La Megachirella wachtleri è il più antico antenato conosciuto di serpenti e lucertole

Megachirella Wachtleri (Foto cortesia MUSE - Science Museum, Trento, Italy)
Megachirella Wachtleri (Foto cortesia MUSE – Science Museum, Trento, Italy)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive una ricerca sulla Megachirella wachtleri, un rettile che visse circa 240 milioni di anni fa di cui uno scheletro fossile è stato scoperto nelle Dolomiti. Un team di ricercatori, compresi alcuni MUSE (il Museo delle Scienze), del Centro Internazionale di Fisica Teorica Abdus Salam (Trieste), dell’Elettra Sincrotrone Trieste e del Centro studi e ricerche Enrico Fermi (Roma), hanno esaminato i resti di quest’animale concludendo che si tratta del più antico antenato conosciuto dei moderni squamati, l’ordine tassonomico che include lucertole, serpenti e anfisbene.

La Megachirella wachtleri era un piccolo animale probabilmente lungo non più di 15 centimetri con un collo un po’ allungato e zampe anteriori molto grandi e forti rispetto al suo corpo. I primi esami dello scheletro parziale scoperto nelle Dolomiti di Braies, in Alto Adige e descritto nel 2003, avevano portato all’ipotesi che fosse imparentato con le lucertole ma una parte delle ossa era impossibile da estrarre dalla roccia e ciò impediva di studiarlo in modo completo.

Si tratta di un caso tipico nel campo della paleontologia e negli ultimi anni varie tecnologie stanno aiutando gli scienziati a risolvere il problema. Al Centro Internazionale di Fisica Teorica Abdus Salam, in collaborazione con Elettra Sincrotrone Trieste i fossili di Megachirella wachtleri sono stati sottoposti a una microtomografia computerizzata a raggi X, una specie di TAC adattata per studiare organismi antichi invece di esseri viventi. Questo tipo di esame permette di creare una riproduzione tridimensionale ad alta definizione dello scheletro, che risulta ben distinto dalla roccia circostante.

Questa è stata solo la prima parte dello studio perché successivamente i ricercatori hanno confrontato l’anatomia della versione virtuale della Megachirella wachtleri con quella di oltre 130 lucertole e serpenti di tutto il mondo. Gli autori hanno usato sia fossili che esemplari vivi facendone esami, a volte altre microtomografie computerizzate a raggi X, fotografie e analisi molecolari. Si è trattato di un lavoro lungo e complesso che ha permesso di capire meglio le parentele tra le varie specie e soprattutto con la Megachirella wachtleri.

La conclusione dei ricercatori è che la Megachirella wachtleri è il più antico squamato conosciuto. L’origine di questo ordine tassonomico, uno dei più diversificati tra i tetrapodi assieme agli uccelli, è fonte di discussioni e finora il più antico rappresentante conosciuto di quel gruppo era un fossile risalente al Giurassico medio, circa 168 milioni di anni fa.

Ciò significa che gli squamati sono emersi molto prima, un elemento importante anche perché colloca la loro origine nel periodo Permiano, prima della più grande estinzione di massa della storia della vita sulla Terra che segnò la fine di quel periodo geologico. Si tratta di un progresso davvero importante nella comprensione dell’evoluzione degli squamati.

Il dottor Massimo Bernardi del MUSE ha fatto notare l’importanza dell’uso di nuove tecnologie per studiare esemplari già conosciuti, a volte da molto tempo. Questo non è un caso isolato nel campo della paleontologia, al contrario è uno dei tanti in cui fossili scoperti a volte decenni prima vengono studiati di nuovo. È per questo motivo che il dottor Bernardi ha anche ricordato l’importanza della preservazione degli esemplari disponibili in collezioni ben mantenute e accessibili al pubblico.

Ricostruzione di Megachirella Wachtleri (Immagine cortesia Davide Bonadonna)
Ricostruzione di Megachirella Wachtleri (Immagine cortesia Davide Bonadonna)

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