Raft di Stephen Baxter

Antologia contenente i romanzi di Stephen Baxter della Sequenza Xeelee: Raft, Infinito, Flux e Ring
Antologia contenente i romanzi di Stephen Baxter della Sequenza Xeelee: Raft, Infinito, Flux e Ring

Il romanzo “Raft” di Stephen Baxter è stato pubblicato per la prima volta nel 1991. È considerato il primo romanzo della Sequenza Xeelee. È inedito in Italia.

Rees è un giovane minatore il cui lavoro consiste nello scavare il nucleo di una stella morta per ricavarne il ferro. È ignorante ma non per colpa sua bensì perché i minatori non ricevono alcuna istruzione e imparano solo le nozioni collegate con il loro lavoro.

Rees non è però stupido e osservando l’ambiente che lo circonda capisce che la nebulosa in cui vive sta morendo. Per trovare qualcuno che possa fare qualcosa si nasconde in un albero volante durante un volo che alla fine lo porta al cospetto di uno scienziato. Riesce a farsi ascoltare ma oltre al problema della nebulosa c’è anche quello della società degli umani che ci vivono che è vicina al collasso.

Nel 1989, Stephen Baxter aveva scritto un racconto intitolato “Raft” e successivamente aveva espanso i concetti in esso contenuti per pubblicare nel 1991 il suo primo romanzo, che ha lo stesso titolo. Viene indicato come il primo romanzo della Sequenza Xeelee ma in realtà è collegato ad essa solo in maniera indiretta e può essere letto separatamente dai romanzi successivi. La Sequenza Xeelee è parte di una più ampia storia futura scritta negli anni da Baxter di cui fa parte anche “Raft” e l’inclusione delle varie storie in diversi sotto-cicli è a volte arbitraria.

In “Raft” si vede lo stile di Stephen Baxter, uno dei più importanti scrittori attualmente attivi nel genere fantascienza “hard”. Il romanzo è infatti ambientato in un altro universo in cui la forza di gravità è molto più intensa rispetto al nostro universo e la componente scientifica è importante.

Un altro degli elementi tipici delle storie Stephen Baxter presente in “Raft” è l’esistenza di forme di vita esotiche. Secondo l’autore, dovunque vi sia energia sufficiente possono nascere forme di vita di qualche tipo e l’universo in cui è ambientato questo romanzo è pieno di forme di vita adatte agli ambienti in esso esistenti.

Un’astronave con equipaggio umano è entrata in quest’universo ma la notevole gravità ne ha provocato un naufragio. I sopravvissuti sono riusciti a stabilirsi in una nebulosa riciclando parti dell’astronave per costruire un habitat, il “raft” del titolo. Nel corso di varie generazioni, la piccola società che si è creata si è stratificata in un sistema piuttosto rigido di classi ma a causa delle risorse limitate e della decadenza delle conoscenze portate dall’universo di origine, si avvicina al collasso.

“Raft” è fondamentalmente un “juvenile” visto che Rees, il protagonista, è un ragazzo e il romanzo segue la sua maturazione. Partendo dalle sue origine come minatore, Rees comincia una sorta di quest che lo porta a venire a contatto con le varie classi sociali create nel corso delle generazioni nella nebulosa in cui vivono gli esseri umani. Durante i suoi viaggi all’interno della nebulosa, Rees scopre anche strani fenomeni fisici e straordinarie forme di vita indigene.

La struttura del romanzo assomiglia per certi versi a quella di certi romanzi fantasy ambientati in società di tipo feudale con la differenza che nell’universo in cui è ambientato non esiste la magia bensì una forza di gravità molto più intensa rispetto al nostro universo.

In questa sorta di quest che porta Rees a scoprire i segreti della nebulosa, in vari momenti chiave il protagonista si salva o comprende qualcosa di importante grazie ad una coincidenza. Anche in questo caso c’è una similitudine con le storie fantasy ma in esse il personaggio segue in genere un suo destino mentre nel caso di “Raft” il protagonista si trova semplicemente al posto giusto nel momento giusto. La coincidenza è un artificio narrativo usato spesso nella fiction ma in questo romanzo il suo uso ripetuto sembra un po’ forzato.

Anche per quanto riguarda i personaggi, “Raft” ha alcuni problemi perché Rees è l’unico davvero sviluppato. Il romanzo soffre del fatto che ci sono molti personaggi ma la maggior parte appare solo in una parte ridotta di esso perciò il loro sviluppo è impossibile.

Nonostante questi difetti, complessivamente “Raft” è un romanzo abbastanza buono che mostra il potenziale di Stephen Baxter ma non è nulla di straordinario perciò posso davvero consigliarlo solo ai fan di quest’autore e a quelli della fantascienza “hard”.

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