Il Simoniteuthis michaelyi era un calamaro vampiro che visse nel Giurassico

Viste del fossile di Simoniteuthis michaelyi
Un articolo pubblicato sulla rivista “Swiss Journal of Palaeontology” riporta l’identificazione di una nuova specie di cosiddetto calamaro vampiro che visse circa 183 milioni di anni fa, nel periodo Giurassico inferiore, ed è stata chiamata Simoniteuthis michaelyi. Robert Weis, Ben Thuy e Dirk Fuchs hanno esaminato un fossile attribuito all’ordine dei vampiromorfi (Vampyromorpha o Vampyromorphida) trovati in un sito di scavi a Bascharage, in Lussemburgo, nel 2022. Si tratta di un singolo esemplare che morì mentre si stava nutrendo di due piccoli pesci ed è molto ben conservato, al punto che perfino i tessuti molli si sono fossilizzati.

L’immagine (Cortesia Fuchs, D., Weis, R. & Thuy, B. / Swiss J Palaeontol 143, 6 (2024)) mostra alcune viste del fossile di Simoniteuthis michaelyi di cui alcune ravvicinate (C, D, F), alcune con l’esposizione alla luce ultravioletta (D e G) e un disegno del fossile (B).

Oggi gli unici vampiromorfi esistenti sono quelli della specie Vampyroteuthis infernalis ma molte specie estinte sono state identificate nel corso degli anni. Questi molluschi cefalopodi sono chiamati comunemente calamari vampiri ma in realtà sono imparentati più strettamente con i polpi, da cui differiscono in vari modi, il più evidente nella membrana che unisce i loro otto tentacoli.

Il Vampyroteuthis infernalis vive a grandi profondità ma la nuova specie scoperta vivesse in acque poco profonde in quello che oggi è il cuore dell’Europa e nel Giurassico era in parte coperto dalle acque con qualche isola qua e là. Vari depositi di fossili in Lussemburgo sono conosciuti da tempo e in questo caso il fossile è stato scoperto vicino alla città di Bascharage.

Secondo i ricercatori che hanno studiato il calamaro vampiro che hanno chiamato Simoniteuthis michaelyi, la sua eccellente conservazione è dovuta a condizioni uniche esistenti quando l’esemplare è morto. Le acque sul fondo del mare in cui si era avventurato contenevano poco ossigeno e ciò ha evitato che venisse divorato prima di essere sepolto intatto nel fondo marino. Ciò ha permesso che un processo di fossilizzazione riguardasse anche i tessuti molli, con la conseguenza che l’esemplare è giunto intero fino a oggi.

Secondo la ricostruzione dei ricercatori, l’esemplare di Simoniteuthis michaelyi stava cacciando pesci ma, dopo averne catturati due che sono stati fossilizzati assieme ad esso, è sceso troppo verso il fondo del mare. Si trattava di un’area in cui, a causa della scarsa quantità di ossigeno, questo calamaro vampiro è soffocato. In passato, sono stati trovati fossili di due calamari vampiri morti in circostanze ritenute simili mentre lottavano tra di loro e descritti in un articolo pubblicato nel marzo 2021, anch’esso sulla rivista “Swiss Journal of Palaeontology”.

La scoperta di un esemplare conservato in modo così eccezionale fornisce nuove informazioni sui vampiromorfi. I fossili esistenti hanno già portato a una classificazione complessa all’interno di quest’ordine tassonomico ma non sempre il loro stato di conservazione permette di capire con precisione le varie parentele. Per questo motivo, i ricercatori hanno espresso dubbi sull’attribuzione del Simoniteuthis michaelyi a una famiglia di vampiromorfi proponendo le famiglie Loligosepiidae e Geopeltidae. È un problema comune nel campo della paleontologia che in molti casi richiede nuovi ritrovamenti di fossili per avere una soluzione.

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