Doctor Who – The Seeds of Doom

Doctor Who - The Seeds of Doom
Doctor Who – The Seeds of Doom

“The Seeds of Doom” è l’ultima avventura della tredicesima stagione della serie classica di “Doctor Who” trasmessa nel 1976. Segue “The Brain of Morbius” ed è composta da sei parti, scritta da Robert Banks Stewart e diretta da Douglas Camfield.

La storia

Una spedizione scientifica in Antartide scopre uno strano baccello seppellito nei ghiacci. Quando esso viene portato nella base, il botanico della spedizione comincia a studiarla e ne invia delle fotografie a Londra. Lì, il Quarto Dottore (Tom Baker) le vede e riconosce la natura extraterrestre del baccello. Si rende anche conto che può essere molto pericoloso.

Alla base antartica, il baccello sta crescendo mentre in Inghilterra il milionario Harrison Chase viene informato della sua esistenza. Ossessionato dalle piante, paga delle persone perché vadano a prelevare il baccello ma ormai questo si è sviluppato in una specie di pianta che attacca uno degli scienziati e provoca in lui l’inizio di una metamorfosi. Il Dottore e Sarah Jane Smith (Elisabeth Sladen) arrivano troppo tardi in Antartide e non riescono neppure a impedire che gli uomini di Chase rubino un secondo baccello.

Extra

Questo doppio DVD è ricco di extra. Sono presenti contenuti tipici come una galleria di immagini tratte da quest’avventura, i sottotitoli della produzione, i Radio Time Billings e un promo dei DVD di “Doctor Who” pubblicati prossimamente.

Sono presenti nella traccia audio alternativa commenti all’avventura da parte del  protagonista Tom Baker, degli attori John Challis, Kenneth Gilbert e Michael McStay, del produttore Philip Hinchcliffe, dell’autore Robert Banks Stewart, del designer Roger Murray-Leach e di Jogg Camfield, il figlio del regista.

Isolated Score. L’opzione per guardare quest’avventura con la colonna sonora musicale in una traccia isolata.

Podshock. Un documentario di circa 37 minuti sulla produzione di quest’avventura.

Now and Then. Un confronto tra come apparivano alcuni luoghi in cui è stata girata quest’avventura all’epoca rispetto a come appaiono oggi.

Playing in the Green Cathedral. Il compositore Geoffrey Burgon parla del suo contributo a quest’avventura attraverso la sua musica.

So What Do You Do Exactly? Graeme Harper è stato assistente di produzione per quest’avventura e successivamente è stato il regista di altre avventure della serie classica e della nuova serie di “Doctor Who”. Per questo motivo, conosce esattamente i vari compiti e li spiega in questo breve extra.

Stripped For Action: The Fourth Doctor. I fumetti con il Quarto Dottore. Un extra interessante soprattutto per gli appassionati di fumetti.

Trails and Continuity. Una serie di annunci dell’epoca della BBC relativi a quest’avventura.

Douglas Camfield’s Paper Edit. Le note per la compilation di Douglas Camfield per le repliche di alcune avventure nel 1976 in formato PDF.

Ci sono anche due “uova di Pasqua” ma nulla di particolarmente interessante.

In origine, la tredicesima stagione di “Doctor Who” doveva terminare con l’avventura “The Hand of Fear” ma, come a volte succedeva in una produzione in cui era normale che le cose venissero fatte all’ultimo momento, vari problemi causarono un cambiamento di piani. Alla fine, allo scrittore Robert Banks Stewart venne chiesto di scrivere rapidamente un’altra avventura di sei parti che divenne “The Seeds of Doom”.

All’epoca, le avventure composte da sei parti erano suddivise in due storie interconnesse e generalmente la prima era composta da quattro parti e la seconda da due parti. Nel caso di “The Seeds of Doom” la struttura è opposta, con la prima storia ambientata in Antartide composta da due parti e la seconda ambientata in Inghilterra composta da quattro parti.

Robert Banks Stewart abitava vicino ai Kew Gardens, un complesso di serre e giardini vicini a Londra e ne venne ispirato per il tema di base della sua storia. “The Seeds of Doom” contiene ispirazioni anche a diverse storie contenenti elementi fantascientifici. Il risultato non è quindi esattamente originale.

La storia ambientata in Antartide è ispirata al film “La cosa da un altro mondo” (“The Thing from Another World”), il primo adattamento del racconto di John W. Campbell Jr. “La ‘cosa’ da un altro mondo” (“Who Goes There?”). La seconda storia contiene ispirazioni alla miniserie “The Quatermass Experiment” ma anche all’episodio “Man-Eater of Surrey Green” della serie “Agente speciale”.

I vari elementi che ispirarono Robert Banks Stewart si adattavano bene ad un’avventura di “Doctor Who” di quel periodo di storie di horror gotico. I baccelli alieni trovati in Antartide possono trasformare totalmente un essere umano che venga a contatto con essi con risultati potenzialmente catastrofici per tutta la Terra.

Fin dall’inizio, si vede la preoccupazione del Dottore quando si rende conto della natura dei baccelli alieni. Anche in “The Seeds of Doom” ci sono alcuni comportamenti sopra le righe tipici del Quarto Dottore ma in generale è molto serio e determinato a eliminare la minaccia aliena. Ciò contribuisce a trasmettere al pubblico un forte senso di minaccia che aumenta la tensione.

È impossibile mantenere una tensione costante in un’avventura così lunga ma in “The Seeds of Doom” essa è presente per la maggior parte del tempo e questo è già un eccellente risultato. È comunque vero che ci sono alcuni momenti sciocchi, soprattutto quelli in cui c’è Amelia Ducat e la bizzarra musica suonata da Harrison Chase sembra quasi la parodia de “L’abominevole dottor Phibes”.

In generale però viene mantenuto un certo livello di tensione, anche grazie ad un ritmo superiore a quello tipico delle avventure della serie classica di “Doctor Who”. In “The Seeds of Doom” c’è parecchia azione e gli spostamenti dei personaggi che tipicamente servivano a riempire il tempo in questo caso sono spesso momenti pericolosi per i protagonisti che contribuiscono a mantenere la tensione.

“The Seeds of Doom” è arricchito da un paio di buoni personaggi ben interpretati. Harrison Chase, il milionario ossessionato dalle piante, al di là di alcuni momenti sembra quasi razionale. Scorby, il suo principale scagnozzo, è ben sviluppato per cui risulta essere molto più di un banale bruto buono solo a compiere qualsiasi atto di violenza gli venga ordinato.

La trasformazione degli esseri umani riesce a essere convincente nonostante i limiti degli effetti speciali. Uno dei costumi venne riciclato da “The Claws of Axos”, dipinto di verde per sembrare una pianta. Una buona regia riuscì a esaltare i pregi dei costumi e degli effetti speciali disponibili nascondendo la maggior parte dei difetti.

Per questi motivi, “The Seeds of Doom” è considerato un classico di “Doctor Who”. Onestamente a me sembra un po’ sopravvalutato perché non tutto funziona al meglio. Ad esempio, la UNIT, all’ultima apparizione negli anni ’70, senza i suoi soliti membri, a cominciare dal Generale Lethbridge-Stewart, ha un impatto molto minore. Al di là di questi difetti è comunque un’avventura di buonissima qualità.

Il doppio DVD è di buon livello con parecchi extra generalmente interessanti, soprattutto se vi piacciono anche i fumetti. Complessivamente, secondo me è un prodotto da avere per gli appassionati ma che consiglio anche a chi abbia un interesse più generico per “Doctor Who”.

3 Comments


    1. Occhio che gli “ultra” del Quarto Dottore potrebbero venire a cercarti per portarti su Skaro… 😉

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