nell’odierna Argentina ed è stata chiamata Bustingorrytitan shiva. María Edith Simón e Leonardo Salgado hanno esaminato gli scheletri parziali di quattro esemplari scoperti nel villaggio di Villa El Chocón, nella provincia Neuquén in Patagonia. Quest’area dell’Argentina ospitava diverse specie di titanosauri, i più grandi animali ad aver vissuto sulla terraferma.

L’immagine (Cortesia María Edith Simón e Leonardo Salgado) mostra le ossa della zampa anteriore di uno degli esemplari di Bustingorrytitan shiva scoperti.

Negli ultimi decenni, diversi titanosauri sono stati scoperti in Patagonia. Nell’agosto 2017, un articolo pubblicato sulla rivista “Proceedings of the Royal Society B” descriveva lo studio di quello che secondo le stime degli autori era il più massiccio titanosauro scoperto finora, chiamato Patagotitan mayorum. Stime successive hanno indicato un peso tra le 55 e le 57 tonnellate contro le 69 iniziali e le discussioni sono ancora in corso. Ora questo nuovo studio propone un altro candidato ad avvicinarsi a quelli che potrebbero essere i limiti massimi possibili per questi dinosauri.

María Edith Simón e Leonardo Salgado hanno attribuito il Bustingorrytitan shiva al gruppo Lithostrotia, anch’esso al centro di discussioni perché è difficile definire con ragionevole certezza le parentele tra le varie specie di titanosauri. A volte il termine Lithostrotia è stato usato come sinonimo di Titanosauria, complicando la questione. Il problema è sempre nella limitata disponibilità di fossili, con la conseguenza che ogni nuova scoperta può rimettere in discussione definizioni e strutture di vari gruppi tassonomici.

Secondo i due ricercatori, il Bustingorrytitan shiva poteva raggiungere un peso di circa 67 tonnellate e ciò lo renderebbe uno dei più massicci scoperti. Tuttavia, si tratta di una stima ancora piuttosto approssimativa a causa dell’incompletezza degli scheletri, che aggiungono incertezze. Per questo motivo, successivi studi potrebbero fornire una stima ben diversa.

I dubbi sul peso del Bustingorrytitan shiva potrebbero significare che in realtà questo dinosauro non era così colossale, proprio come sembra essere successo con il Patagotitan mayorum. Va detto che nuove stime potrebbero indicare che il Bustingorrytitan shiva fosse perfino più massiccio di quanto stimato inizialmente.

La scoperta del Bustingorrytitan shiva offre nuove informazioni sui titanosauri che vissero nell’odierna Patagonia meridionale durante il periodo Cretaceo. I fossili di questa specie sono stati trovati nella stessa area di altri due titanosauri: l’Argentinosaurus huinculensis e il Chucarosaurus diripienda. Le differenze rilevate tra queste specie indicano che diversi gruppi vissero nella stessa area nello stesso periodo. Ciò mostra una diversificazione notevole pensando anche a specie meno colossali di dinosauri imparentati con i titanosauri conosciuti.

La scoperta di vari titanosauri non strettamente imparentati indica che il livello di gigantismo presente nel Bustingorrytitan shiva emerse in modo indipendente in gruppi separati di dinosauri sauropodi. Il fatto che diverse specie di titanosauri siano emerse nell’odierna Patagonia meridionale suggerisce che vi fossero condizioni ambientali che favorirono la crescita nella stazza di vari dinosauri sauropodi. Gli studi continuano per ricostruire l’ecosistema in cui vissero e l’evoluzione di questi colossali animali.

Ricostruzione artistica del Bustingorrytitan shiva (Immagine UnexpectedDinoLesson)
Ricostruzione artistica del Bustingorrytitan shiva (Immagine UnexpectedDinoLesson)

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