È un successo il lancio del cargo spaziale ATV-5 Georges Lemaître verso la Stazione Spaziale Internazionale

Il lancio del cargo spaziale ATV-5 Georges Lemaître su un razzo vettore Ariane 5ES (Foto ESA)
Il lancio del cargo spaziale ATV-5 Georges Lemaître su un razzo vettore Ariane 5ES (Foto ESA)

Era notte in Europa quando dallo spazioporto di Kourou nella Guyana francese è partita la navetta spaziale ATV-5 (Automated Transfer Vehicle 5), chiamata Georges Lemaître in onore dell’astronomo belga che per primo propose la teoria del Big Bang, lanciata su un razzo vettore Ariane 5ES. Con il suo peso totale di 20.275 kg, è il cargo spaziale più pesante mai lanciato dall’ESA verso la Stazione Spaziale Internazionale, superando di quasi un quintale la precedente ATV-4, la Albert Einstein.

I cargo ATV trasportano carichi di parecchi tipi diversi, anche in notevoli quantità, in questo caso per un totale di oltre sei tonnellate e mezza. L’ATV-5 trasporta propellente, rifornimenti come ossigeno, acqua e cibo ed equipaggiamento che include esperimenti scientifici e varie parti di ricambio per la Stazione Spaziale Internazionale. Parte del carico è trasportato per conto della NASA e dell’agenzia spaziale giapponese.

Le navicelle ATV sono i più grandi cargo spaziali in uso, molto più grandi delle Progress russe e delle nuove navicelle americane Dragon e Cygnus. Sono costruite per trasportare apparecchiature elettroniche ed esperimenti scientifici delicati perciò sono pressurizzate. Ciò ha il vantaggio di poterle utilizzare come modulo abitativo aggiuntivo per la Stazione Spaziale Internazionale nel periodo in cui sono attraccate, che può durare fino a sei mesi.

La ATV-5 impiegherà circa due settimane per raggiunge la Stazione Spaziale Internazionale. È un tempo lungo anche per gli standard di questi cargo spaziali ma non c’è fretta per farla arrivare perciò è stata stabilità la traiettoria che permette il minimo utilizzo di propellente e la massima sicurezza.

Il propellente ancora disponibile verrà utilizzato per sollevare la Stazione Spaziale Internazionale, che si abbassa ogni giorno di parecchi metri a causa dell’attrito causato anche dalla tenue atmosfera presente tra i 350 e i 400 km di altitudine. Un’ATV può sollevare la Stazione di parecchi chilometri con un’unica manovra. Una parte del propellente verrà usata per rifornire i serbatoi russi e permettere alla Stazione di manovrare autonomamente.

La navicella ATV-5 utilizza un sistema automatico di rendezvous che la porterà ad attraccare direttamente al modulo Zvezda. Essa è dotata di un sistema sperimentale LIRIS (Laser InfraRed Imaging Sensors) in grado di gestire l’attracco ad un sistema non cooperativo. Ciò significa che può attraccare a obiettivi non dotati di sensori e strumenti che permettono il funzionamento di sistemi di attracco classici.

La ATV-5 è l’ultima dei cargo spaziali ATV ma il lavoro internazionale compiuto per creare una navicella così sofisticata dal punto di vista hardware e software non andrà perduto. Per il futuro l’ESA ha deciso di collaborare con la NASA adattando i progetti delle ATV per costruire un modulo di servizio alla navicella Orion che potrà essere utilizzato per trasportare sia carichi che astronauti. In questo modo, l’erede delle ATV potrà viaggiare anche oltre l’orbita della Terra.

Quando verrà il momento di lasciare la Stazione Spaziale Internazionale, le ultime fasi di vita della ATV-5, che si concluderà con la sua distruzione nel rientro nell’atmosfera terrestre, verranno attentamente monitorate. Una speciale telecamera agli infrarossi chiamata Break-Up Camera riprenderà questa fase dall’interno della navicella assieme ad altri strumenti. Essi forniranno nuove informazioni che saranno utili in futuro, anche quando arriverà il momento di distruggere i moduli della Stazione Spaziale Internazionale. L’era dei cargo spaziali ATV si concluderà davvero col botto!



8 Comments


  1. Ma tutti questi “oggetti” che a fine vita verranno fatti bruciare nell’atmosfera non contribuiranno ad aumentare enormemente la “spazzatura” che già ora causa problemi?

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    1. La spazzatura è quella che rimane in orbita perciò può costituire un pericolo. Il rientro nell’atmosfera serve proprio a evitare quel problema perché le navicelle vengono distrutte. Quando il rientro è programmato, la traiettoria viene stabilita in modo da puntare in qualche oceano così gli eventuali pezzi che non si sono disintegrati possono precipitare senza causare danni.

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  2. Non ho competenze in questo campo ma mi sembra difficile che tutte le particelle in cui si disintegra una navicella ricadano al suolo. Domanda: ma questi oggetti che costituiscono la spazzatura non dovrebbero ricadere, prima o poi?
    Grazie.

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    1. A quel punto ormai i pezzetti sono ormai nell’atmosfera perciò non rappresentano più un pericolo per le navicelle in orbita e pian piano ricadono al suolo. Anche la spazzatura in orbita pian piano ricade ma ci possono volere anni e nel frattempo costituisce un pericolo.

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