Ancillary Justice – La vendetta di Breq di Ann Leckie

Ancillary Justice - La vendetta di Breq di Ann Leckie (edizione britannica)
Ancillary Justice – La vendetta di Breq di Ann Leckie (edizione britannica)

Il romanzo “Ancillary Justice – La vendetta di Breq” (“Ancillary Justice”) di Ann Leckie è stato pubblicato per la prima volta nel 2013. È il primo libro della serie Imperial Radch. Ha vinto i premi Hugo, Nebula, Arthur C. Clarke, BSFA, Locus e Seiun come miglior romanzo dell’anno e il Kitschies Golden Tentacle come miglior romanzo d’esordio dell’anno. In Italia è stato pubblicato da Fanucci in “Collezione Fantasy” nella traduzione di M. Diari e da Mondadori all’interno di ANCILLARY. Trilogia Imperial Radch in “Oscar Fantascita” e nel n. 10 di “Oscar Jumbo” nella traduzione di Francesca Mastruzzo.

Breq sta portando avanti il suo piano da ormai quasi vent’anni quando si imbatte in Seivarden Vendaai, un ufficiale Radchaai che conosceva un millennio prima, riversa nella neve. Non è compito suo prendersene cura ma decide comunque di soccorrerla e finisce per portarla con sé nel suo viaggio di ritorno nel Radch coinvolgendola nella sua ricerca di giustizia.

L’astronave Justice of Toren fa parte della flotta Radch in orbita attorno al pianeta Shis’urna nel corso delle operazioni connesse alla sua annessione all’impero Radchaai. C’è una resistenza locale solo di nome ma Anaander Mianaai, il Signore del Radch, sta portando avanti uno scontro di potere con se stessa con la conseguenza che molti membri della flotta, sia umani che astronavi con le loro ancelle, vengono prese in mezzo ad esso.

Ann Leckie ha utilizzato per “Ancillary Justice – La vendetta di Breq” vari elementi di space opera a volte molto classici. C’è un impero chiamato Radch che da millenni continua a espandersi grazie a una flotta di astronavi guidate da intelligenze artificiali che controllano corpi umani chiamati ancelle. In realtà il romanzo è ambientato soprattutto su pianeti ma la differenza rispetto alle normali space opera è in uno sviluppo quasi opposto a quello tipico di questo sottogenere.

Trovando elementi di space opera in un romanzo ci si aspetta che vi sia molta azione con un taglio avventuroso ma in “Ancillary Justice – La vendetta di Breq” anche la occasionale presenza di momenti di quel tipo serve a sviluppare una trama che generalmente è introspettiva e concentrata su altri elementi narrativi. Ann Leckie usa il viaggio che Breq compie per tornare nel Radch per offrirci una notevole quantità di informazioni sulla cultura di quell’impero e non solo, che va dalle lingue alle religioni di diversi popoli.

La lingua è un elemento fondamentale nella serie perché i Radchaai non fanno distinzioni di genere perciò quando Breq racconta in prima persona la sua storia, in inglese viene sempre usato il pronome femminile per tutti i personaggi (in italiano vengono usati sia il pronome maschile che quello femminile). Un altro elemento fondamentale è che Breq è un’ancella, nata umana ma non considerata tale perché è stata integrata in un’astronave Radch dove un’intelligenza artificiale controlla molte di ancelle.

Cosa vi sia dietro al fatto che Breq è l’unico corpo rimasto di un’astronave è uno dei punti fondamentali del romanzo, raccontato in diverse linee temporali in cui in parallelo vengono narrati il viaggio di Breq e gli eventi che oltre 19 anni prima l’hanno portata alla ricerca di giustizia.

Il racconto di quegli eventi permette anche a Ann Leckie di sviluppare il tema dell’identità in una società in cui persone possono essere trasformate nei droni chiamati ancelle al servizio delle astronavi e il Signore del Radch è una sorta di gestalt dato che ha moltissimi corpi. Le ancelle non sono considerate umane ma cosa vuol dire essere umano? Nel caso del Signore del Radch il tema riguarda anche la natura del potere.

Nel caso di Breq, essere un’ancella con i ricordi di un’astronave la rende spesso poco umana eppure la sua natura la porta a provare emozioni e sentimenti. Dopo essere stata un’ancella per un tempo lunghissimo non le sono bastati neppure vent’anni per trovare un nuovo equilibrio interiore con la conseguenza che è un personaggio complesso e pieno di contraddizioni.

Anche la lettura di “Ancillary Justice – La vendetta di Breq” è complessa perché Ann Leckie cerca di immergere il lettore in culture con caratteristiche realmente aliene usando elementi che solo superficialmente sono familiari. Soprattutto all’inizio del romanzo ciò può provocare confusione perciò richiede un po’ di pazienza e attenzione per cominciare a capire la protagonista, la storia che si sviluppa attorno a lei e il Radch.

Si tratta di un caso in cui è il viaggio a essere importante e non la destinazione. Il piano di Breq per ottenere giustizia in realtà sembra piuttosto vago con complicazioni che a volte sono prevedibili. Sembra inevitabile che il risultato non sia quello che si prefiggeva in un finale aperto a ulteriori sviluppi che avverranno nei seguiti.

In “Ancillary Justice – La vendetta di Breq” c’è a volte un po’ d’azione ma è un tipo di storia più basata sui personaggi con un ritmo che tende a essere lento. Ciò significa che per essere una storia narrata in prima persona lo sviluppo dei personaggi importanti è buono.

Nonostante le difficoltà che crea inizialmente, “Ancillary Justice – La vendetta di Breq” ha finito per darmi grande soddisfazione. Se vi piacciono romanzi come questo e per voi non è un problema che la storia continui nei suoi seguiti ve lo consiglio assolutamente.

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