Ancillary Sword – La stazione di Athoek di Ann Leckie

Ancillary Sword - La stazione di Athoek di Ann Leckie
Ancillary Sword – La stazione di Athoek di Ann Leckie

Il romanzo “Ancillary Sword – La stazione di Athoek” (“Ancillary Sword”) di Ann Leckie è stato pubblicato per la prima volta nel 2014. È il secondo libro della serie Imperial Radch e segue “Ancillary Justice – La vendetta di Breq“. Ha vinto i premi BSFA e Locus come miglior romanzo dell’anno. In Italia è stato pubblicato da Fanucci in “Collezione Fantasy” nella traduzione di Matteo Diari e da Mondadori nel n. 16 di “Urania Jumbo” nella traduzione di Francesca Mastruzzo.

Breq è stata nominata Ammiraglio da Anaander Mianaai, il Signore del Radch, o meglio da una parte di lei dato che la sua personalità si è frammentata in molti corpi. Messa a capo di una flotta di astronavi, a Breq viene ordinato di recarsi alla stazione di Athoek, dove deve proteggere il sistema vicino da possibili attacchi che potrebbero arrivare da un’altra fazione del Signore del Radch o da potenze esterne.

Il sistema vicino alla stazione di Athoek e la stazione stessa fanno parte dell’impero Radchaai da secoli ma Breq vi trova ancora problemi che sono conseguenze della sua annessione. Lì vive anche la sorella del tenente Awn, a cui fa un’offerta che sente di doverle. La presenza di Breq non è gradita da qualcuno ma non è facile capire da quale parte possano arrivare i pericoli.

L’acclamato romanzo “Ancillary Justice – La vendetta di Breq” aveva offerto un ritratto ben costruito di un impero e personaggi interessanti, a partire da Breq. L’idea di astronavi guidate da intelligenze artificiali che controllano corpi umani chiamati ancelle era interessante e usata bene dato che Breq stessa è stata un’ancella. Nella lingua Radchaai non ci sono distinzioni di genere perciò quando Breq racconta in prima persona la sua storia, in inglese viene sempre usato il pronome femminile per tutti i personaggi. Nota. Ho letto la traduzione nell’edizione Fanucci, dove vengono usati sia il pronome maschile che quello femminile.

Anche la personalità di Anaander Mianaai, il Signore del Radch, è divisa in più corpi, una scelta che dovrebbe permettergli di gestire in modo più efficiente il suo impero ma che ha finito per portare a una sorta di schizofrenia. Breq si è alleata con la sua parte più pacifica ed è stata inviata in un avamposto imperiale come Ammiraglio ed è attorno alla stazione di Athoek che si svolge la maggior parte della storia.

Per molti versi, “Ancillary Sword – La stazione di Athoek” è più semplice di “Ancillary Justice – La vendetta di Breq” ma richiede di aver letto il primo romanzo. All’inizio della trilogia, il lettore ha imparato a conoscere Breq e la sua complessa storia personale ricevendo allo stesso tempo molte informazioni sull’impero Radchaai. Il secondo romanzo è anche più lineare nello sviluppo della storia e le complicazioni arrivano dagli intrighi che Breq trova sulla stazione di Athoek. La presenza di un traduttore Presger permette di fornire qualche altra informazione su questa potenza esterna e sui suoi rapporti con il Radch.

Il mio problema con “Ancillary Sword – La stazione di Athoek” è che sembra più un insieme di storie legate alla stazione di Athoek che un romanzo con una forte trama. A volte la storia sembra quasi una scusa usata da Ann Leckie per sviluppare i temi principali del romanzo. In alcune occasioni l’impressione è che semplicemente Breq si imbatta per caso in situazioni in cui ritiene di dover intervenire. Le varie parti possono essere interessanti per i temi affrontati e ci sono vari colpi di scena ma non sembrano ben mescolate come nel primo romanzo.

“Ancillary Sword – La stazione di Athoek” è forse ancor più basato sui personaggi rispetto a “Ancillary Justice – La vendetta di Breq” e Ann Leckie li usa per sviluppare alcuni temi. Più ancora che nel primo romanzo l’autrice sembra essersi ispirata all’impero britannico e la centralità del tè è solo la parte più superficiale. Il Radch è un impero coloniale e questo si nota molto nella stazione di Athoek, dove ci sono ancora differenze di trattamento tra varie etnie secoli dopo l’annessione. Breq cerca di intervenire, anche a costo di inimicarsi le autorità locali, finendo immischiata in vari intrighi.

Complessivamente, “Ancillary Sword – La stazione di Athoek” ha secondo me più pregi che difetti. È molto diverso da “Ancillary Justice – La vendetta di Breq” ed è interessante soprattutto per alcuni temi importanti che vengono sviluppati. Per questo motivo, credo che valga la pena di leggerlo.

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