Ancillary Mercy di Ann Leckie

Ancillary Mercy di Ann Leckie
Ancillary Mercy di Ann Leckie

Il romanzo “Ancillary Mercy” (“Ancillary Mercy”) di Ann Leckie è stato pubblicato per la prima volta nel 2015. È il terzo libro della serie Imperial Radch e segue “Ancillary Sword – La stazione di Athoek“. Ha vinto il premio Locus come miglior romanzo dell’anno. In Italia è stato pubblicato da Mondadori all’interno del volume “Ancillary. Trilogia Imperial Radch” e nel n. 20 di “Urania Jumbo” nella traduzione di Francesca Mastruzzo.

La situazione sembra stabile nella stazione spaziale di Athoek ma Breq sa che le cose possono cambiare rapidamente. Il primo imprevisto arriva proprio dall’interno della stazione con il ritrovamento di quella che sembra proprio l’ancella di un’astronave che si era nascosta ben oltre i confini del Radch tre millenni prima. L’arrivo del Traduttore Zeiat, un nuovo emissario dei Presger, porta nuovi rischi di instabilità.

Per Breq il vero momento di crisi arriva con la parte di Anaander Mianaai, il Signore del Radch, nemica della parte che ha inviato Breq nel sistema di Athoek. Le forze nemiche hanno una potenza di fuoco decisamente superiore ma Breq non intende lasciare in pericolo gli abitanti del sistema ed è costretta a improvvisare un piano per affrontare il Signore del Radch.

“Ancillary Mercy” continua la storia raccontata in “Ancillary Sword – La stazione di Athoek”, al punto che i due libri formano praticamente un unico grande romanzo che a sua volta si basa sugli eventi del primo libro. La conseguenza è che è necessario aver letto i primi due romanzi della trilogia Imperial Radch per capire i personaggi e la trama del terzo romanzo.

Come il romanzo precedente, “Ancillary Mercy” è molto basato sui personaggi, usati da Ann Leckie anche per sviluppare alcuni temi della trilogia. Le loro scelte offrono spunti di riflessione di quei temi e in particolare quelle di Breq sono fortemente influenzate da tutto ciò che le è successo.

L’arrivo di un nuovo emissario dei Presger, una potenza aliena che ha un trattato di pace con il Radch, offre un altro modo per affrontare il tema dell’identità. I Presger rimangono lontani e apparentemente inconoscibili e il Traduttore Zeiat è stato creato appositamente per interagire con gli umani. Nonostante ciò le comunicazioni tra lui e gli umani sono complicate.

“Ancillary Mercy” ha più o meno i pregi di “Ancillary Sword – La stazione di Athoek” e difetti diversi. Continua lo sviluppo dei temi importanti introdotti nel romanzo precedente ma gli elementi originali dell’universo narrativo creato da Ann Leckie si sono esauriti.

La crisi determinata dall’arrivo di una parte di Anaander Mianaai rende la storia per certi versi più intensa. Breq è costretta ad agire senza la possibilità di pianificare le sue azioni. Rispetto al romanzo precedente, bere tè in tante occasioni sembra diventare un rituale che la aiuta ad ancorarsi in qualche modo a un elemento di ordine.

La delusione maggiore in “Ancillary Mercy” è per me la parte del Signore del Radch che arriva nel sistema di Athoek per invaderlo. Sinceramente mi aspettavo un personaggio in grado di essere un cattivo memorabile ma la sua presenza sembra servire solo per provocare certe reazioni in Breq.

Un altro problema riguarda le parti del romanzo riguardanti Seivarden e Tisarwat, che mi sono risultate noiose perché non mi importava nulla dei loro problemi. Avrei preferito che Ann Leckie dedicasse meno spazio a Seivarden e Tisarwat per costruire un finale migliore dato che i colpi di scena dell’ultima parte del romanzo mi sono sembrati un po’ banali pensando a tutta la costruzione vista nella trilogia.

Come finale della serie Imperial Radch, “Ancillary Mercy” mi sembra riuscito solo in parte. Lascia la porta aperta a ulteriori storie ma spero che Ann Leckie continui questa serie solo se ha idee forti. Se vi è piaciuto il romanzo precedente, probabilmente apprezzerete anche questo.

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