Memorie di un cuoco d’astronave di Massimo Mongai

Memorie di un cuoco d'astronave di Massimo Mongai
Memorie di un cuoco d’astronave di Massimo Mongai

Il romanzo “Memorie di un cuoco d’astronave” di Massimo Mongai è stato pubblicato per la prima volta nel 1997 da Mondadori nel n. 1320 di “Urania”, da Liber Liber e nuovamente da Mondadori nel n. 225 di “Urania Collezione”. Ha vinto il Premio Urania 1997.

Quando Rudy “Basilico” Turturro decide di imbarcarsi sull’astronave da crociera Muhmmeenuh come cuoco, il suo compito è di assistere lo Chef. La situazione cambia rapidamente e Rudy si trova a dover sostituire lo Chef. Ciò significa essere responsabile della cucina per equipaggio e passeggeri ed essere attento a cosa servire a seconda di ciò che ogni specie può mangiare rispettando esigenze e anche regole religiose di ogni individuo.

Nel corso della sua vita, Massimo Mongai è passato attraverso una serie alquanto eterogenea di esperienze professionali. Tra di esse, ce n’è stata anche una come cuoco su una barca che gli ha fornito l’ispirazione per “Memorie di un cuoco d’astronave”, in cui adatta i problemi che aveva incontrato nel preparare da mangiare per persone di diverse culture e religioni a un ambiente spaziale. In questo romanzo, i problemi sono resi ancor più complicati dalla presenza di varie specie aliene perché quello che per una specie è un cibo delizioso può essere velenoso per un’altra.

Il diario di Rudy Turturro racconta tra il serio e il faceto le avventure vissute nel corso di tre anni di crociera nello spazio. I problemi strettamente culinari costituiscono solo una parte dei vari episodi che compongono il romanzo e includono ricette di piatti più o meno esotici. Esse possono essere realizzate senza avvelenare gli esseri umani sostituendo gli ingredienti alieni con quelli terrestri.

Per il resto, i racconti del protagonista riguardano le sue esperienze su vari pianeti e problemi di vario tipo, pericoli inclusi, affrontati sull’astronave. Le vicende hanno spesso elementi umoristici, inclusi i nomi alieni, i quali sono più buffi quando si capisce come pronunciarli. L’Agorà che in quel futuro include molte specie offre una notevole varietà di alieni con varie esigenze alimentari e possibili difficoltà nella reciproca comprensione che possono essere divertenti.

La forma del diario offre a Massimo Mongai la possibilità di fare attraverso il protagonista varie considerazioni e riflessioni che rendono palesi certe opinioni. L’autore non lesina descrizioni riguardanti la libertà sessuale di quel futuro e le avventure erotiche di Rudy Turturro costituiscono una parte importante del romanzo. Vista anche la presenza di parecchi riferimenti più o meno espliciti alla marijuana e alcuni elementi sociali e politici di quel futuro non sembra un romanzo che possa piacere a lettori tradizionalisti.

Il mix tra serio e faceto è rappresentato alla perfezione dalla vaccinazione contro la xenofobia. Rudy Turturro parla del fatto di essere stato letteralmente vaccinato in modo da evitare reazioni avverse nei suoi contatti con specie aliene. Il tema viene trattato in modo leggero ma dietro ci sono considerazioni serie.

I contatti con specie aliene di Rudy Turturro vanno oltre quelli dovuti al suo ruolo di Chef dell’astronave Muhmmeenuh. A volte si mette nei guai e a volte viene trascinato in qualche guaio ma in alcuni casi i suggerimenti che dà al capitano della Muhmmeenuh aiutano a risolvere situazioni spinose. Il prologo spiega che, dopo quell’esperienza, Turturro è diventato un politico di successo, a conferma del fatto che è dotato di una certa abilità nell’affrontare situazioni complicate.

L’equilibrio tra leggerezza è serietà è uno dei pregi maggiori di “Memorie di un cuoco d’astronave”. Massimo Mongai è riuscito a parlare di temi importanti in modo leggero senza scadere in predicozzi neppure nei casi in cui ha espresso opinioni in modo esplicito. Per questi motivi, è un romanzo divertente che offre anche spunti di riflessione perciò ne consiglio la lettura.

2 Comments


  1. Ho ascoltato da poco lo sceneggiato radiofonico, non male ma credo che molta roba sia stata tagliata. Bravi gli attori, ma insopportabili le continue interruzioni musicali.

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    1. Sapevo dell’esistenza dell’adattamento radiofonico ma non l’ho mai ascoltato. Magari prima o poi lo recupererò.

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