February 2021

Schema dell'evoluzione di mani e piedi negli ominini

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science Advances” riporta uno studio delle mani dell’Ardipithecus ramidus, un ominino che visse circa 4,4 milioni di anni fa. Thomas Cody Prang, professore di antropologia alla Texas A&M University, e alcuni colleghi hanno esaminato le mani fossili dell’esemplare soprannominato Ardi, particolarmente ben conservate. Un confronto con le mani di esseri umani moderni e di scimmie ha fornito nuove informazioni sulla loro evoluzione e sul collegamento con la loro locomozione mostrando una correlazione tra l’evoluzione delle caratteristiche di mani e piedi.

Paradox Lost di George Mann

Il romanzo “Paradox Lost” di George Mann è stato pubblicato per la prima volta nel 2011. È inedito in Italia.

Il Tardis sembra improvvisamente preso dalla frenesia di raggiungere la sua destinazione. Quando si materializza, l’Undicesimo Dottore, Amy e Rory si trovano nella Londra nel 2789, dove scoprono un gruppo di persone che sta recuperando un androide dal Tamigi. Incuriosito, il Dottore riesce a farsi passare per un ispettore e a esaminare l’androide, che risulta essere antico di secoli pur essendo stato costruito usando le tecnologie più avanzate di quel periodo.

Il Dottore riesce a riattivare l’androide che, prima di esaurire tutta la sua energia residua, gli rivela di averlo atteso per oltre un millennio e lo avverte che gli Squall stanno arrivando e che la navicella temporale di Gradius ha causato un buco nel tempo. Per risolvere il mistero, il Dottore deve andare nel 1910 dove ottiene l’aiuto del professor Angelchrist mentre Amy e Rory continuano le loro indagini sulle origini dell’androide nel 2789.

Il romanzo “Dune” (“Dune”) di Frank Herbert è stato pubblicato per la prima volta nel 1965 unendo due parti pubblicate in precedenza a puntate sulla rivista “Analog”. È il primo libro della saga di Dune. Ha vinto i premi Hugo e Nebula come miglior romanzo dell’anno. In Italia è stato pubblicato dall’Editrice Nord nel n. 8 di “Cosmo Oro” e all’interno del n. 5 de “I Grandi Cicli”, da Sperling & Kupfer nel n. 1 di “Sperling Serial” e all’interno del Volume 1 di “Sperling Serial” e da Fanucci in “Fanucci Narrativa” e ne “Il ciclo di Dune”, tutti nella traduzione di Giampaolo Cossato e Sandro Sandrelli.

L’Imperatore Padishah Shaddam IV ha assegnato al Duca Leto Atreides il pianeta Arrakis, l’unico luogo nell’universo dove cresce la spezia che prolunga la vita e aumenta certi poteri mentali. Arrakis è conosciuto anche come Dune perché è un unico grande deserto e tra le creature che lo abitano ci sono enormi vermi.

Il Duca Leto Atreides prepara il trasferimento del suo casato dal pianeta Caladan ad Arrakis ma sa che il deserto e i suoi vermi sono solo alcuni dei pericoli che attendono lui, la sua concubina Jessica e il loro figlio Paul. Gli Atreides subentreranno agli Harkonnen, con i quali c’è una faida secolare, perciò il Duca sa che ad attenderlo ci saranno trappole mortali.

Illustrazione della diversità dei virus batteriofagi del microbioma intestinale umano

Un articolo pubblicato sulla rivista “Cell” riporta la scoperta di oltre 140.000 virus batteriofagi che vivono nell’intestino umano, inseriti in un nuovo database chiamato Gut Phage Database (GPD). Un team di ricercatori guidato dal dottor Luis Camarillo-Guerrero del Wellcome Sanger Institute ha analizzato oltre 28.000 campioni di microbioma intestinale raccolti in diverse parti del mondo per individuare i virus batteriofagi usando la metagenomica. Oltre metà dei virus identificati era sconosciuta finora. Questi virus attaccano i batteri perciò possono aiutare le risposte immunitarie dell’organismo.

Ricostruzione artistica del mammut delle steppe (Immagine cortesia Beth Zaiken / Centre for Palaeogenetics)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” riporta il sequenziamento di frammenti di DNA di alcuni esemplari di mammut di età anche superiore al milione di anni. Un team di ricercatori ha utilizzato tecniche avanzate di paleogenetica per estrarre DNA da tre denti scoperti negli anni ’70 del XX secolo, uno di un mammut lanoso primitivo e due assegnati alla specie da cui è discesa, chiamata mammut delle steppe. Si tratta dei genomi più antichi finora sequenziati e indicano tra le altre cose che il mammut che abitava in Nord America durante l’ultima era glaciale era un ibrido tra il mammut lanoso e mammut appartenenti a una linea genetica finora sconosciuta. Queste scoperte offrono nuove informazioni sull’evoluzione dei mammut e del loro adattamento ai climi freddi.