Getti di materiali organici da Encelado, una delle lune di Saturno

Encelado e i getti di acqua, ghiaccio e materiali organici provenienti dal suo polo sud (Immagine NASA/JPL/Space Science Institute)
Encelado e i getti di acqua, ghiaccio e materiali organici provenienti dal suo polo sud (Immagine NASA/JPL/Space Science Institute)

Per molti anni Europa, uno dei maggiori satelliti di Giove, è stato considerato uno dei candidati più importanti a ospitare forme di vita dopo la scoperta di un oceano di acqua liquida sotto una crosta di ghiaccio. Ultimamente però le scoperte riguardanti Encelado, un satellite di Saturno, stanno facendo pensare che ci sia un secondo candidato.

Per alcuni versi, Encelado è una versione più piccola di Europa perché anch’esso ha un oceano di acqua liquida sotto una crosta di ghiaccio. Si sapeva ben poco di questo satellite di Saturno ma nei primi anni ’80 le sonde Voyager cominciarono a inviarci informazioni su di esso.

Fu però solo nel 2005 che la sonda Cassini permise agli scienziati di analizzare in maniera dettagliata le caratteristiche della superficie di Encelado. Una scoperta straordinaria fu quella di getti di acqua e ghiaccio che si levavano dal polo sud di questo satellite salendo da spaccature nel ghiaccio.

L’acqua liquida è presente nel sottosuolo probabilmente grazie al calore generato dalle forze di marea generate da Saturno che letteralmente deformano Encelado. È possibile che in passato l’orbita di questo satellite fosse più eccentrica e quindi venisse deformato in maniera perfino maggiore. Infatti in quel caso l’attrazione gravitazionale esercitata da Saturno variava maggiormente perché Encelado si avvicinava e si allontanava più di oggi dal pianeta.



Encelado è sufficientemente grande da aver immagazzinato il calore generato nel passato rilasciandolo lentamente. Questo vuol anche dire che questo satellite si sta lentamente raffreddando ma è possibile che la sua orbita in futuro diventi più eccentrica provocandone un nuovo ciclo di riscaldamento.

Il 27 marzo 2012, la sonda spaziale Cassini è passata ad un’altezza di soli 74 km dal polo sud di Encelado. In questo modo, la sonda ha potuto utilizzare i suoi spettrometri per analizzare le particelle dei getti provenienti da questo satellite. È risultato che questi getti contengono materiali organici e sali con un livello di salinità molto simile a quello degli oceano terrestri.

È troppo presto per dire che su Encelado ci sono forme di vita, tuttavia ci sono le condizioni per avere un ecosistema simile a quello delle profondità dei mari terrestri. Infatti, le sorgenti termali sono considerate tra i possibili candidati come culla della vita sulla Terra. Sicuramente, Encelado merita indagini più approfondite.

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