La musica del sangue o L’ultima fase di Greg Bear

La musica del sangue o L'ultima fase di Greg Bear
La musica del sangue o L’ultima fase di Greg Bear

Il romanzo “L’ultima fase” o “La musica del sangue” (“Blood Music”) di Greg Bear è stato pubblicato per la prima volta nel 1985. È la versione espansa di un racconto pubblicato nel 1983 che vinse i premi Hugo e Nebula. In Italia è stato pubblicato dall’Editrice Nord con il titolo “L’ultima fase” nel n. 178 di “Cosmo Argento” e con il titolo “La musica del sangue” nel n. 97 di “Cosmo Narrativa”.

Vergil Ulam è un ricercatore che lavora per un’azienda che porta avanti sviluppi biologici all’avanguardia. È brillante ma ha la tendenza a prendere scorciatoie e a non curarsi di possibili problemi etici per ottenere risultati. Quando un suo esperimento che ha lo scopo di produrre microorganismi capaci di apprendere viene scoperto, Vergil viene licenziato. Gli viene ordinato di distruggere i frutti del suo esperimento ma lui riesce a iniettarsi i linfociti modificati.

All’interno del corpo di Vergil, i microorganismi non solo si moltiplicano ma cominciano a evolversi, ad esplorarne gli organi e dopo qualche tempo a modificarli. Allo stesso tempo, sviluppano l’intelligenza e riescono a comunicare con lui attraverso una sorta di musica del sangue. Quando Vergil rivela cosa gli sta succedendo a Edward Milligan, un amico medico, è troppo tardi perché i linfociti, che lui chiama noociti, hanno infettato la ragazza di Vergil e chissà quante altre persone.

Il racconto originale è narrato dal punto di vista di Edward Milligan, che racconta come i noociti si evolvano e modifichino il corpo di Vergil Ulam. La storia si concentra sul tema della nanotecnologia e specificamente sui noociti e sul DNA come un programma che può essere modificato.

Il tema dell’esperimento scientifico andato male è decisamente classico, tanto che Frankenstein viene citato in “La musica del sangue”, Greg Bear lo reinventa utilizzando modernissime biotecnologie.

Nel romanzo, una versione riveduta del racconto originale occupa quasi tutta la parte intitolata “Metafase”. Il romanzo è diviso in sei parti intitolate “Interfase” (prologo) “Profase”, “Metafase”, “Anafase”, “Telofase” e nuovamente “Interfase” (epilogo), i nomi delle fasi più importanti del ciclo cellulare.

Nel romanzo, viene ampliata la storia di Vergil Ulam e degli inizi della particolare infezione che si provoca da solo iniettandosi i noociti da lui prodotti. La storia dell’infezione viene sviluppata raccontando ciò che succede quando si diffonde nel Nord America con i noociti che formano una sorta di comunità senziente.

Il romanzo è narrato sempre in terza persona ma dal punto di vista di vari personaggi. Alcune parti riguardano l’evoluzione di questa sorta di epidemia causata dalla diffusione dei noociti, altre parti sono concentrate sul punto di vista di un unico personaggio. Dopo la prima parte, che è sostanzialmente la storia di Vergil Ulam, ce n’è infatti un’altra che segue Michael Bernard, un altro ricercatore che viene infettato dai noociti e fugge in Germania per fare da cavia per lo studio dei noociti.

Inevitabilmente, alcune parti di “La musica del sangue” hanno un ritmo più lente e altre ne hanno uno più veloce. Ci siano parecchi personaggi che però appaiono solo in parte del romanzo, perciò pochissimi sono sviluppati.

L’ultima parte di “La musica del sangue” espande le tematiche del romanzo. La maggior parte della storia riguarda lo sviluppo biologico dei noociti ma ad un certo punto la comunità di noociti decide di modificare il proprio mondo con conseguenze enormi sull’umanità. Il tema principale non è quindi più la biologia bensì la fisica, con speculazioni avanzate anche sulla natura della coscienza.

“La musica del sangue” ha portato grande fama a Greg Bear e dopo l’uscita del romanzo ha ricevuto vari paragoni illustri più o meno appropriati. A volte, il romanzo viene inserito nel genere cyberpunk per l’uso della nanotecnologia ma manca la visione distopica tipica di questo genere.

Greg Bear è stato paragonato a J.G. Ballard per le tematiche catastrofiche di varie sue opere. “La musica del sangue” è però tutto sommato ottimista perché a dispetto del caos portato dai noociti Bear li vede come uno strumento per un balzo evoluzionistico. Gli esseri umani servono sostanzialmente ad aiutare la natura a migliorare i geni esistenti creando i noociti che poi operano sul DNA delle creature esistenti, a cominciare dagli esseri umani stessi.

Per questa tematica che tende al trascendente, pur inserita in un ambito scientifico, “La musica del sangue” è stata paragonata a “Le guide del tramonto” di Arthur C. Clarke. Bear tuttavia non ricorre a interventi alieni e nel suo caso il cambiamento che avviene nell’umanità parte davvero dall’interno.

Greg Bear ritiene davvero che i progressi tecnologici nel campo delle biotecnologie e delle nanotecnologie ci permetteranno di modificare noi stessi secondo i nostri desideri. La sua è un’ottica transumanistica che parte dall’accettazione dell’uso della tecnologia per prendere il controllo della nostra evoluzione. La vera scelta è se lasciare che il balzo evolutivo sia iniziato in maniera clandestina da qualcuno come Vergil Ulam o abbandonare vecchi pregiudizi e mantenere il controllo del cambiamento.

Nonostante la struttura un po’ caotica, “La musica del sangue” secondo me è un romanzo molto buono ed è già diventato un classico della fantascienza. Ne consiglio decisamente la lettura.

1 Comment


Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *