The Rhesus Chart di Charles Stross

The Rhesus Chart di Charles Stross
The Rhesus Chart di Charles Stross

Il romanzo “The Rhesus Chart” di Charles Stross è stato pubblicato per la prima volta nel 2014. Fa parte della serie della Lavanderia e segue “The Apocalypse Codex“. Al momento è inedito in Italia.

Tra i progetti che Bob Howard sta sviluppando alla Lavanderia ce n’è uno per analizzare le cause di morte sul territorio. Ciò sarebbe utile ad esempio per scoprire se qualcuno è morto a causa della versione negromantica del morbo della mucca pazza. Il primo test fornisce risultati inquietanti con la necessità di indagare.

Mentre sua moglie Mo è impegnata in una missione difficile all’estero, Bob Howard si ritrova coinvolto in un lavoro più complesso di quello che pensava. La sua indagine lo porta tra le altre cose ad avere a che fare con alcune attività finanziarie connesse all’uso di sangue ma è risaputo che i vampiri non esistono.

La serie della Lavanderia mischia fin dall’inizio contenuti divertenti molto geek a toni più cupi ma con CASE NIGHTMARE GREEN in fase di sviluppo le cose stanno peggiorando. Già nei romanzi precedenti c’era stata abbondanza di morte e distruzione, in “The Rhesus Chart” quella tendenza continua.

L’inizio del romanzo è però un momento geek dei più spassosi di tutta la serie che mi ha ricordato perché amo la serie della Lavanderia. Andy, un collega di Bob Howard alla Lavanderia, fa un gran casino nell’evocare un’entità usando una versione modificata da lui del codice demonologico standard su una scheda Arduino.

Quest’inizio ha conseguenze più avanti nel romanzo ma potrebbe sembrare un racconto breve autonomo appiccicato al romanzo e questo è uno dei problemi di “The Rhesus Chart”. Nei precedenti romanzi della serie della Lavanderia la trama tendeva a essere lineare, tanto che inizialmente erano narrati in prima persona da Bob Howard. Stavolta la trama è più contorta e ci sono più che mai parti della trama non vissute da Bob ma ciò diventa un altro dei problemi.

Parecchi anni della vita di Bob Howard sono raccontati nella serie della Lavanderia ed essi includono anche il suo rapporto con la moglie Mo, anche lei un’agente della Lavanderia. In “The Rhesus Chart” tra le altre cose Mo racconta al marito della sua missione in Iran ed è forse il brano più cupo di tutta la serie, anche perché togliendo gli elementi soprannaturali ci sono riferimenti a eventi fin troppo vicini a quelli realmente in atto in Iran.

Il problema secondo me arriva nelle parti della trama connesse a vari livelli delle operazioni della Lavanderia e anche a vari livelli di rapporti personali tra vari personaggi. La serie della Lavanderia ha sempre contenuto vari momenti tendenzialmente satirici riguardanti la burocrazia in quella che è comunque un’agenzia governativa ma in “The Rhesus Chart” ciò diventa a volte un peso.

In “The Rhesus Chart” a volte Bob Howard si lancia in digressioni riguardanti comitati interni con meeting, regolamenti vari e altro ancora. Momenti che sono divertenti quando sono brevi rischiano di diventare noiosi: ad esempio le lamentele di Bob perdono di incisività quando quei momenti vengono allungati o diventano ripetitivi.

Un altro problema è che quelle digressioni sono lunghe parti che rallentano più volte il ritmo della storia mentre invece il finale è affrettato. Dopo aver raccontato varie parti della storia dal punto di vista di diversi personaggi, Charles Stross ha scelto di far riassumere a Bob Howard ciò che ha saputo da altre persone riguardo agli eventi più importanti del romanzo.

Secondo me “The Rhesus Chart” ha il suo punto forte nelle solite idee brillanti di Charles Stross. L’idea di base è ottima con la scoperta di attività che sembrano legate a vampirismo quando è risaputo che i vampiri non esistono e se lo dicono gli esperti della Lavanderia ci si può fidare. Lo sviluppo di quell’idea mi è però parso un po’ caotico.

È un peccato anche per l’importanza di “The Rhesus Chart” all’interno della serie della Lavanderia. I vari romanzi raccontano storie autonome ma ci sono varie connessioni tra di essi con sviluppi della storia di Bob Howard e di qualche altro personaggio importante con conseguenze che sono da vedere. Di solito ci sono trame che vengono terminate, in questo caso molto è lasciato aperto.

Complessivamente, potrei considerare “The Rhesus Chart” comunque un buon romanzo, il problema è che fa parte di una serie di livello davvero alto. Secondo me chi ha già letto i romanzi precedenti non può saltarlo a causa della sua importanza.

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