Star Trek: Discovery – Nella foresta mi addentro

Ash Tyler (Shazad Latif) e Michael Burnham (Sonequa Martin-Green) in Nella foresta mi addentro (Immagine cortesia CBS / Netflix)
Ash Tyler (Shazad Latif) e Michael Burnham (Sonequa Martin-Green) in Nella foresta mi addentro (Immagine cortesia CBS / Netflix)

“Nella foresta mi addentro” (“Into the Forest I Go”) è il nono episodio della serie “Star Trek: Discovery” e segue “Si Vis Pacem, Para Bellum“.

Nota. Quest’articolo contiene spoiler su “Nella foresta mi addentro”.

Al Capitano Gabriel Lorca (Jason Isaacs) viene dato l’ordine esplicito di lasciare immediatamente il pianeta Pahvo ma lui non vuole lasciarlo ai Klingon e decide di inviare sull’astronave nemica Michael Burnham (Sonequa Martin-Green) ed Ash Tyler (Shazad Latif) per una pericolosa missione.

L’episodio finale della prima parte della stagione rappresenta bene “Star Trek: Discovery” ma ciò non è necessariamente un complimento. Ci sono anche gli elementi positivi della serie nelle interazioni tra i personaggi ma complessivamente le trame continuano a essere troppo prevedibili.

L’episodio finisce lasciando aperte possibilità che possono essere ancora interessanti ma bisogna vedere come verranno sviluppate nella seconda parte della stagione. Ash Tyler ha avuto un episodio di stress post-traumatico ma il suo faccia a faccia finale con L’Rell (Mary Chieffo) non invalida alcune teorie che girano nel fandom riguardo alla sua reale identità.

Il grande punto di domanda riguarda però la situazione dell’astronave USS Discovery e il futuro di Paul Stamets (Anthony Rapp). Il problema è che o la rotta verso casa verrà trovata subito togliendo forza al momento drammatico o dovranno creare un nuovo arco narrativo più nello stile di “Star Trek: Voyager” che potrebbe essere legato all’esistenza di universi paralleli.

Chissà, forse riveleranno che dopo tutto “Star Trek: Discovery” è ambientata in una linea temporale diversa da quella delle serie precedenti, inclusa quella dell’universo dello specchio, e dai film del reboot. Ciò spiegherebbe la situazione paradossale di una serie in cui vengono mostrati continuamente tanti rimandi alla serie originale e nello stesso tempo sono stati inclusi elementi che sembrano davvero incompatibili con essa.

Continuerò a guardare “Star Trek: Discovery” quando riprenderà (in Italia l’8 gennaio 2018) ma finora è davvero una serie che mi dà sensazioni miste. Che una nuova serie di fantascienza sia buona dal punto di vista visivo è per me scontato ma non mi impressiona particolarmente. Mi aspetto invece di più per quanto riguarda trame e contenuti, soprattutto da una serie di Star Trek.

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