Nuove scoperte su Europa, il satellite di Giove, aumentano le speranze che vi siano forme di vita

Immagine ottenuta dai dati della sonda spaziale Galileo che mostra l'area in cui sono stati trovati minerali argillosi (Immagine NASA/JPL-Caltech/SETI)
Immagine ottenuta dai dati della sonda spaziale Galileo che mostra l’area in cui sono stati trovati minerali argillosi (Immagine NASA/JPL-Caltech/SETI)

Nel corso di questa settimana sono state annunciate due diverse scoperte che riguardano Europa, uno dei satelliti più grandi di Giove. Sono i risultati di due ricerche completamente separate che casualmente sono state pubblicate quasi contemporaneamente. Un’altra coincidenza è che entrambe le scoperte sono connesse alle possibilià che su Europa esistano forme di vita.

Il primo annuncio riguarda la scoperta di minerali argillosi sulla superficie di Europa, specificamente filosilicati. Essi sembrano essere arrivati su questo satellite in seguito ad una collisione con un asteroide o una cometa. Non a caso è la prima volta che minerali di quel genere sono stati rilevati sulla superficie di Europa.

Questa scoperta è il risultato di una nuova analisi di dati molto vecchi. Si tratta infatti di immagini all’infrarosso scattate dalla sonda spaziale Galileo. Essa arrivò nell’orbita di Giove nel dicembre 1995 e la sua missione terminò nel settembre 2003, quando venne volontariamente lanciata nell’atmosfera di Giove a elevata velocità per distruggerla.

Le foto studiate da Jim Shirley del Jet Propulsion Laboratory della NASA risalgono al 1998 e hanno una qualità bassa per gli standard di oggi. Nel corso di questi anni sono stati inventate nuove tecniche per migliorare la qualità delle immagini ed esse sono state applicate a quelle di Europa prese dalla sonda spaziale Galileo. Il risultato è stata la scoperta di filosilicati in un’area dalla forma di anello spezzato della larghezza di circa 40 km distante circa 120 km dal centro di un cratere del diametro di circa 30 km.

La spiegazione migliore per la presenza di questi materiali è che un asteroide o una cometa si siano schiantati su Europa. Questo tipo di materiali argillosi sono tipici di rocce spaziali che contengono anche materiali organici. La diffusione di materiali organici negli oceani di acqua liquida esistenti sotto la superficie ghiacciata di Europa potrebbe aver contribuito alla nascita di forme di vita.



Un’altra scoperta molto interessante è stata fatta invece utilizzando il telescopio spaziale Hubble. Grazie a osservazioni spettroscopiche della regione polare meridionale di Europa, sono state rilevati emissioni di idrogeno e ossigeno con caratteristiche che mostrano che si tratta di elementi derivati da molecole d’acqua spezzate dal potentissimo campo magnetico di Giove.

In sostanza, ci sono forti indizi che dal polo sud di Europa eruttino pennacchi di vapore acqueo. Geyser di questo tipo sono stati individuati su Encelado, un satellite di Saturno, dalla sonda spaziale Cassini. Il telescopio spaziale Hubble è troppo lontano per fornirci immagini della stessa qualità di quelle di Cassini ma l’analisi effettuata fa pensare che i due fenomeni siano molto simili.

La differenza è che il vapore emesso dai geyser su Encelado si perdono nello spazio a causa della gravità molto limitata di questo satellite mentre quello emesso da Europa sale ad un’altezza di circa 200 km ma poi la gravità è sufficiente a farlo ricadere sulla superficie.

Questi pennacchi sono stati rilevati nel dicembre 2012, quando Europa era al suo apocentro, cioè nel punto più lontano da Giove. Ciò permette di capire meglio l’attività che avviene sotto la superficie di Europa, causata dallo stress gravitazionale provocato dal continuo avvicinarsi e allontanarsi da Giove.

L’esistenza di questo fenomeno conferma ancora una volta che sotto la superficie di Europa viene liberata una notevole quantità di energia termica. Potrebbero esserci perfino vulcani invisibili dalla Terra, a differenza di quelli esistenti su Io, un altro satellite di Giove. Tutto ciò potrebbe anche far sì che minerali di vario tipo si diffondano nell’acqua liquida, un fattore fondamentale per lo sviluppo di forme di vita.

C’erano già sospetti che su Europa ci potesse essere qualcosa di simile al cosiddetto brodo primordiale che ha portato all’origine della vita sulla Terra. Nel corso degli anni sono state fatte diverse proposte riguardanti missioni spaziali su Europa proprio per verificare cosa stia succedendo nei suoi oceani. Purtroppo finora il budget delle varie agenzie spaziali non ha permesso di approvare neppure una di esse perciò le osservazioni continueranno da lontano.

Immagine che mostra l'area in cui vapore acqueo emesso da Europa è stato rilevato dal telescopio spaziale Hubble (Immagine NASA/ESA/L. Roth/SWRI/University of Cologne)
Immagine che mostra l’area in cui vapore acqueo emesso da Europa è stato rilevato dal telescopio spaziale Hubble (Immagine NASA/ESA/L. Roth/SWRI/University of Cologne)

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