Desolation Road di Ian McDonald

Desolation Road di Ian McDonald (edizione britannica)
Desolation Road di Ian McDonald (edizione britannica)

Il romanzo “Desolation Road” (“Desolation Road”) di Ian McDonald è stato pubblicato per la prima volta nel 1988. Ha vinto il premio Locus come miglior romanzo dell’anno di un nuovo autore. In Italia è stato pubblicato da Zona 42 nella traduzione di Chiara Reali.

Marte è stato terraformato da molto tempo ma la vita sul pianeta rosso non è necessariamente facile e la Terra è ancora sovrappopolata. Seguendo un pelleverde nel deserto, il dottor Alimantando finisce per fondare una nuova città che, mentre è ubriaco, chiama Desolation Road. Città è una parola grossa ma con il passare degli anni sempre più persone vi si fermano, generalmente per caso, e qualcuno finisce per stabilirsi in quel luogo neppure registrato.

Inizialmente irrilevante nella storia del pianeta, Desolation Road diventa un luogo pieno di persone particolari con le storie più strane. Nel corso del tempo, qualcuno se ne va ma i legami con questa strana città sono difficili da recidere, anche quando ci sono di mezzo anomalie spazio-temporali. La storia della città finisce per diventare importante in un periodo tumultuoso per Marte dal punto di vista politico e sociale.

“Desolation Road” è il primo romanzo scritto da Ian McDonald. L’ambientazione marziana con vicende che attraversano vari decenni hanno fatto paragonare questo romanzo alle celeberrime “Cronache marziane” di Ray Bradbury ma la somiglianza è solo superficiale. Si può dire che questo romanzo narri le cronache di Desolation Road, che rimane sempre il centro degli eventi, anche di ciò che succede in altri luoghi, con le storie dei suoi curiosi abitanti.

Lo stile di Ian McDonald è particolare, per molti versi più vicino a quello di Cordwainer Smith che a quello di Ray Bradbury. L’autore scrive il romanzo come se si trattasse di leggende raccontate molto tempo dopo, quindi non c’è una ricerca di realismo. I personaggi tendono a essere sopra le righe e la prima parte del romanzo ha una trama che almeno apparentemente non è lineare.

Con un linguaggio raffinato, Ian McDonald include elementi di quello che viene chiamato realismo magico in un romanzo che è comunque di fantascienza. Il romanzo contiene elementi molto diversi perché include anche parecchie tecnologie avanzatissime ma non ne viene descritto il funzionamento perché non è questo lo scopo dell’autore.

Desolation Road è sempre il centro della narrazione e il romanzo inizia con una lunga introduzione dei tanti personaggi che vi arrivano e delle loro storie personali. La città è la vera protagonista del romanzo perciò quella che per buona parte del romanzo sembra una storia molto frammentata ha un suo senso proprio perché è la storia della crescita di Desolation Road.

Nella seconda parte del romanzo, la trama diventa più lineare, più focalizzata su lotte politiche, religiose e sociali che vanno ben oltre Desolation Road. In queste storie c’è anche un elemento satirico ma secondo me il suo uso ha successo solo fino a un certo punto perché rischia sempre di essere troppo diluito in tutti gli altri elementi del romanzo.

I tanti elementi di diversi generi e sottogeneri narrativi inclusi in “Desolation Road” meriterebbero un’analisi ma ciò finirebbe per banalizzarli. Una storia che a volte sembra quasi un poema verrebbe ridotta a una serie di etichette. Questo è uno dei casi in cui la miscela finale dei componenti non può essere semplicemente descritta ma bisogna leggere il romanzo per comprenderla e apprezzarla davvero.

La città di Desolation Road è la protagonista del romanzo ma sono i suoi abitanti a darle vita. Le loro storie sono la storia dell’umanità tra grandi conquiste e grandi tragedie, amore e odio. Per questo motivo, sono storie allo stesso tempo banali e profonde, già lette innumerevoli volte eppure sempre importanti perché riguardano momenti significativi per una persona o per una comunità.

“Desolation Road” non è facile da leggere a causa delle sue caratteristiche piuttosto particolari ma complessivamente secondo me è davvero bello. Non è un romanzo per tutti perché molti troveranno lo stile di Ian McDonald troppo strano e la prima parte difficile da seguire a causa della sua struttura. Lo consiglio a chi apprezza le miscele di generi e in generale a chi cerca qualcosa di originale e diverso.

3 Comments



Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *