Il CERN ha presentato le prove dell’esistenza del bosone di Higgs

Il fisico Peter Higgs nel 2009
Il fisico Peter Higgs nel 2009

Un seminario è stata tenuto al CERN per annunciare i risultati preliminari delle ricerche del 2011 sul bosone di Higgs.

Il bosone di Higgs, così chiamato perché il fisico Peter Higgs (foto ©Gert-Martin Greuel) fu il primo a teorizzarne esplicitamente la possibile esistenza, è previsto dal Modello standard, una teoria quantistica dei campi che descrive l’interazione forte, quella debole e l’elettromagnetismo, tre delle quattro forze fondamentali.

La prova dell’esistenza del bosone di Higgs sarebbe un’importantissima conferma per il Modello standard, di conseguenza la sua ricerca è diventata una priorità nel mondo della fisica. Il problema è che gli esperimenti necessari a verificarne l’esistenza richiedono livelli di energia enormi. Di conseguenza, solo gli acceleratori di particelle più moderni possono permettere questo tipo di ricerca.

Il Tevatron, l’acceleratore di particelle al Fermi National Accelerator Laboratory, è stato spento a partire dal settembre 2011 ma i dati ricavati dagli esperimenti sono ancora in fase di studio. Le ricerche più importanti sono però portate avanti dal più grande acceleratore di particelle del mondo, l’LHC del CERN, dove oggi sono stati presentati i risultati preliminari.

Due esperimenti del CERN hanno indagato sul bosone di Higgs, CMS (Compact Muon Solenoid) e ATLAS (A Toroidal LHC Apparatus). Nel corso del seminario, i risultati preliminari dei due esperimenti sono stati presentati separatamente.

Molti dati sono stati presentati ma ovviamente si tratta solo di quelli davvero importanti ai fini di questa ricerca. Il lavoro effettuato dalle moltissime persone coinvolte nei vari esperimenti è stato enorme. Le conclusioni, da un punto di vista molto tecnico, sono che l’esperimento CMS ha rilevato l’esistenza di un bosone che ha una massa attorno ai 125 GeV mentre l’esperimento ATLAS ha rilevato l’esistenza di un bosone che ha una massa attorno ai 126,5 GeV.



In parole povere, c’è un’elevatissima probabilità che esista un bosone che ha le caratteristiche previste per il bosone di Higgs. Analisi dei dati più approfondite verranno effettuate nei prossimi mesi per eliminare ogni possibilità di errore, tuttavia i risultati preliminari sembrano davvero portare alla scoperta tanto attesa del bosone di Higgs.

Ovviamente l’universo continuerà a funzionare come ha sempre fatto a prescindere dal fatto che il bosone di Higgs esista o meno. La cosa davvero importante è che i miliardi di Euro spesi per la sua ricerca sono stati ben spesi perché ci stanno portando ad un nuovo livello di conoscenza dei segreti dell’universo.

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