Uno studio genetico offre informazioni sullo stato delle balene grigie

Balena grigia orientale (Foto cortesia Anna Brüniche-Olsen)
Balena grigia orientale (Foto cortesia Anna Brüniche-Olsen)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Biology Letters” descrive una ricerca genetica sulle popolazioni di balene grigie che vivono nell’Oceano Pacifico occidentale e orientale per cercare indizi che aiutino a capire la disparità delle loro popolazioni. Il pofessor Andrew DeWoody della Purdue University e la sua collaboratrice, la ricercatrice postdoc Anna Brüniche-Olsen hanno confrontato il DNA di 77 balene grigie occidentali e 135 orientali scoprendo una divergenza genetica tra le due popolazioni, tuttavia vi sono alcuni incroci e una diversità genetica che offre speranze per il loro futuro.

La balena grigia (Eschrichtius robustus) è l’unica specie oggi esistente della famiglia Eschrichtiidae, cetacei dotati di fanoni di dimensioni medie, con una lunghezza che può raggiungere i 15 metri. Questa specie viveva anche nell’Oceano Atlantico ma gli ultimi esemplari sono stati avvistati nel XVIII secolo ed è possibile che quella scomparsa sia stata causata dalla caccia. Nell’Oceano Pacifico vi sono ancora due popolazioni, sopravvissute alla caccia che aveva portato la specie sull’orlo dell’estinzione.

Da decenni la balena grigia è una specie protetta e gli esemplari al largo della costa di California e Messico sono oggi stimati attorno ai 27.000, il problema è nella popolazione sulla costa della Russia, ridotta attorno ai 200 esemplari. Vi possono essere differenze ambientali nelle due aree dell’Oceano Pacifico in termini di inquinamento che potrebbero aver colpito una delle due popolazioni più dell’altra ed è possibile che le balene grigie occidentali vengano ancora uccise da cacciatori giapponesi. Una ricerca genetica può aiutare a capire se vi sono altri fattori e le possibilità di recupero della popolazione occidentale.

Le analisi genetiche hanno mostrato che esiste una divergenza fra le due popolazioni, che ora potrebbero essere considerate perfino due sottospecie. Tuttavia, esse possono ancora incrociarsi senza problemi e tracce di ibridazioni sono state rilevate in alcuni individui. Alcune balene hanno attraversato l’Oceano Pacifico portando a una certa quantità di incroci.

La diversità genetica rilevata è positiva perché evita che l’intera popolazione di balene grigie rischi debolezze dovute a problemi genetici. L’analisi delle caratteristiche degli esemplari occidentali e di quelli orientali può offrire informazioni utili per capire se i due gruppi possano rimescolarsi ancor di più per aumentare la popolazione occidentale. Può anche permettere di capire quanto possano essere vulnerabili ai cambiamenti ambientali.

Nel caso delle influenze ambientali, certi pericoli possono esistere anche per altre specie, tanto che simili studi sono stati condotti di recente o in corso sulle orche, altri possono essere specifici come ad esempio quelli legati alle fonti di cibo. Sono situazioni complesse che richiedono studi a lungo termine e proprio perché alcuni problemi non riguardano solo le balene grigie, possono essere importanti anche per lo studio di altre parti di quegli ecosistemi offrendo suggerimenti per altri studi analoghi.

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