Doctor Who – The Masque of Mandragora

Doctor Who - The Masque of Mandragora
Doctor Who – The Masque of Mandragora

“The Masque of Mandragora” è la prima avventura della quattordicesima stagione della serie classica di “Doctor Who” trasmessa nel 1976. Segue “The Seeds of Doom” ed è composta da quattro parti, scritta da Louis Marks e diretta da Rodney Bennett.

La storia

Il Quarto Dottore (Tom Baker) sta mostrando a Sarah Jane Smith (Elisabeth Sladen) stanze e locali vari all’interno del Tardis e a un certo punto arrivano alla sala comandi secondaria. Il Dottore attiva lo schermo e vede che nel vortex c’è un’energia vivente, conosciuta come Mandragora Helix. Il Tardis viaggia attraverso di essa e, quando alla fine si rimaterializza e atterra, ne porta un frammento con sé.

Il Duca di San Martino sta morendo e spira esattamente nel giorno che l’astrologo Hieronymous ha previsto. Suo figlio Giuliano diventa il nuovo Duca ma non crede alle superstizioni e in realtà c’è una macchinazione portata avanti da Hieronymous assieme al Conte Federico per impadronirsi del ducato. L’arrivo del Dottore e Sarah Jane, che senza saperlo portano un frammento di energia aliena, rende la situazione ancor più pericolosa.

Extra

Questo DVD contiene una buona quantità di extra. Sono presenti contenuti tipici come una galleria di immagini tratte da quest’avventura, i sottotitoli della produzione, i Radio Time Listings e un promo dei DVD di “Doctor Who” pubblicati prossimamente.

Sono presenti nella traccia audio alternativa degli episodi commenti all’avventura da parte del protagonista Tom Baker, dell’attore Gareth Armstrong, del produttore Philip Hinchcliffe e dell’assistente di produzione Chris D’Oyly-John.

The Secret of the Labyrinth. Un documentario lungo circa 26 minuti sulla produzione di quest’avventura. Rispetto alla media di questo tipo di extra secondo me è migliore perché basato in particolare sui ricordi del produttore Philip Hinchcliffe.

Bigger on the Inside. Un documentario lungo circa 19 minuti sulla storia e l’evoluzione dell’aspetto e soprattutto dell’interno del Tardis.

Now and Then. Un confronto tra l’aspetto odierno dei luoghi del villaggio di Portmeirion in cui sono state fatte le riprese di quest’avventura e quello che avevano all’epoca.

Beneath the Masque. Un documentario scherzoso che mostra l’impatto storico degli eventi di quest’avventura.

Trails and Continuity. Vari annunci della BBC dell’epoca della trasmissione originale di quest’avventura.

Il produttore Philip Hinchcliffe era rimasto soddisfatto del successo dell’avventura “Pyramids of Mars” e per la stagione successiva intendeva proporne un’altra ambientata nella storia terrestre. Lo script editor Robert Holmes non era convinto di quel tipo di scelta e Hinchcliffe decise che anche la nuova avventura doveva contenere elementi di fantascienza.

Un’ispirazione venne dal film “La maschera della morte rossa” (“The Masque of the Red Death”) di Roger Corman del 1964, tratto dal celebre racconto di Edgar Allan Poe. Philip Hinchcliffe decise di ambientare l’avventura in Italia nel Rinascimento evitando però di includere personaggi storici per evitare che la trama si concentrasse troppo su di essi. La scrittura della sceneggiatura venne commissionata a Louis Marks, che ne aveva già scritte diverse nelle stagioni precedenti e conosceva quel periodo storico grazie ai suoi studi universitari.

Una novità della quattordicesima stagione riguardò il Tardis. Il vecchio modello usato negli anni precedenti era andato a pezzi alla fine della stagione precedente e ne venne costruito uno nuovo. Per l’occasione, Philip Hinchcliffe decise di adottare una nuova sala controllo per poter creare un set più facile da gestire nel corso delle riprese perché la vecchia sala controllo creava sempre difficoltà tecniche. Alla fine, venne mantenuta la classica colonna centrale con la console di controllo ma l’aspetto della nuova sala era completamente diverso.

Il villaggio di Portmeirion, celebre soprattutto perché usato per la serie culto “Il prigioniero“, venne scelto per le riprese di quella che divenne “The Masque of Mandragora” per la sua architettura ispirata alle regioni mediterranee che si adattava bene a una storia ambientata in Italia nel Rinascimento. In genere era facile procurarsi costumi adatti nei magazzini della BBC ma per una volta ciò risultò complesso, tanto che alcuni di essi vennero cercati all’estero.

“The Masque of Mandragora” ha una trama ispirata alle opere di Shakespeare con l’aggiunta dell’elemento fantascientifico. Gli attori britannici hanno sempre esperienza con quelle opere perciò per loro è facile entrare in quel tipo di parte e recitarla in maniera convincente. In una trama basata moltissimo sui rapporti tra i personaggi ciò è fondamentale.

Per gli spettatori è facile seguire i vari intrighi che si sviluppano nella corte di San Martino e anche un altro tema di fondo di quest’avventura, quello della scienza contro la superstizione. Il Rinascimento fu un periodo di forte scontro tra il crescente razionalismo derivante dalla nascita delle scienze moderne e il dogmatismo religioso.

L’astrologo Hieronymous offre le sue previsioni ai nobili di San Martino ma il giovane Giuliano non crede a quelle superstizioni. Dietro i presunti fenomeni soprannaturali, ci sono interventi umani e a un certo punto ce n’è uno alieno, causato dall’energia chiamata Mandragora Helix. A quell’epoca le conoscenze scientifiche erano troppo limitate per riconoscere una presenza aliena e solo il Dottore può spiegarla razionalmente.

In realtà, non ci sono vere spiegazioni sulle motivazioni di quest’energia vivente nell’attaccare il Dottore e nelle sue azioni a San Martino. È semplicemente un’entità funzionale a quella trama. Questa scelta secondo me è il maggiore difetto di “The Masque of Mandragora”. Un maggiore sviluppo di quest’elemento secondo me avrebbe rafforzato una storia che a volte mi è sembrata un po’ piatta e in generale non originale.

“The Masque of Mandragora” è anche l’avventura in cui per la prima volta viene affrontata la questione del perché dovunque vadano il Dottore e i suoi compagni riescano a parlare senza problemi con gli abitanti locali. È una spiegazione vaga, che verrà sviluppata nel corso degli anni.

“The Masque of Mandragora” è un’avventura eccellente dal punto di vista della produzione perché per una volta la serie classica “Doctor Who” non sembrava economica. C’è qualche effetto speciale non straordinario ma mi sembrano tutti più che accettabili in una produzione degli anni ’70.

La storia non mi convince del tutto ma non sono un grande amante delle avventure ambientate in quel periodo storico. I temi di fondo mi sono sembrati ben sviluppati e gli extra contenuti nel DVD sono di buon livello perciò complessivamente il mio giudizio è positivo e ne consiglio l’acquisto, soprattutto se vi piacciono quei temi e ambientazione.

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