Le prime foto della Luna delle navicelle GRAIL

Il cratere lunare De Forest con la Terra sullo sfondo (Immagine NASA/Caltech-JPL/MIT/SRS)
Il cratere lunare De Forest con la Terra sullo sfondo (Immagine NASA/Caltech-JPL/MIT/SRS)

La NASA ha cominciato a pubblicare le foto della Luna scattate dalla MoonKam (Moon Knowledge Acquired by Middle school students) di Ebb e Flow, le navicelle GRAIL (Gravity Recovery and Interior Laboratory). Per la precisione, tra il 15 e il 17 marzo, Ebb ha scattato le foto della zona selezionata dagli alunni della quarta della scuola elementare Emily Dickinson, di Bozeman, nel Montana, che avevano vinto il concorso per dare un nome alle due navicelle.

All’inizio del mese, Ebb e Flow hanno iniziato la loro missione primaria, che è quella di procedere a rilevamenti molto precisi della gravità lunare per comprendere com’è fatta. Le piccolissime variazioni nella gravità lunare permetteranno infatti di farci una migliore idea di quali materiali sia composta e di quale sia la loro distribuzione. Ovviamente, nell’analisi dei dati rilevati dalle navicelle GRAIL verrà tenuto conto della presenza di montagne, crateri e altri dislivelli.

Con le prime foto scattate dalla MoonKam, è cominciata anche la seconda missione di Ebb e Flow, quella di coinvolgere gli studenti permettendo loro di scegliere le zone di cui scattare fotografie. Le navicelle GRAIL inviano le immagini scattate verso la Terra, dove vengono messe on line su un sito apposito. Ogni album così creato è identificato dal nome della scuola che ha richiesto quelle fotografie.

La qualità delle immagini non è straordinaria. Ci siamo abituati a immagini astronomiche di galassie lontane anche miliardi di anni luce che sono davvero straordinarie ma esse, dopo essere state catturate dai vari telescopi, vengono processate in vari modi. Le foto scattate dalla sonda Ebb sembrano pubblicate così come sono state catturate dalla MoonKam.

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Nel frattempo, è arrivato l’annuncio del prolungamento della missione GRAIL. In origine, doveva durare tre mesi in previsione di un’eclissi che provocherà una mancanza di luce per alimentare i pannelli solari di Ebb e Flow. Il timore era che le due navicelle non potessero sopravvivere all’eclisse ma si trattava di stime effettuate con prudenza.

Le verifiche effettuate all’inizio della missione hanno invece mostrato che Ebb e Flow stanno operando meglio di quanto fosse stato stimato perciò dovrebbero avere accumulato sufficiente energia nelle loro batterie per sopravvivere all’eclisse. È stato quindi previsto un secondo ciclo di mappatura della gravità lunare, che dovrebbe cominciare a settembre.

Ora, Ebb e Flow hanno un’altezza di circa 55 km ma per il secondo ciclo di mappatura il carburante rimasto verrà utilizzato per portarle in un’orbita ancora più bassa e più ellittica di quella attuale. È previsto che l’altezza media sarà di poco più di 22 km ma le navicelle passeranno ad un minimo di meno di 7 km dalla superficie lunare. In questo modo, le rilevazioni delle due navicelle saranno ancora più precise.

Mentre arrivano le fotografie della Lune, attendiamo che Ebb e Flow ci inviino i dati sulla gravità lunare per cercare di risolvere i misteri della sua formazione, che è strettamente connessa a quella della Terra.

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