Neuromante di William Gibson

Neuromante di William Gibson
Neuromante di William Gibson

Il romanzo “Neuromante” (“Neuromancer”) di William Gibson è stato pubblicato per la prima volta nel 1984. Ha vinto i premi Hugo, Nebula e Philip K. Dick come miglior romanzo dell’anno. In Italia è stato pubblicato dall’Editrice Nord nel n. 80 di “Cosmo Oro”, nel n. 1.1 di “Tascabili Fantascienza”, nel n. 36 di “Narrativa Nord” e nel n. 4 de “I Libri Mito”, da Mondadori nel n. 2 di “Urania Collezione” e nel n. 191 di “Oscar Classici Moderni” e di nuovo dall’Editrice Nord nel n. 200 di “Narrativa Nord” nella traduzione di Giampaolo Cossato e Sandro Sandrelli e di nuovo da Mondadori all’interno di “Trilogia dello Sprawl”.

Case è stato un cosiddetto cowboy della consolle finché non ha tentato di derubare il suo datore di lavoro. Scoperto, la punizione che ha subito è stata peggiore della morte perché il suo sistema nervoso è stato danneggiato in modo da impedirgli di collegarsi alla Matrice. Da quel giorno, è alla ricerca di una cura che gli consenta di tornare nel cyberspazio.

Dopo una serie di delusioni, Case viene contattato da Armitage, un uomo misterioso che gli offre una cura in cambio della sua collaborazione in una complessa missione. Assieme a Molly, una donna dotata di speciali potenziamenti fisici, deve andare nello Sprawl e rubare una ROM che contiene la registrazione delal personalità di un hacker morto tempo prima. Si tratta solo della prima fase di una missione piena di difficoltà e di sorprese.

Nei primi anni della sua carriera di scrittore, William Gibson pubblicò vari racconti in cui gettò le basi per i successivi romanzi cyberpunk. Questo sottogenere aveva avuto vari precursori ma si trattava di diversi autori che avevano esplorato alcuni degli elementi che divennero importanti nel cyberpunk. Gibson mise assieme quegli elementi in “Neuromante” in un modo che segnò questo sottogenere.

Il cyberspazio creato da William Gibson e i personaggi che vi si collegano vivono in un mondo dai contorni distopici. Si tratta di elementi diventati iconici anche se non erano tutti originalissimi. Nel corso degli anni, l’autore li ha sviluppati con il suo stile unico che ha contribuito alla sua fama e alla diffusione del cyberpunk anche oltre il mondo della fantascienza.

“Neuromante” ha una trama lineare rispetto ad altri romanzi successivi di William Gibson ma non è una lettura semplice. Le descrizioni dell’autore sono molto visuali ma la struttura della trama è abbastanza contorta. Le varie fasi dell’avventura di Case sono un po’ come i livelli di un videogioco con salti da un luogo a un altro.

Il cyberspazio è un costrutto altamente tecnologico eppure la sua esplorazione e anche il gergo legato ad esso sono maggiormente collegati a un linguaggio “pop” che a quello informatico. È una scelta che può rendere più accessibile la storia a chi non ha particolari conoscenze di informatica. Al contrario, può lasciare perplesso chi ha reali conoscenze sull’argomento e può non ritrovarsi nel tipo di descrizioni di William Gibson.

Il successo del cyberpunk deve molto a un’estrapolazione che va ben oltre la tecnologia e riguarda certe tendenze negative che erano già presenti nella società occidentale degli anni ’80. Le conseguenze distopiche del crescente potere economico delle multinazionali sono diventate un paradigma per le storie cyberpunk.

I toni cupi della storia dati dagli elementi distopici e dall’impostazione che riecheggia le storie noir contribuiscono a rendere la storia alquanto deprimente. Ciò non ha ostacolato il successo di “Neuromante”, anzi l’ha aiutato.

La tecnologia si è evoluta in modo diverso da quello descritto in “Neuromante”, ad esempio con i dispositivi mobili. Alcuni degli sviluppi più avanzati potrebbero arrivare nel futuro ma per certi versi oggi sembra di vivere in un mondo cyberpunk. Questo romanzo rimane ancora il paradigma di questo tipo di storia perciò è ancora da leggere per chiunque sia interessato ai possibili sviluppi sociali ed economici ancor più che a quelli tecnologici al di là delle etichette di genere.

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